La Libia, Gheddafi e la spia francese

Nei giorni scorsi alcuni giornali internazionali riportavano la notizia che "un uomo dei servizi segreti francesi, è sospettato dell'omicidio del Colonnello Gheddafi", avvenuto il 20 ottobre dell'anno scorso.

L'assassino francese, si sostiene, si infiltrò rapidamente nella folla raggiungendo il Colonnello, e gli sparò in testa.

"Il motivo, secondo un'attendibile fonte libica", era evitare qualsiasi possibilità di interrogatorio riguardo ai legami tra il Colonnello Gheddafi e Sarkozy.

Un figlio di Gheddafi, Saif Allslam, attualmente in corso di giudizio in Libia, ha dichiarato riguardo al finanziamento della campagna politica di Sarkozy: "Abbiamo tutti i dettagli e siamo pronti a rivelarli. Lo abbiamo finanziato".

Mahmoud Jibril, che è stato primo ministro dopo la morte di Gheddafi, ha dichiarato alla Tv egiziana: "Fu un agente straniero infiltrato nelle brigate rivoluzionarie a uccidere Gheddafi."

Altra notizia interessante, se verificata, è riportata da Rami el Obeidi: "l'ex capo delle relazioni estere del Consiglio di Transizione Libico disse di sapere che Gheddafi era stato intercettato dal sistema di telecomunicazioni satellitare mentre parlava con il presidente della Siria Bashar Al-Assad".

Il giovane ventiduenne Ben Omran Shaaban, partecipante all'aggressione mortale contro il Colonnello Gheddafi, è stato ferito gravemente, apparentemente dai fedeli del Colonnello, in un attacco lo scorso luglio.

Trasportato a Parigi per essere curato, è morto in ospedale a fine settembre. Si dice che Shabaan avesse in mano la pistola che ha ucciso il Colonnello. Se fosse stato vero, avrebbe avuto notizie interessanti da raccontare sui congestionati avvenimenti di quel giorno.

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