Un orecchio liscio e affascinante (ma a fuoco)

Ci sono mode strane, mode che si seguono tanto per passare il tempo, e poi ci sono tendenze adatte solo a chi è veramente temerario, molto temerario. Temerarissimo se solo esistesse questa parola! Insomma, ci sono tendenze che non sono per tutti, ma solo per quelli che non hanno paura di nulla, persone dalle spalle larghe che non esitano a sfidare il pericolo, anzi di più, se lo fanno amico il pericolo e poi lo abbattono. Sì, gente che per un ideale andrebbe nel fuoco anzi, nel fuoco ci va davvero. Quella gente così attaccata ai propri ideali che per inseguire il principio di non aver i peli nelle orecchie, quei pelacci se li brucia sul serio. E lo fa, attenzione, con un accendino.

Può sembrare strano? Possono questi coraggiosi individui agire in modo irrazionale? No. Non è strano e non agiscono spinti da un mero accanimento anti-pilifero. Loro guardano su YouTube quelli che ne sanno sui peli nelle orecchie o, meglio, quelli che sull’eliminazione del pelo auricolare ne sanno proprio più di tutti e che, attraverso sapienti video, insegnano l’astuta tecnica per avere un orecchio liscio come se fosse la pelle di un bambino.

Innanzitutto, lo YouTuber in questione, da vero professionista, ti fissa guardandoti dall’altra parte dello schermo con una certa superiorità. Lui ha l’orecchio glabro, tu no. Tu perdi. Lui vince. E allora, con magnanimità, ma anche con una certa arroganza conseguita grazie a una pluriennale esperienza nel settore, lo YouTuber ti insegna come si fa a essere belli. O almeno migliori, o almeno con orecchie perfette.Lo YouTuber, inoltre, si raccomanda che tu sposti i capelli nel caso li avessi lunghi. Poi, con enfasi, quasi come se fosse un illusionista, ti mostra che quanto accadrà è del tutto reale. Infatti, prende in mano un accendino e schiacciando una bomboletta spray provoca una fiammata nell’aria, che va di lusso se non si incendiano le tende. Quindi, oltre a spostare i capelli è meglio allontanarsi anche da tendaggi e materiali vari che non siano ignifughi. Lo YouTuber anti-pelo, sorridente, continua l’esibizione didattica e avvicina l’accendino, che ormai sappiamo funzionare bene, al padiglione auricolare. D’improvviso, veloce come un lampo, dà fuoco ai peli delle orecchie accendendo quel benedetto attrezzo per qualche secondo. Poi lo spegne e lo riaccende ancora per qualche istante in un’altra zona infestata dal nemico pelo.E via così, orecchio sinistro e orecchio destro, tac-tac-tac, una piccola fiammata dietro l’altra e, se non hai preso completamente fuoco, le tue orecchie brilleranno di luce propria. Solo che non si tratta di un gioco di prestigio come nelle pratiche del famoso illusionista Andrew Basso, tutto questo accade realmente. E accade realmente anche che gli YouTuber antagonisti dei peli invochino l’atmosfera dei Barber Shop... Sì, il Barber shop, quel luogo che ancora trasuda di romantiche atmosfere, che è nato nel 1800, che aveva il suo stile, la sua atmosfera unica e che non era solo un luogo per la cura personale, era anche un centro di scambi culturali dove si discuteva di politica, sport, affari e tutto ciò che stava nel mezzo. Quel luogo che nel corso degli anni è stato frequentato da illustri personaggi come ad esempio Abraham Lincoln, il quale era noto per farsi fare la barba presso un Barber Shop di Springfield, Illinois. Oppure Winston Churchill, Louis Armstrong, Muhammad Ali, che frequentava regolarmente un Barber Shop a Louisville, Kentucky.Ma lo youtuber incendiario delle orecchie, forse queste cose non le sa e continua felice con il suo accendino a farti vedere come quei peletti antiestetici spariscono inceneriti, immersi oltretutto in un odore terribile da pollo bruciato. Comunque, anche se la tendenza sembra essere ad appannaggio dei veri temerari, resta che vi sono tecniche molto meno pericolose per avere un orecchio liscio e affascinante. E proprio come il mago, anche lo YouTuber con i peli bruciati alla fine della performance ringrazia per la visualizzazione. Solo che lui non è un illusionista e, come canta Ivano Fossati in una sua canzone: “quel che è peggio è che è tutto vero”.

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