Galliani a casa Destro: figuraccia o mossa da grande dirigente?

C'è molto di cosa è diventato il Milan oggi nell'immagine che sta facendo il giro del mondo, attirando su Adriano Galliani tonnellate di ironia, fotomontaggi e paragoni irriverenti. Lui, il vecchio squalo del mercato, costretto con la sua ventiquattrore in pelle scura a citofonare a casa del centravanti corteggiato come generazioni di rappresentanti hanno fatto per cercare di piazzare i propri prodotti.

Foto che resterà negli archivi alla pari di quella abbracciato a Tevez e Joorabchian in un ristorante brasiliano dell'inverno 2012 o dello stesso Galliani che, cellulare all'orecchio, riceve l'ordine di rientrare alla base senza chiudere la triangolazione che avrebbe portato l'Apache a Milanello e Pato chissà dove, cambiando forse l'ordine delle cose nella storia recente del calcio italiano.

"Pronto, mi aprite?". E Galliani diventa lo zimbello della Rete

Ansa
Adriano Galliani all'uscita dalla casa romana di Mattia Destro

"Pronto, mi aprite?". E Galliani diventa lo zimbello della Rete

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L'ad rossonero, Adriano Galliani. al termine dell'incontro con l'attaccante della Roma, Mattia Destro e il suo entourage, nella casa del giocatore nella capitale

"Pronto, mi aprite?". E Galliani diventa lo zimbello della Rete

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Galliani a Roma per incontrare Destro

"Pronto, mi aprite?". E Galliani diventa lo zimbello della Rete

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L'ad rossonero, Adriano Galliani. al termine dell'incontro con l'attaccante della Roma, Mattia Destro e il suo entourage, nella casa del giocatore nella capitale


Il Milan dell'anno 2015 non è più quello dei meravigliosi anni Ottanta e Novanta. Non è più nemmeno quello dei primi del Duemila, quando i viaggi di Galliani avevano come meta Barcellona, per strappare Ibrahimovic ai blaugrana e costruire l'ultimo scudetto. Oggi il Milan è una società normale, che attraversa un periodo di crisi profonda non solo tecnica e che avrà bisogno di un tempo non precisabile per tornare ai fasti di un tempo. L'immagine dell'amministratore delegato (con delega sportiva) fermo davanti al citifono della famiglia Destro certifica in maniera netta questa retrocessione.

Però Galliani non merita di essere delegittimato per il suo viaggio a Roma, valigetta in pelle compresa. Il suo è un atto di grande realismo, umiltà e pragmatismo. Il Milan di un tempo non aveva bisogno di muoversi, ma c'era la fila dei pretendenti fuori dalla sede di via Turati. Quello di oggi ha infinitamente meno appeal e per prendere un attaccante giovane, importante e scottato dall'esperienza alla Roma deve fare il primo passo, corteggiarlo e convincerlo. Galliani che si espone alla gogna mediatica e alle sentenze del web, compie fino in fondo il suo lavoro. Potrebbe rifugiarsi nell'illusione del "club che tutti vogliono" o "più vincente del mondo". Non lo fa. Prende la sua valigetta, il treno e va a casa Destro. Comunque finisca questa storia, è l'immagine di perché a lungo sia stato il numero uno degli uomini mercato italiani.

Destro accetta: va al Milan

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