Giuseppe Sala non è candidabile (né eleggibile) come sindaco di Milano

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Giuseppe Sala durante i festeggiamenti al Teatro Elfo Puccini al termine dello spoglio delle primarie del Pd per il candidato sindaco di Milano, 7 Febbraio 2016.
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Giuseppe Sala durante i festeggiamenti al Teatro Elfo Puccini al termine dello spoglio delle primarie del Pd per il candidato sindaco di Milano, 7 Febbraio 2016.
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Giuseppe Sala durante i festeggiamenti al Teatro Elfo Puccini al termine dello spoglio delle primarie del Pd per il candidato sindaco di Milano, 7 Febbraio 2016.
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Giuseppe Sala durante i festeggiamenti al Teatro Elfo Puccini al termine dello spoglio delle primarie del Pd per il candidato sindaco di Milano, Milano, 7 febbraio 2016.
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Giuseppe Sala vota al Cam di Corso Garibaldi a MIlano per le primarie organizzate dal centrosinistra per scegliere il candidato sindaco, 7 febbraio 2016
Da sx Giuseppe Sala, Antonio Iannetta, Francesca Balzani e Pierfrancesco Majorino, candidati sindaco del centrosinistra a Milano, a un incontro pubblico in vista delle primarie
Da sinistra: Giuseppe Sala ad di Expo 2015; il presidente del Consiglio Enrico Letta, il presidente della regione Lombardia Roberto Maroni e il sindaco di Milano Giuseppe Pisapia 6 maggio 2013 a Milano. MATTEO BAZZI / ANSA
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a bordo di un mezzo guidato dal commissario di Expo, Giuseppe Sala, durante la sua visita a Expo 2015, Milano, 5 giugno 2015. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a bordo di un mezzo guidato dal commissario di Expo, Giuseppe Sala, durante la sua visita a Expo 2015, Milano, 5 giugno 2015. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI
MATTEO BAZZI / ANSA
Giuseppe Sala, ex ad di Expo 2015
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Giuseppe Sala, nominato ad di Expo 2015
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi (destra) con il ministro dell'agricoltura Maurizio Martina (sinistra) e l'ad di Expo Giuseppe Sala incontra la stampa dopo aver visitato il cantiere di Expo 2015, 13 marzo 2015. ANSA / MATTEO BAZZI
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi (destra) con il ministro dell'agricoltura Maurizio Martina (sinistra) e l'ad di Expo Giuseppe Sala ANSA / MATTEO BAZZI

L’ultima "amnesia" di Giuseppe Sala potrebbe costargli la possibilità di correre per Palazzo Marino e la poltrona di consigliere d’amministrazione della Cassa depositi e prestiti, la Cdp, che occupa dallo scorso ottobre: nel numero in edicola da giovedì 12 maggio, Panorama rivela che non risulta siano mai state protocollate le dimissioni di Sala da commissario di Expo2015, carica che lo renderebbe ineleggibile a Milano oltre che incompatibile come consigliere di una società pubblica come la Cdp. Proponiamo qui sotto l'articolo nella sua versione integrale.

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L'elenco delle amnesie in cui è inciampato il candidato sindaco Pd di Milano, Giuseppe Sala, riserva sempre nuove sorprese. Ecco l'ultima dimenticanza, quella che potrebbe costargli addirittura la possibilità di correre per Palazzo Marino e la poltrona di consigliere d'amministrazione della Cassa depositi e prestiti, la Cdp, che occupa dallo scorso ottobre: non risulta che siano mai state protocollate le dimissioni di Sala da commissario di Expo2015 spa, una carica che lo renderebbe ineleggibile a sindaco, oltre che incompatibile come consigliere di una società pubblica (la Cdp, appunto).

Su almeno un punto Sala ha certamente mentito. Il 28 ottobre 2015 ha firmato l'"autodichiarazione di compatibilità", necessaria alla nomina in Cdp, affermando che non ricopriva incarichi politici nazionali. Non era vero: era commissario straordinario di governo all'Expo, ancora in piena attività, e questo lo rendeva incompatibile con il nuovo ruolo. Anche se la sua qualifica ufficiale è quella di "Commissario unico", infatti, la funzione raggruppa quelle precedenti di "commissario straordinario" e "commissario generale", e anche prerogative e possibilità di deroga sono le stesse.

In seguito, il candidato Pd risulta essersi poi dimesso solo da amministratore delegato della società Expo, atto annunciato il 18 dicembre 2015 e ratificato due mesi dopo, a campagna elettorale già in corso. Secondo lo staff di Sala, interpellato da Panorama, le dimissioni "inviate al cda di Expo lo hanno fatto automaticamente decadere anche da commissario". Peccato che le due cariche, in base alla giurisprudenza, non cessino assieme. Perché la volontà di terminare l'incarico commissariale andrebbe comunicata al governo (ma questo non risulta) e dovrebbe comunque seguire un "atto di pari efficacia costituzionale" rispetto a quello d'incarico: poiché Sala è stato nominato da un decreto del presidente del Consiglio, un altro decreto avrebbe dovuto notificare l'accettazione delle dimissioni, nominando contestualmente un nuovo commissario, oppure sopprimere la carica.

Dov'è questo decreto? Panorama non ne ha trovato traccia. Per firmarlo, il premier Matteo Renzi (nel caso, ripetiamo, avesse ricevuto davvero le dimissioni di Sala da commissario) aveva tempo soltanto fino alla data di presentazione delle candidature, l'8 maggio scorso. Qualsiasi mossa successiva, o incompleta, sancirebbe l'ineleggibilità dell'ex numero uno di Expo. E dunque, in base alla legge Severino, la sua automatica incandidabilità (Gianluca Ferraris)


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