Roscia, Di grammatica non si muore

Di grammatica non si muore, quello del nuovo libro di Massimo Roscia (Sperling&Kupfer, 2016) più che un titolo è una promessa: lo assicura l’autore stesso nel NON-decalogo di introduzione (un elenco in nove punti che dichiara tutto ciò che il libro NON è: rassicurati, anche i più agguerriti difensori dell’ “a me mi” potranno cominciare la lettura).

Per ricordarsi come si usa il congiuntivo e se qual è si scriva con o senza apostrofo, non bisogna dunque necessariamente perdere la testa su grammatiche noiose e bigini per studenti asinelli, il linguaggio è un gioco e, come tutti i giochi, ha le sue regole, facili da imparare come quelle della briscola (o di Angry Birds).

Un delitto annunciato
Stragi di verbi, omicidi di pronomi, furti di apostrofi: quello del linguaggio odierno, soprattutto il linguaggio scritto, mediato da chat e post sui social, è un campo di battaglia disseminato di feriti. C’è una sola cosa da fare: prevenire la mattanza.

Con uno stile ironico e travolgente Roscia inanella spiegazioni di regole ed eccezioni, elenchi di errori e di bisticci grammaticali.

In capitoli-fiume, l’autore, impavido, guarda in faccia tutti gli errori più comuni (ed anche altri che sono dei veri capolavori, solo immaginarseli implica un’inventiva tale da suscitare ammirazione e l’immediato perdono del bandito grammaticale); li mette in fila e demolisce uno per uno, fornendo sempre l’esempio corretto e una spiegazione breve e incisiva.

Dritti al punto (e al punto e virgola)
Ma allora ci ha mentito, è un manuale di grammatica vero e proprio! Forse sì, ma quando si pensa a una grammatica non ci si immagina certo un testo scorrevole da cui non ci si riesce a staccare.

Perché ammettiamolo, quello di Roscia ci assomiglia molto a un manuale, ma è un manuale con una caratteristica tutta sua: è divertente!

Di grammatica non si muore non spiega solo l’utilizzo dell’apostrofo e dell’accento, non si limita a dare un senso a termini come “elisione” e “troncamento” ma nel farlo, prendendoci in giro un po’ tutti con tono scanzonato, tira in ballo la quotidianità, principalmente quella degli studenti in cui la ricerca di una regola su Wikipedia incontra inevitabilmente una canzone di Fedez e la trama di uno young adult distopico.

La morale? Si può ricorrere al rap per ricordarsi il cambiamento di genere dei sostantivi o in alternativa continuare a leggere, prima o poi le regole grammaticali dovranno pur entrare in testa!

Massimo Roscia
Di grammatica non si muoreSperling & Kupfer, 2016
226 pp., 15,90 euro

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