«La reazione francese è incomprensibile. L'Italia non può essere l'unico porto di sbarco dell'Europa»

«Sono rimasta molto colpita dalla reazione aggressiva della Francia che dal mio punto di vista è incomprensibile e ingiustificabile. Solo ieri l’Italia ha fatto sbarcare 600 persone e qui, di fronte a 234 persone arrivate in Francia, saltano le relazioni diplomatiche???». Giorgia Meloni non gira nemmeno troppo attorno al nocciolo della questione sullo scontro diplomatico scoppiato ieri con Parigi per la vicenda della nave Ong Ocean Viking respinta dall'Italia e che oggi ha attraccato al porto di Tolone dove sono state sbarcate tutti i migranti a bordo.

Una vicenda che aveva portato alle pesantissime dichiarazioni del Ministro dell'Interno francese che ha annunciato l'interruzione degli accordi sui ricollocamenti sottoscritto ad inizio 2022 e chiesto agli altri paesi di isolare l'Italia mettendo in campo una serie di non meglio precisate ritorsioni. Accuse, se non minacce, a cui il premier ha risposto oggi nella conferenza stampa per la presentazione del decreto aiuti quater approvato ieri in Consiglio dei Ministri.

»Secondo me quando si parla di ritorsioni nella dinamica politica europea vuol dire che qualcosa non funziona. Io credo che valga la pena rimettere assieme alcuni numeri di questa vicenda: la nave Ocean Viking è la prima nave di una Ong che abbia mai attraccato in Francia. Porta 234 migranti. Questo ha provocato una reazione molto dura verso una nazione, l’Italia, che dall’inizio dell’anno ha fatto entrare quasi 90 mila migranti. Tutte le navi Ong che sono partite nel 2022, tutte, vengono portate in Italia. Si dice che questo bloccherà il meccanismo di ricollocamenti e quindi che noi, che non saremo solidali e quindi non possiamo avere solidarietà… (pausa con risatina del premier.... ndr) Nell’accordo si prevede che saranno ricollocate 8 mila persone, meno del 10% di quelle sbarcate in Italia e ne sono state ricollocate solo 117 e di queste appena 38 in Francia. Credo che quello che è accaduto ieri tradisca che ci sia qualcosa che non funzioni. Cosa fa arrabbiare? Fa arrabbiare il fatto che non vogliamo più che l’Italia debba essere l’unico porto possibile di sbarco dei migranti nel Mediterraneo, perché questo non è scritto in nessun accordo…»

Una replica secca, che non ammette il rischio di male interpretazioni e che la Meloni fa sua fornendo anche altri numeri ed altre considerazioni. Forte del fatto che le scelte in tema di migranti di questi giorni erano ben chiare e presenti nel programma di governo della coalizione di centrodestra uscita vincitrice dalle elezioni politiche.

«Io credo che questo dimostri che la situazione com’è stata gestita finora non si possa più gestire. Ci sono 3 cose che possiamo fare: A) decidere che siamo l’unica porta ingresso dei migranti, accettando che ne vengano ricollocate 8 mila su 90 mila che facciamo entrare, ma io non sono d’accordo e non credo di avere avuto questo mandato dagli italiani e chiederò al Parlamento cosa ne pensa. B) Non credo sia intelligente neanche litigare tra paesi. Io vorrei cercare una soluzione comune e l’unica possibile e seria che ho proposto quando ho parlato con Macron, come con Scholz e con Ursula Von der Leyen, è la difesa dei confini esterni della Ue, con una missione comune. Io chiedo che si trovi una soluzione europea come venne trovata quella di dare soldi alla Turchia per fermare gli arrivi da quella porta di ingresso verso il continente. La questione è che tutti devono avere che tutti hanno gli stessi diritti all’interno dell’unione europea».

Se poi qualcuno poteva pensare che questa vicenda possa far retrocedere il governo dalla sua linea dura contro gli scafisti, beh, il premier ha spiegato che questo non avverrà e che verranno presi anche altri provvedimenti, più duri (si parla ad esempio della confisca delle navi). E, soprattutto che il ventilato isolamento non spaventa, e sarebbe addirittura dannoso per tutta l'Europa

«Per quello che riguarda la richiesta di isolamento verso di noi tradisce un problema complessivo. Voglio sperare che questo non accada, non sarebbe intelligente. Quella migratoria è una grande sfida. Non credo che l’Europa abbia intenzione di fare cose forti contro l’Italia perché non ha fatto sbarcare 234 migranti su 90 mila. Altrimenti dovrebbero spiegarlo più che a me, agli italiani. E poi, anche decidessero di isolare l’Italia, che accade? Di certo non si sarebbe risolto il problema. Mi sembra una posizione poco risolutiva. Sono disponibile a parlarne per cercare una soluzione; perché non ho capito quale sia la soluzione proposta dagli altri che non sia il «occupatevene voi». Noi non siamo più in grado di occuparcene, quindi si dovrà trovare una sintesi. Ma oggi si deve capire come l’Europa intenda affrontare questa materia. Io credo sia meglio isolare gli scafisti e non l’Italia».

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