Justine Triet con la Palma d'oro (Foto Ansa/EPA/Mohammed Badra)
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Festival di Cannes 2023, Palma d'oro alla francese Justine Triet. Italia a mani vuote

Vince la Francia nel festival di casa. Italia a mani vuote. La Palma d’oro del Festival di Cannes 2023, edizione 76, va a Anatomie d'une chute (Anatomia di una caduta) della regista francese Justine Triet, già autrice di Tutti gli uomini di Victoria (2016) e Sibyl - Labirinti di donna (2019). L’attrice tedesca Sandra Hüller, nei panni di una scrittrice che vive in un remoto chalet di montagna sulle Alpi francesi con suo marito e il figlio non vedente, è protagonista di un thriller psicologico che scava nei segreti di una famiglia e mette al centro un ritratto di donna provocatorio e fuori dagli schemi. A consegnare la Palma d’oro, assegnata dalla giuria presieduta dal regista svedese Ruben Östlund, Jane Fonda.

Escono senza premi i tre alfieri italiani, Rapito di Marco Bellocchio, Il sol dell'avvenire di Nanni Moretti e La chimera di Alice Rohrwacher.

Il Grand Prix è stato assegnato a The zone of interest del britannico Jonathan Glazer che, ispirandosi liberamente all’omonimo libro di Martin Amis, racconta di Rudolf Höß, comandante del campo di concentramento di Auschwitz che, mentre dentro la recinzione si rendeva responsabile della morte di tre milioni di persone, viveva accanto al perimetro del campo con la moglie e i figli, sforzandosi di costruire una vita da sogno per la sua famiglia, in una casa con giardino, coltivando piante e fiori.
Premio della giuria a Fallen Leaves del finlandese Aki Kaurismaki, una storia d’amore di solitudini, lavori precari e conflitto. Come miglior regia ha la meglio il vietnamita Trần Anh Hùng, il Leone d'oro di Venezia 1995, che in Costa Azzurra con La passion de Dodin Bouffant ha portato un dramma romantico storico con Juliette Binoche e Benoît Magimel.

Migliore attrice Merve Dizdar per About dry grasses del turco Nuri Bilge Ceylan, che interpreta una giovane insegnante in un remoto villaggio dell'Anatolia, in attesa da diversi anni del trasferimento a Istanbul. Miglior attore il giapponese Kōji Yakusho per Perfect Days del veterano tedesco Wim Wenders, che intesse una riflessione poetica sulla ricerca della bellezza nella quotidianità: l’interprete nipponico incarna il custode dei bagni pubblici di Tokyo, un uomo dalla vita semplice, in una quotidianità molto strutturata, con la passione per la musica, i libri e gli alberi che ama fotografare.

Ecco tutti i premi.

Selezione ufficiale

Palma d'oro: Anatomie d'une chute di Justine Triet
Gran Prix: The zone of interest di Jonathan Glazer
Premio della giuria: Kuolleet lehdet (Fallen leaves) di Aki Kaurismaki
Miglior regia: Trần Anh Hùng per La passion de Dodin Bouffant
Migliore sceneggiatura: Sakamoto Yuji per Kaibutsu (Monster) di Kore-eda Hirokazu
Migliore interpretazione femminile: Merve Dizdar per Kuru Otlar Üstüne (About Dry Grasses) di Nuri Bilge Ceylan
Migliore interpretazione maschile: Kōji Yakusho per Perfect Days di Wim Wenders

Caméra d'or alla migliore opera prima: Ben Trong Vo Ken Vang (L'arbre aux papillons d'or) di Thien An Pham
Cortometraggi - Palma d'oro: 27 di Flóra Anna Buda
Cortometraggi - Menzione speciale: Fár di Gunnur Martinsdóttir Schlüter

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