Katrin Jakobsdottir
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Islanda: chi è Katrin Jakobsdottir, la possibile leader del governo di coalizione

Ha 41 anni e un sorriso tutt'altro che freddo, anche se oggi la massima a Reykjavík di appena 9 gradi. Katrín Jakobsdóttir, leader della Sinistra verde, potrebbe essere la guida del nuovo governo di coalizione in Islanda. 

I risultati delle elezioni islandesi

Il 28 ottobre 2017 si sono tenute le elezioni nell'isola delle "terre di ghiaccio" per assegnare i 63 seggi dell'Althing, il Parlamento islandese, per la terza volta in quattro anni e per la seconda volta nell'anno, dopo l'ennesimo scandalo che ha fatto cadere il governo del primo ministro Bjarni Benediktsson (accusato di insabbiare un fattaccio legato al padre, che ha cercato di intercedere a favore di un uomo condannato per pedofilia, che ha violentato la sua figliastra da quando aveva cinque anni, quasi tutti i giorni per dodici anni: in Islanda vige un controverso e vecchio sistema che consente ai condannati di riavere alcuni diritti civili se ricevono tre lettere di raccomandazione).

Nonostante questo, proprio il Partito dell'indipendenza di Benediktsson è risultato la prima forza politica in Islanda, con il 25,2% dei voti, pur perdendo un quarto dei suoi seggi (è dell'81% l'affluenza). I conservatori però, pur usciti vincenti, non hanno la maggioranza assoluta e si rende necessario un governo di coalizione. Secondo gli analisti Katrin Jakobsdottir è la persona giusta per guidarla. 

Il suo Movimento di Sinistra Verde ha ottenuto il 16,9%; seguono Alleanza socialdemocratica con il 12,1% e il Partito Centrista, la nuova formazione dell'ex primo ministro Sigmundur Davíð Gunnlaugsson, coinvolto nello scandalo Panama Papers, con il 10,9%. Il nuovo Parlamento avrà il record di otto forze politiche, che hanno superato la soglia del 5% necessaria per entrare nell'Althing: sono incluse anche il Partito Pirata, che perso un terzo dei suoi sostegni, il Partito Progressista, il Partito Riformista e il Partido del Popolo, ultranazionalista e per la prima volta nella Camera. 

Il ritratto di Katrin Jakobsdottir

Sposata con tre figli (di 12, 10 e 6 anni), classe 1976, Katrín Jakobsdóttir si è presentata alle urne con i capelli sciolti su un cappotto nero, rossetto e sorriso calmo. "Ho buone sensazioni", ha detto, "e sono ottimista". 

Leader della Sinistra verde, secondo partito islandese e primo nell'area progressista, Jakobsdóttir ne è diventata vice presidente nel 2003 e ne è presidente dal 2013. Nel suo curriculum politico ci sono già ruoli di prestigio: dal 2009 al 2013 è stata ministro dell'Istruzione, della scienza e della cultura e ministro della cooperazione nordica.

L'Islanda, con poco più di 330 mila abitanti (di cui più di un terzo residenti a Reykjavík), è stato uno dei paesi più colpiti dalla crisi finanziaria mondiale del 2008. Solo recentemente ha avuto un'incredibile ripresa economica, stimolata dal turismo. La Sinistra Verde ha fatto parte del governo di coalizione sorto in seguito alla grande crisi, con Jakobsdóttir in prima linea come ministro. 

Nota per il suo carattere equilibrato, Jakobsdóttir è diventata rapidamente una figura popolare in Islanda dopo essere stata eletta in Parlamento nel 2007. Piace agli islandesi anche perché è una dei pochi politici di alto profilo ad aver conservato una faccia pulita e ad aver evitato scandali.

Alle spalle ha una formazione umanista: è stata consulente linguistica presso l'agenzia di stampa dell'emittente pubblica RÚV, ha scritto per varie testate ed ha svolto lavori editoriali presso la casa editrice Edda.

I colloqui post-elettorali si annunciano ancora più complicati di un anno fa, quando furono necessarie dieci settimane per formare un governo, che si è rivelato il più breve nella storia dell'Islanda.

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