Prometeo: dal Giubileo alle galassie - Il nuovo numero in edicola

È il edicola Prometeo, il trimestrale di scienze e storia diretto da Valerio Castronovo. Il numero 135 offre numerosi contributi di alto livello. A cominciare da un intervento del medievalista Franco Cardini, che racconta le origini storiche del Giubileo e dei pellegrinaggi che hanno attraversato l’Europa durante ogni Anno Santo.

E a proseguire con il giovane ricercatore della Nasa, Francesco Tombesi, che fa il punto sulla ricerca cosmologica più avanzata e ci guida in una ricognizione sulle galassie. Tra i primi interventi, va segnalato anche con un nuovo articolo di Claudio Vercelli che presenta una lettura critica della situazione mediorientale considerandone un’altra variabile geopolitica di grande impatto: la crisi di Suez del 1956.

Significativo il contributo delle scienze umane. Il filosofo Sandro Chignola prende in considerazione la rinnovata attenzione verso Michel Foucault, ma rivendica per il pensatore francese un’unicità che le frequenti citazioni ed estrapolazioni rischiano di deviare ed annacquare. Un destino a cui potrebbe incorrere anche un altro grandissimo personaggio della cultura del Novecento: James Hillman, prima psicanalista eretico, poi saggista internazionale, che ci ha lasciato un’imponente opera scritta di cui si trovano tracce frammentarie nei contesti più disparati, di cui Prometeo offre ora una presentazione sintetica e, nei limiti, piuttosto completa.

Nel nuovo numero è ampio anche il contributo di riflessioni letterarie. Se con Giuseppe O. Longo possiamo scoprire a cosa Mary Shelley abbia attinto per scrivere il suo celeberrimo Frankenstein, Rossella Bonito Oliva introduce il passaggio dalla tragedia alla commedia ripercorrendo il Wallenstein di Schiller, mentre Ernesto Di Mauro traccia un parallelismo tra Michel de Montaigne e Torquato Tasso: il primo in visita al secondo che, lo ricordiamo, è stato un mito maudit per molte generazioni di intellettuali dei secoli scorsi, soprattutto mentre era rinchiuso in manicomio.

In ambito antropologico, va ricordato il contributo di Victor Grauer a proposito di pigmei e boscimani africani, mentre non manca una lucidissima analisi di tre bevande che sono tra i consumi più amati e abituali nel mondo: cacao, caffè e tè. La patologa Giovanna Flamigni, infine, conferma tutte le nostre idiosincrasie contro le zanzare: forse, la più temibile e competitiva famiglia animale che vive al nostro fianco.

L’iconografico del numero, curato da Pepa Sparti, è dedicato ai Guggenheim – zio e nipote – e alla loro straordinaria collezione, a cui Palazzo Strozzi di Firenze ha recentemente dedicato un’esposizione intitolata “Da Kandisky a Pollock”. Prometeo offre ai lettori la riproduzione di ben dieci tavole. Ma non è l’unico contributo pittorico del numero. Attraverso Benedetta Gentile del Carretto e Francesca Schaal sono riportati rispettivamente alcuni acquerelli di Pietro Santi Bartoli e le tele di Romaine Brooks.

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