Sanremo 2024: le pagelle della prima serata


Clara - Diamanti grezzi

Un pezzo dalle atmosfere dance con la cassa dritta e una frase cult, si fa per dire, "quel bacio in bocca con la lingua che fa paura". L'intonazione c'è, ma anche la noia che assale dopo un paio di minuti. Voto 4,5

Sangiovanni – Finiscimi

Una ballad generazionale sulla fine di un amore che parte bene ma poi non decolla anche per una performance vocale non proprio a fuoco. Anche in questo caso la noia vince, con la complicità di un testo che più triste di così non si può. Voto 5

Fiorella Mannoia – Mariposa

Rispetto a chi l'ha preceduta sembra scesa da un'altro pianeta: un pezzo che parla di donne libere, potente, dall'anima latina che a tratti richiama la poetica dell'immenso Faber. Voto 7,5

La Sad – Autodistruttivo

Magari andranno bene in streaming, va bene il contenuto"sociale", ma il pezzo e l'interpretazione rimandano ai provini di X Factor. Il punk non è una cresta in testa. Una filastrocca senza arte né parte. Voto 4

Irama – Tu no

Tutto da copione, una ballad di questi tempi, tristanzuola e senza troppa convinzione. Non male l'attacco orchestrale, ma poi il pezzo non brilla. Voto 5

Ghali – Casa mia

Rispetto alla versione in studio fatta ascoltare ai giornalisti in anteprima, questa suona decisamente meglio. Il testo può piacere o meno, ma ha un senso, come l'interpretazione credibile ed efficace. Cassa dritta e melodia convincente. Voto 6

Negramaro – Ricominciamo tutto

Il concetto di canzone con la C maiuscola fa la sua comparsa sul palco dell'Ariston con la band salentina che proprio a Sanremo ha iniziato la sua carriera. Testo intenso, melodia, potenza, emozioni. Dedicata alla forza dell'amore che si rinnova. Voto 7,5

Annalisa – Sinceramente

Un miliardo e trecento milioni di streaming per le sue hit dicono tutto. Ovvio che sia una delle favorite. Nel pezzo c'è tutto l'apparato pop dance che funziona in questo tempo, ma non basta per fare di Sinceramente una bella canzone. Detto questo, potrebbe vincere. Voto 5,5

Mahmood – Tuta gold

Diciamo che la "formula Mahmood" comincia a mostrare i segni del tempo. Non si discosta da se stesso in una canzone che non spicca il volo. Questa volta niente "brividi". Voto 5,5

Diodato – Ti muovi

Un gran pezzo dalle atmosfere soul 70's con una splendida linea melodica, difficile da interpretare. Un lampo di musica vera in un mare di approssimazione. Tutta farina del suo sacco e già questo è un merito enorme in un festival che pullula di brani mediocri firmati da cinque, sei, anche sette autori. Voto 8

Loredana Bertè – Pazza

La cosa più rock del festival, una canzone prepotentemente autobiografica, una carezza che Loredana dedica alla sua storia. "Prima ti dicono pazza e poi ti fanno santa" canta fregandosene di tutto e tutti. Praticamente perfetta. Voto 7,5

Geolier – I p’me, tu p’te

Ma siamo sicuri che questa sia la new wave della musica napoletana? Certo, il genere di Geolier è lontano anni luce dalla tradizione melodica partenopea, ma a volte il groove non basta. Voto 5

Alessandra Amoroso – Fino a qui

Una ballad ariosa che è quanto di più lontano ci sia dal sound che impazza nelle piattaforme streaming. Una delle cose migliori della sua carriera. Bella la citazione di Sally di Vasco Rossi. Voto 6

The Kolors – Un ragazzo una ragazza

Disco funk vibrante, un successo annunciato. I The Kolors hanno trovato la dimensione in cui si muovono a loro agio, e si sente in questo pezzo che stazionerà in vetta alle classifiche da qui all'estate. Voto 7

Angelina Mango – La noia

Ha voce, personalità e sul palco si muove come una navigata professionista. Debutta con un pezzo originale e complicato, difficile da interpretare, ma se la cava egregiamente. La sua cumbia ha buone chance di finire sul podio. Voto 7

Il Volo – Capolavoro

Sono i signori del bel canto con venti milioni di copie vendute nel mondo come curriculum. Questa volta meno lirici e più pop con un pezzo che diventerà un classico della loro discografia. Voto 6

Big Mama – La rabbia non ti basta

Dire no al bullismo e ai bulli è lodevole, ma la canzone e la sua performance proprio non decollano. Il palco dell'Ariston non è una passeggiata... Voto 5

Ricchi & Poveri – Ma non tutta la vita

Un crash totale con tutto quello che c'è stato prima, un tormentone latino con un'atmosfera da musical. Come degli alieni del pop accendono l'Ariston. Il voto non serve: loro sono I Ricchi & Poveri e possono fare quello che vogliono.

Emma – Apnea

Si rinnova con una base dance, cassa dritta e voce imponente come al solito. Indiscutibilmente orecchiabile e ballabile. Voto 6

Nek e Renga – Pazzo di te

Per la prima volta insieme all'Ariston non si scostano della loro via maestra: melodia accattivante, arrangiamento maestoso e voci potenti. Voto 6

Mr Rain – Due altalene

Un pezzo banale come l'immagine delle due altalene sul palco. Ha sicuramente un suo pubblico, ma per tutti gli altri l'effetto noia di questa ballad è dietro l'angolo. Voto 5

Bnkr44 – Governo Punk

Un collettivo di rapper che sul palco si presenta come una boyband con un pezzo per teenager infarcito di "eh eh eh eh". Anche no. Voto 4

Gazzelle – Tutto qui

Un pezzo da cantautore pop con qualche buono spunto, che se non altro ha il merito di interrompere la stucchevole ossessione dance di questa edizione della gara canora. Voto 6

Dargen D’Amico – Onda alta

Si presenta ricoperto di orsetti incollati alla caviglie e sulla giacca. Poi inizia la canzone, il festival della cassa in quattro, con un testo che però banale non è. A fine brano invoca il "cessate il fuoco" nella guerra in corso nel Mediterraneo risvegliando per un secondo la platea provata dell'Ariston (è la una e un quarto) Voto 6

Rose Villain – Click Boom!

Un po' di dance e robuste dosi di melodia, un ibrido che non convince. Forse poteva osare di più. Voto 5,5

Santi Francesi – L’amore in bocca

Se non altro hanno una identità musicale non omologata e una discreta capacità di scrivere testi. Pop elettronico realizzato con gusto e qualche lampo di originalità. Voto 6

Fred De Palma – Il cielo non ci vuole

Uno specialista dei tormentoni che piacciono tanto ai ragazzi di oggi, ma questo pezzo scontato non è così efficace e alla fine non resta molto. Anzi, molto poco. Voto 5

Maninni – Spettacolare

Una ballad con qualche intuizione e una discreta orecchiabilità. Niente di speciale, inizia e finisce come ti aspetti. Voto 5,5

Alfa – Vai!

Ha ritmo e una chitarra folk intrigante che sostiene il tutto questo pezzo che segna il debutto di Alfa. Accattivante, ma nulla di più. Voto 5,5

Il Tre – Fragili

A chiudere un altro pezzo sulla fragilità con qualche inserto rap non proprio epocale. Passa e va senza lasciare traccia. Voto 4,5

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