La California italiana. Il piccolo paese dove si vota il presidente degli Stati Uniti

Sulla strada Aurelia, a circa 40 chilometri da Livorno, c'è La California. Si tratta di una piccola frazione del comune di Bibbona, dove storia e leggenda si uniscono. Scoprire questo luogo significa infatti immergersi in un affascinante viaggio tra personaggi illustri del Risorgimento. Un viaggio capace di trasportarci nell'epopea della corsa dell'oro. Lo sa bene Marco Andreanacci, che a questo luogo ha dedicato un libro: California, oltre il mito.

«I numerosi parallelismi tra la California americana e la nostra hanno dell'incredibile» ci spiega al telefono. Secondo Andreanacci, appassionato studioso, la storia della California italiana è legata a un uomo - «l'ultimo vero eroe romantico del Risorgimento» - Leonetto Cipriani. Nato in Corsica nel 1812, Leonetto cresce a Livorno dove acquista una serie di apprezzamenti. L'uomo abbandona però l'Italia per il sogno Americano, dopo aver letto numerosi articoli giornalistici che descrivevano la costa ovest «come un luogo dove poter trarre consistenti vantaggi economici». Sono gli anni della corsa all'oro. Il Cipriani non riesce però a ottenere il successo sperato e torna nel Bel Paese nel 1855.

Ed è proprio in quegli anni che nasce l'Osteria California, gestita da Amerigo Gabbani e situata proprio a metà strada tra Cecina e Donoratico. Tra le storie di Leonetto, appena tornato dal suo lungo viaggio, e la nuova osteria, poco sorprende che questo nuovo paese abbia preso il nome di La California. Nonostante questo, le leggende raccontate dagli abitanti in merito al nome sono molteplici. C'è chi sostiene che sia stato il passaggio di Buffalo Bill e del suo spettacolo a ispirare questo nome originale, e chi invece racconta la storia degli emigranti siciliani, gabbati per qualche soldo, a cui era stata promessa l'America, ma sono finiti in Maremma. In merito a quest'ultima leggenda è nato anche un film con Luca Zingaretti, intitolato Oltremare.



Qualunque sia l'origine della California italiana, i suoi 1500 cittadini sono così fieri del legame con la gemella americana, da aver deciso di partecipare per ben due volte alle elezioni per il presidente Usa. Nel 2004, Michele Cogo e Francesco Merini hanno proposto all'assessore Stefano Marmugi di tenere le elezioni nella piazza del paese, e lui ha accolto l'idea con entusiasmo. «Gli Stati Uniti sono una delle più grandi potenze mondiali, determinando il destino dell'intero pianeta. Allora perché non dovremmo anche noi votare per il loro presidente?»

Il 31 ottobre 2004 - e poi ancora nel 2008 - è stato allestito un seggio dove gli abitanti potevano votare per il candidato repubblicano e democratico. Il ruolo del vicepresidente spettava invece a personalità del paese, o di respiro nazionale. «La nostra frazione ha sempre favorito i candidati democratici» ci ha spiegato l'assessore Marmugi. «Non abbiamo più tenuto le lezioni per motivi di tempo e soprattutto per motivi economici, ma ci piacerebbe partecipare nuovamente alle elezioni americane».

Nel 2008, la vittoria di Barack Obama è stata schiacciante, con il 92% di voti. Ma a strappare un sorriso sono i risultati per il vicepresidente. Insieme agli abitanti della frazione troviamo anche qualche voto per Silvio Berlusconi e per Beppe Grillo, che nel 2004 aveva partecipato alla votazione. I risultati sono poi stati consegnati a William W. McIlhenny, console generale degli Stati Uniti, «causando un piccolo incidente diplomatico, vista la percentuale irrisoria di voti per Bush» ha raccontato Andreacci con il sorriso. Da questa originale iniziativa è nato anche un documentario, Il presidente del mondo.

«Per chi voterebbe La California nel 2020?» abbiamo chiesto a Marmugi prima di salutarlo. «Probabilmente per Joe Biden, ma mai dire mai».

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