Pantelleria: foto e video dell'incendio che ha distrutto Montagna Grande

Facebook/Comune Pantelleria
In un'immagine postata sulla pagina Facebook del comune di Pantelleria il 30 maggio 2016, il fronte di fuoco che ha devastato la vegetazione di Montagna Grande spingendosi poi verso i luoghi turistici piu' famosi dell'isola
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Una foto tratta dal profilo Facebook del Comune di Pantelleria che mostra l'incendio in corso - 29 Maggio 2016
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Una foto tratta dal profilo Facebook del Comune di Pantelleria che mostra l'incendio in corso - 29 Maggio 2016
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Una foto tratta dal profilo Facebook del Comune di Pantelleria che mostra l'incendio in corso - 29 Maggio 2016

Da sempre Montagna Grande è stata l'oasi verde di Pantelleria con i pini marittimi e quelli di Aleppo, i lecci e i sentieri che si inoltrano nella macchia mediterranea. Questo tesoro naturalistico, destinato a diventare il cuore del parco nazionale dell'isola, non esiste più. È stato divorato da un incendio che per tre giorni ha devastato Pantelleria. Lo hanno scatenato, è la denuncia del sindaco Salvatore Gabriele, gruppi di "imbecilli" e di "criminali" che si oppongono all'istituzione del Parco.

Le fiamme sono partite contemporaneamente da vari punti secondo una strategia mirata e studiata. Alimentate dal vento, si sono poi propagate in modo incontrollabile e hanno attaccato posti di richiamo turistico come Rekele, Sibà, Fossa del russo, Kuddia Antalora, Tracino, monte Ghibele e Balata dei turchi sulla costa. Quasi 500 ettari di boschi e di vegetazione sono stati distrutti.

Pantelleria devastata dagli incendi

Quattro Canadair hanno scaricato a ripetizione i loro getti sulle colline in fiamme e solo al terzo giorno sono riusciti a contenere i roghi ma non a domarli. "Siamo di fronte a un disastro ambientale senza precedenti" dice il sindaco che ha già chiesto la dichiarazione dello stato di emergenza. I danni sono ingenti.

In più punti si sono verificate piccole frane che non possono essere arginate dalla rete di contenimento completamente distrutta da un immenso rogo. E per questo la strada perimetrale che per 42 chilometri attraversa tutta la costa è stata chiusa per un lungo tratto a causa del pericolo di caduta massi. Molte località sono anche irraggiungibili. Danneggiati pure i sistemi di comunicazione ora alimentati da un gruppo elettrogeno attivato dall'Aeronautica militare e dall'azienda elettrica locale. "È un attacco mirato e programmato" per il quale il sindaco Gabriele chiama in causa i "criminali collegati a certe sacche di resistenza subdola", schierati contro l'istituzione del Parco nazionale.

Si tratta di un progetto che Gabriele aveva lanciato durante il suo precedente mandato, tra il 2009 e il 2010. Ora è arrivato nella fase dell'attuazione: da due mesi la sua domanda è all'esame degli uffici della Regione per il concerto con il governo nazionale. Il Parco viene sostenuto da una larga fascia della popolazione e da comitati spontanei che lo considerano un'occasione di sviluppo.

Ma ci sono anche forti resistenze sotterranee. Un controllo più assiduo e mirato del territorio toglierebbe spazio a diversi interessi. Il sindaco è consapevole del messaggio lanciato dagli incendiari che hanno ridotto in cenere il progetto del parco ma rilancia la sua sfida: "Non ci fermeremo". (ANSA)

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