John Lennon, 40 anni senza: gli ultimi istanti di vita dell'ex Beatles

Fu una giornata tragica e surreale quella dell'8 dicembre del 1980, il giorno in cui John Lennon venne ucciso con cinque colpi di pistola da Mike Chapman. L'ex Beatles aveva compiuto 40 anni il 9 ottobre.

L'8 dicembre di quatrant'anni fa la giornata di John Lennon e Yoko Ono era iniziata con un servizio fotografico per il magazine Rolling Stone. La fotografa Annie Leibovitz si era infatti recata a questo scopo nell'appartamento della coppia al Dakota Building di New York. Dopo la session fotografica, Lennon rilasciò l'ultime intervista della sua vita al deejay Dave Sholin e poi, con Yoko, si recò al Record Plant Studios per il missaggio della canzone Walking On Thin Ice.

Al momento dell'uscita dal Dakota Building, John e Yoko vennero circondati da un gruppo di fan a caccia di autografi. Tra loro Mike Chapman, 25 anni, guardia di sicurezza alle Hawaii, che si fece autografare da John l'album Double Fantasy. Dopo aver autografato l'album, Lennon chiese: «Is this all you want?», Chapman sorrise timidamente ed annuì. Il fotografo Paul Goresh immortalò l'istante scattando una foto di Lennon mentre autografa il suo ultimo album a Chapman che lo osserva sorridente.

Dopo il lavoro al Record Plant Studio John e la compagna decisero di tornare a casa pochi minuti prima delle 23. La limousine che li trasportava si fermò sulla strada davanti all'ingresso al civico 1 di West 72nd Street. Il custode del Dakota Building e un tassista hanno raccontato di aver notato Chapman in piedi vicino al portone d'ingresso. Mentre Yoko e John passavano, Lennon volse lo sguardo verso Chapman che dopo pochi istanti lo ferì a morte con 5 colpi di pistola, una Charter Arms 38 special. Il primo colpo sparato da Chapman, mancò il bersaglio, ma gli altri quattro raggiunsero Lennon alle spalle e alla schiena.

Lennon, con il sangue che usciva dalle ferite e dalla bocca raggiunse la guardiola di sicurezza e pronunciò le sue ultime parole: «I'm shot, I'm shot» prima di crollare a terra. Pochi attimi dopo, il custode del palazzo dove abitava Lennon, tolse la pistola dalle mani di Chapman, che era rimasto immobile e con lo sguardo fisso dopo la sparatoria, e la lanciò. Poi, Chapman, apparentemente tranquillo, si sedette sul bordo del marciapiede ad aspettare. Il custode gi urlò: "Sai che cosa hai appena fatto?", e lui, senza esitazioni, rispose: "Ho appena sparato a John Lennon". All'arrivo della polizia, Chapman non oppose alcuna resistenza all'arresto.

Il dottor Stephan Lynn, fu il primo a prestare soccorso all'ex Beatles al Roosevelt Hospital pochi minuti dopo le 23, e immediatamente si rese conto di quanto fossero gravi i danni causati dai proiettili. Lennon non respirava e non aveva più pulsazioni. Il dottor Lynn con il suo team d'emergenza fece di tutto per rianimare Lennon. Un quarto d'ora di tentativi, incluso un massaggio cardiaco a cuore aperto. John Lennon venne ufficialmente dichiarato morto alle 23,15.

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