Governo Meloni, dal taglio delle accise alla pace fiscale: le prime sfide del nuovo esecutivo

Sostenere famiglie e imprese e traghettare l’Italia attraverso (e fuori ) la tempesta economica perfetta che stiamo vivendo. E’ questa la priorità del neonato governo Meloni che, appena insediato, si trova ad affrontare tavolo dossier improrogabili. Prima ancora delle scadenze imminenti della legge di Bilancio che va presentata entro il 31 dicembre 2022 il premier deve chiudere alcune partite ancora aperte del 2022 e rinviare alla manovra i capitoli più articolati.

Aiuti quater: i nodi da sciogliere

In questo senso il primo consiglio dei Ministri prevede all’ordine del giorno l’approvazione del cosiddetto Aiuti ‘quater’ già impostato dal presidente uscente Mario Draghi. L’esecutivo dovrebbe quindi chiedere al Parlamento l'autorizzazione a utilizzare i 10 miliardi di tesoretto che Draghi è riuscito a risparmiare nel 2022 per prorogare fino a fine anno tutti i bonus, sovvenzioni e aiuti che Draghi aveva messo a punto per sostenere famiglie e imprese a fronte del caro energia e dell’inflazione galoppante.

Dal bonus carburante al sussidio per le bollette

Il 18 novembre, infatti, è in scadenza il cosiddetto “sconto carburante” di circa 30 centesimi per litro che ha un costo di 1 miliardo al mese per lo Stato. Il 30 novembre, poi, scadono gli aiuti alle imprese (per i quali servono 5 miliardi al mese). Il sostegno alle imprese si sta rivelando fondamentale per evitare la chiusura degli stabilimenti e si tratta di un 30 per cento dei costi per le aziende più piccole e il 40 per cento per l’industria che fa molto uso di gas ed elettricità. Si tratta di un budget da 3,3 miliardi l’anno. Se lo Stato non sarà in grado di prorogare tale sovvenzione a gennaio si rischia una stangata da far tremare le gambe al paese. Gli altri sconti su luce e gas hanno comportato finora uscite pari a 14,7 miliardi e hanno permesso di arginare di un quinto i rincari della luce e fino al 40 per cento quelli del gas. Anche questi scadono il 31 dicembre.

Il premier, però, è già a lavoro e il nuovo decreto prevede la possibilità di procrastinare almeno fino a fine anno il sistema dei crediti d'imposta previsto dal decreto Aiuti-ter per agevolare l'acquisto di energia da parte di imprese e attività commerciali. Su fronte “bonus sociale” in sostegno alle famiglie in difficoltà il nuovo decreto prevede la possibilità di erogare la sovvenzione senza bisogno di presentare l’ISEE (fino a ora era in vigore la soglia dei 12.000 euro). Questo sburocratizzerebbe l’intera questione ampliando la platea degli aventi diritto e togliendo le famiglie dall’impiccio dell’ennesimo cavillo burocratico che ostacola la facile fruizione di un aiuto che, nei fatti, esiste.

Tra le altre pieghe dei provvedimenti dovrebbe trovare spazio anche la moratoria di sei mesi per chi è indietro con i versamenti, in maniera tale da arrivare alla primavera senza problemi con la fruizione dei servizi. È allo studio anche la possibilità di concedere una maxi rateizzazione che vada oltre i 10 mesi già previsti.

Nel decreto aiuti quater, poi, quasi sicuramente sarà confermato il bonus da 200 euro per dipendenti e autonomi con redditi annuali fino ai 35mila euro.

E poi tocca a pensioni e Fisco...

Lo scadenziario di Meloni mette poi in primo piano il dossier pensioni e il nodo del superamento della Fornero cui si aggiunge il dossier del Fisco; il grande “escluso” dalle cartelle portate a termine dall’esecutivo di Draghi.

Entro fine anno bisognerà trovare la quadra in merito al taglio del cuneo fiscale e sposarlo con la flat tax per la quale la Lega chiede l’allargamento della soglia per il regime forfettario a 100mila euro mentre Fdi propone l’applicazione sui redditi incrementali.

Potrebbe poi arrivare una nuova forma di ‘pace fiscale’ che prevede la rottamazione quater con mini sanzioni sui debiti, anche recenti, ed in cui potrebbe entrare anche lo stralcio delle cartelle fino a 1.000 euro. Da tenere presente che il 30 novembre è prevista la scadenza pagamento rate della rottamazione ter. Termine che potrebbe essere rivisto.

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