IATA, traffico aereo in forte aumento nel mondo, resta indietro soltanto la Cina

La Iata, associazione internazionale dei vettori aerei commerciali, ha annunciato che il traffico passeggeri ha ripreso a crescere dal mese di aprile nonostante la guerra in Ucraina e le restrizioni ai viaggi ancora in vigore in Cina. In particolare, la crescita è trainata dalla domanda di biglietti per tratte internazionali sul medio e lungo raggio, che misurata in unità Rpk (numero di chilometri percorsi dai passeggeri paganti), è aumentata del 78,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ed è stata preceduta da un ottimo mese di marzo che ha segnato +76%, sempre su base annua. Cala invece, ma soltanto del’1%, la domanda per il corto raggio nazionale (traffico domestico), a favore di treni e mobilità su gomma, dopo che in marzo era aumentato del 10% sul 2021. La nazione maggiormente indietro sul piano della domanda interna resta proprio la Cina dove sono attive soltanto il 24% delle rotte rispetto al periodo pre-pandemia.

Gli Rpk internazionali sono aumentati del 331,9% rispetto ad aprile 2021, un'accelerazione rispetto all'aumento del 289,9% di marzo 2022 sull’anno precedente, con diverse aree geografiche che registrano livelli di riempimento superiori al 2019. Questo riguarda in particolare le tratte Europa-America centrale, quelle tra Medio Oriente e Nord America e tra Nord America e America centrale.

Willie Walsh, Direttore Generale della Iata, ha commentato così questi dati: “Con la revoca di molte restrizioni alle frontiere stiamo assistendo al tanto atteso aumento delle prenotazioni poiché le persone cercano di recuperare due anni di opportunità di viaggio perse. I dati di aprile sono motivo di ottimismo in quasi tutti i mercati ad eccezione della Cina, che continua a limitare fortemente i movimenti. L'esperienza del resto del mondo sta dimostrando che l'aumento dei voli è gestibile con alti livelli di immunità della popolazione e i normali sistemi di sorveglianza delle malattie. Ci auguriamo che anche Pechino possa presto fare i propri passi verso la normalità. Con l’apertura della stagione dei viaggi estivi dell’emisfero nord sono evidenti due cose: due anni di restrizioni alle frontiere non hanno indebolito il desiderio di viaggiare. Laddove consentito, la domanda sta tornando rapidamente ai livelli del 2019, tuttavia, è anche evidente che le carenze nei metodi con i quali i governi hanno gestito la pandemia sono continuati anche in fase di ripresa. In particolare, sbagliano quando fanno inversioni di marcia sulle regole in modo troppo rapido, poiché questo crea nel passeggero incertezza fino all'ultimo minuto, lasciando poco tempo per riavviare un'industria che è rimasta in gran parte inattiva per due anni. Non c'è da meravigliarsi se stiamo assistendo a ritardi operativi in alcune località. In quei pochi luoghi in cui questi problemi si stanno ripetendo è necessario trovare soluzioni in modo che i passeggeri possano viaggiare con sicurezza”.

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