La meraviglia di Villa Margon con Vittorio Sgarbi

Silvia Morara
Trento, 9 settembre 2015, Vittorio Sgarbi a Villa Margon
Silvia Morara
Trento, 9 settembre 2015, Vittorio Sgarbi a Villa Margon
Silvia Morara
Trento, 9 settembre 2015, un momento della lectio magistralis di Vittorio Sgarbi a Villa Margon
Silvia Morara
Trento, 9 settembre 2015, un momento della lectio magistralis di Vittorio Sgarbi a Villa Margon
Silvia Morara
Trento, 9 settembre 2015, un momento della lectio magistralis di Vittorio Sgarbi a Villa Margon
Silvia Morara

Silvia Morara
Trento, 9 settembre 2015, un momento della lectio magistralis di Vittorio Sgarbi a Villa Margon
Silvia Morara
Trento, 9 settembre 2015, un momento della lectio magistralis di Vittorio Sgarbi a Villa Margon
Silvia Morara
Trento, 9 settembre 2015, Vittorio Sgarbi a Villa Margon
Silvia Morara
Trento, 9 settembre 2015, Vittorio Sgarbi a Villa Margon
Silvia Morara
Trento, 9 settembre 2015, Vittorio Sgarbi a Villa Margon
Silvia Morara
Trento, 9 settembre 2015, Vittorio Sgarbi a Villa Margon con Giorgio Mulè e lafamiglia Lunelli, proprietaria della residenza
Silvia Morara
Trento, 9 settembre 2015, Vittorio Sgarbi a Villa Margon
Silvia Morara
Trento, 9 settembre 2015, Vittorio Sgarbi a Villa Margon
Silvia Morara
Trento, 9 settembre 2015, un momento della lectio magistralis di Vittorio Sgarbi a Villa Margon

La lezione di Vittorio Sgarbi a Panorama d’Italia è stata dedicata al Rinascimento Trentino di Villa Margon, la magione del XVI secolo che sorge sulle alture che dominano Trento e che ora appartiene alla famiglia Lunelli, proprietaria del marchio di spumanti Ferrari.

Panorama d'Italia - Trento: la lezione di V. Sgarbi

“A differenza di altre tappe di Panorama d’Italia, questa volta siamo in una casa privata, sapientemente custodita dai Lunelli. Un sito che esalta la coscienza civica di questa famiglia, che la conserva perché sia la più bella cosa che ci sia a Trento” ha detto il critico d’arte. “Se uno acquista una villa fa una cosa molto dispendiosa e questa magione è tenuta perfettamente, con uno sforzo che lo Stato non potrebbe fare”.

La villa è come un’estensione del mondo delle ville venete palladiane, ma qui siamo prima di Palladio. “C’è l’idea della villa, come luogo di ritiro che però corrisponde a una tenuta agricola” dice Sgarbi. Questo era un luogo di accoglienza per i vescovi e i cardinali del Concilio di Trento, ma anche per presidiare la coltivazione del territorio. L’architetto anonimo di Villa Margone anticipa le tendenze che poi svilupperà Palladio, mentre l’iconografia degli affreschi interni che si rifà a vicende della vita di Carlo V potrebbe essere stato realizzato da un pittore tedesco.“Qui c’è la conservazione della funzione per cui era nata la villa, la meditazione, l’ozio, la delizia, ma anche la coltivazione delle vigne” ha concluso il critico, “che ha saputo accrescere la bellezza di questo luogo”.

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