La corsa di Skriniar verso Istanbul

Per ora non è nulla di diverso da una corsa blanda in solitaria su un campo secondario di Appiano Gentile. A due settimane dalla finale della Champions League a Istanbul e un mese esatto dopo l'operazione al rachide lombare eseguita alla "Clinique du Sport" di Merignac, Francia, in casa del professor Christophe Baudot medico tra le altre cose anche del PSG. La prossima casa di Milan Skriniar che ha vissuto l'ultima parte della sua annata d'addio all'Inter da oggetto estraneo. Ha avuto problemi fisici alla schiena che lo hanno condizionato e che non sono stati infortuni diplomatici o immaginari, ma che lo hanno allontanato in fretta dagli occhi e dal cuore di quelli che fino a poco prima di Natale erano i suoi tifosi.

Ora è pronto. Quasi. Lo ha confermato anche SImone Inzaghi nella vigilia della finale della Coppa Italia. Sta facendo un lavoro da solo, avrà un nuovo consulto e l'idea è che sia a disposizione per la chiusura del campionato a Torino e poi per l'appuntamento con la storia in terra di Turchia.

Skriniar corre pensando a Istanbul. Non da titolare, ma almeno per rendersi utile nella notte più importante del decennio interista. Il mondo intorno lo ignora e tanti gli hanno attaccato l'etichetta di traditore. C'è chi si è spinto a paragonarlo a Mauro Icardi e al ginocchio dolente del periodo di rottura con l'Inter, anche se il paragone è improprio. E' certificato, però, che il modo in cui si è concluso il suo rapporto con la società non è stato digerito e del resto nemmeno un dirigente di lungo corso come Beppe Marotta lo ha nascosto.

Gli hanno chiesto di spiegare i segreti della mancata cessione (al solito PSG) la scorsa estate e del mancato rinnovo in autunno; operazione che ha creato un buco da una cinquantina di milioni di euro che solo il prodigioso cammino in Champions League ha chiuso. Marotta ha abbozzato e rimandato a dopo: parlerà alla fine della stagione, magari proprio nella notte di Istanbul, per mettere i puntini a una vicenda in cui lui e gli altri sono usciti malissimo ma che nasconde al suo interno dettagli che servono per dare un senso a tutto il quadro.

Intanto Skriniar corre e tutto intorno ci si interroga se sia davvero il caso di pensare a lui per Istanbul. A occhio i tifosi ne farebbero a meno, disposti ad andare nel fuoco del City con i fedelissimi Acerbi, Bastoni, Darmian e ai loro cambi De Vrij e D'Ambrosio. In società non la pensano tanto diversamente, anche perché dalla chiusura della finestra di gennaio in poi - certificata la mancata partenza nemmeno a fronte del 'no' al rinnovo di contratto - l'ex capitano è stato in campo per soli 271 minuti ed è costato circa 3 milioni di euro al lordo. Più quello che non è entrato nella casse sempre affamate della società.

Marotta stesso lo ha privato della fascia e poi ha dovuto incassare la decisione di farsi vedere da uno staff medico francese a marzo e operare in aprile dal medico del PSG. Il prossimo club che lo coprirà di soldi per tentare di rendere insuperabile la difesa davanti a Donnarumma. E Inzaghi? La certezza è che non saranno mai messe in discussione le gerarchie ormai consolidate e Skriniar, ex idolo e titolare inamovibile, potrebbe al massimo essere un'opportunità in caso di bisogno.

Il tecnico e i compagni sono più pragmatici: c'è da provare a vincere una Champions League, perché rinunciare alle armi a disposizione? Milan intanto corre da solo. C'è chi dice che tecnicamente è guarito e potrebbe anche scendere in campo, fatto salvo che dall'operazione è passato un mese e la condizione fisica è quella che è. A Roma per la Coppa Italia è andato insieme agli altri, trattato come un infortunato che faccia ancora parte del gruppo. Sarà così anche a Istanbul?

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