Nero Giardini sceglie l’hi-tech per rifornire i suoi negozi

Nel 2012 il fatturato della marchigiana Bag (marchio Nero Giardini) è sceso di una ventina di milioni dai 230 dell’anno precedente: colpa della crisi, che ha costretto a tagliare alcuni clienti in Italia. Ma l’amministratore unico Enrico Bracalente, 55 anni, che ha scelto di mantenere made in Italy la sua produzione (3,5 milioni di scarpe con circa 2 mila collaboratori tra diretti e indotto), continua a investire, con l’obiettivo a lungo termine di aprire 400 negozi diretti in Italia e all’estero.

«In Cina, con un partner locale, partiamo quest’anno nell’area di Nanchino con cinque punti vendita, e se il test sarà positivo ne arriveranno altri 20 entro il 2015 per toccare quota 100 in 10 anni» precisa Bracalente. Che non dimentica l’Italia (nel 2013 sono previste 60 aperture), né trascura l’Europa:
dopo Spagna e Belgio, quest’anno Nero Giardini sbarcherà a Praga, Mosca, Monaco e Berlino.

Ma la rete va rifornita. Per garantire un riassortimento in tempo reale ai negozi, come avviene nelle catene di fast fashion tipo Zara e Benetton, Bracalente sta progettando a Girola di Fermo un polo logistico con una seconda nuova piattaforma automatizzata per lo stoccaggio e la spedizione di tutti i prodotti Nero Giardini. E per ampliare l’offerta alle calzature ha aggiunto l’abbigliamento.

«Siamo partiti nel 2010 con grande prudenza» conclude l’imprenditore «ma la linea sport casual uomo donna e bambino di Giardini Style sta avendo un buon successo. Così da una fase di test in pochi punti vendita selezionati passeremo a una distribuzione articolata e diffusa».

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