Stipendi e club amici, nuovo deferimento per la Juventus

La Procura della Figc ha rotto gli indugi e ha depositato il deferimento per la Juventus e per 7 dirigenti in relazione al secondo filone dei processi sportivi nati dall'inchiesta della Procura di Torino sui bilanci del club bianconero. Una mossa a sorpresa almeno dal punto di vista dei tempi, visto che l'attesa era che non si muovesse nulla prima del nuovo verdetto della Corte federale d'Appello chiamata lunedì prossimo a dire una parola definitiva sulla rimodulazione del -15 inflitto nel gennaio scorso per la vicenda plusvalenze. Il procuratore capo della Figc, Giuseppe Chiné, ha anticipato i tempi e deferito al Tribunale Federale Nazionale la Juventus, a titolo di responsabilità diretta e oggettiva, ai sensi dell'articolo 6 del Codice di Giustizia Sportiva e i dirigenti (a partire dall'ex presidente Andrea Agnelli) per violazione dell'articolo 4. Quello ormai celebre che evoca il rispetto della "lealtà sportiva".

Un'accelerazione dettata dalla mancanza di un accordo sul patteggiamento, previsto dal Codice. Da settimane i legali del club bianconero e la Procura Figc ne parlavano ma su posizioni troppo distanti: solo un'ammenda da affiancare alla penalizzazione per la vicenda plusvalenze era la richiesta della Juventus mentre per Chiné serviva (e serve) anche un nuovo intervento sul piano sportivo in considerazione della portata delle accuse. La mossa di depositare i deferimenti stringe il sentiero che porta al patteggiamento anche se non lo esclude del tutto, essendo possibile anche in un secondo momento sempre previa l'accettazione da parte del Presidente della Federcalcio e della Procura Generale del Coni.

Cosa significa in concreto? Che l'impostazione della Procura federale, partendo dall'evocazione dell'articolo 4 sulla mancanza di lealtà sportiva così come nel primo filone, porta a ritenere che la volontà sia quella di arrivare a una nuova penalizzazione da scontare nella prossima stagione sportiva visto che un eventuale processo non potrà concludersi entro la fine di giugno. Nessuna apertura verso ipotesi differenti, almeno per ora. Anche perché la lettura delle motivazioni del Collegio di Garanzia del Coni sul primo atto delle vicende giudiziarie juventine ha rafforzato la posizione di Chiné.

Molto sarà chiaro dopo il nuovo e definitivo verdetto sulle plusvalenze. Il Collegio di Garanzia del Coni ha rimandato la questione alla Corte federale d'Appello dopo aver assolto alcuni dirigenti, tutti senza potere di firma, per mancanza di motivazioni, chiedendo ai giudici di rivalutare il loro impatto nel dosaggio delle pena alla società. L'idea è che possa esserci uno sconto pur mantenendo inalterato il principio dell'afflittività, manovra non semplice essendo il campionato ancora in corso e la Juventus posizionata alle spalle del Napoli e con un vantaggio notevole sulla zona Champions League e sulla zona Europa. Sul club pende sempre anche la spada di Damocle del giudizio della Uefa che ha a sua volta aperto un fascicolo di indagine in attesa del pronunciamento della giustizia sportiva italiana.

Il nuovo deferimento riguarda tutti i punti dell'inchiesta ereditata dall'indagine Prisma di Torino. Ci sono le manovre stipendi del 2020 e 2021 nelle quali, secondo l'accusa, la Juventus e i suoi dirigenti avrebbero omesso di depositare gli accordi già presi per la restituzione di 3 delle 4 mensilità scontate durante la pandemia Covid. Una parte è dedicata a rapporti considerati irregolari con alcuni procuratori e agenti e il terzo filone è riferito alle partnership sospette con altre società.

Secondo la Procura Figc le alleanze di mercato con Sampdoria, Atalanta, Sassuolo, Udinese, Bologna e Cagliari avrebbero prodotto una serie di "accordi confidenziali senza provvedere al deposito della relativa modulistica federale presso la Lega di Serie A" alterando così la leale competizione. Va ricordato che il deferimento non riguarda le altre società menzionate solo perché su di esse sono state avviate ulteriori indagini da parte delle rispettive procure della Repubblica il cui materiale verrà poi richiesto dalla Procura Figc una volta caduto il segreto istruttorio.

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