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EPA/MOHAMED HOSSAM
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Egitto: l'attacco dell'Isis contro i cristiani

Lunedì 10 aprile 2017 - Tre mesi di "Stato di emergenza" in Egitto dopo gli attentati della Domenica delle Palme nelle chiese copte a Tanta e ad Alessandria, che hanno provocato 45 morti e 118 feriti.
- Il presidente Abdel Fattah al Sisi ha annunciato domenica sera personalmente il provvedimento in televisione. Con lo stato di emergenza vengono vietate le manifestazioni pubbliche di ogni genere e le adunate con più di cinque persone. Vengono estesi poteri delle forze di polizia.

Che cosa è successo domenica
L'Isis ieri ha rivendicato le due stragi di domenica 10 aprile.
A Tanta a nord del Cairo, un'esplosione vicino all'altare della chiesa Mar Girgis ha provocato 27 morti.
Nel secondo attacco, ad Alessandria, città considerata capitale della chiesa copta, sul sagrato della chiesa di San Marco sono morti 18 fedeli, una quarantina i feriti.

Domenica della Palme: analisi degli investigatori nella chiesa copta scena dell'esplosione a Tanta, che ha provocato decine di vittime, a nord del Cairo, Egitto, 9 aprile 2017EPA/KHALED ELFIQI

(Ansa) Il massacro che ha fatto ripiombare l'Egitto militarizzato di al Sisi nell'incubo terrorismo del Califfato nero a tre settimane dalla visita del Papa e in una giornata fortemente simbolica per tutto il mondo cristiano.

Erano in duemila nella chiesa Mar Girgis di Tanta, sul delta del Nilo, a seguire le celebrazioni quando, in un attimo, si è scatenato l'inferno. Un'esplosione vicino all'altare ha squassato l'edificio e divelto i banchi.

Al posto dei fedeli in preghiera, decine di corpi senza vita - 27 - sul pavimento bianco macchiato di sangue e, intorno, i lamenti dei feriti.

In un primo momento si è pensato a una bomba azionata a distanza, ma dopo il ritrovamento dei resti dilaniati di un uomo si è fatta strada l'ipotesi di un kamikaze.

Alessandria
Erano le 10 del mattino e mentre il bilancio delle vittime di Tanta saliva e cominciavano ad arrivare le prime reazioni inorridite, la notizia di un secondo attacco: questa volta ad Alessandria, 'capitale' della chiesa copta, sul sagrato della chiesa di San Marco.
Quando il terrorista si è trovato davanti gli addetti alla sicurezza ètornato indietro, si è avvicinato al metal detector e si e' fatto esplodere nei pressi dell'entrata. Almeno 18 i morti e una quarantina i feriti.

Il patriarca copto
Il patriarca copto Tawadros II, capo di otto milioni di cristiani egiziani, aveva appena finito di celebrare la messa.
Secondo alcune fonti, aveva lasciato la chiesa, secondo altre si trovava ancora all'interno. È lui - oltre al presidente al Sisi e al grande imam di al-Azhar, Ahmed al Tayyib - che papa Francesco incontrerà nella prossima visita in Egitto, il 28 e 29 aprile, nella prosecuzione di quel dialogo cominciato nel 1973 con il primo incontro, dopo 15 secoli, tra Paolo VI e l'allora patriarca Shenuda III.

Ed è a lui che il pontefice si è rivolto durante l'Angelus, quando e' stato informato del primo attentato.
"Al mio fratello papa Tawadros II e a tutta la nazione egiziana - ha detto Francesco - esprimo il mio profondo cordoglio, sono vicino ai familiari e alla comunità, il Signore converta i cuori delle persone che seminano terrore, violenza e morte, e anche il cuore di quelli che fanno e trafficano le armi".

L'Isis
Parole di pace attraverso il Mediterraneo seguite, a stretto giro, dalle parole di odio dell'Isis rimbalzate attraverso l'Amaq, l'agenzia dello Stato islamico, che ha rivendicato gli attacchi alle chiese.

Un problema grosso per al Sisi, che vede ancora una volta rimessa in discussione dai fatti quella sicurezza che aveva ripetutamente garantito agli egiziani al prezzo, alto, di una militarizzazione del Paese.

"Il governo non ci protegge"
E contro i vertici del Cairo, nonostante l'arresto di due persone che sembrano coinvolte nell'attacco a Tanta, è esplosa l'ira della gente davanti alla chiesa: "Il governo non ci protegge", hanno urlato di fronte all'imponente barriera di forze di sicurezza arrivate troppo tardi, sebbene fossero riuscite a disinnescare due ordigni esplosivi nella moschea Sidi Abdel Rahim di Tanta.

Sisi in serata ha ordinato il dispiegamento di unità speciali dell'esercito per garantire la sicurezza nei luoghi più sensibili dell'Egitto, ha riferito l'agenzia Mena citando il portavoce presidenziale, l'ambasciatore Alaa Youssef.

Attentatori egiziani
Tanto più che gli attentatori sono egiziani, come ha tenuto a precisare l'Isis ancora una volta attraverso l'Amaq.

Il nome di 'battaglia' dell'attentatore di Alessandria è Abu al-Baraa al-Masri (l'egiziano, ndr) quello di Tanta, Abu Isaac al-Masri. Il presidente egiziano, comunque, ha incassato la solidarietà dei paesi europei - dall'Italia alla Germania, alla Francia - e degli Usa, della Turchia e quella 'bipartisan' di Israele e Palestina.

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Domenica 9 aprile 2017 - Ore 19:00 - Sale a 47 morti e 71 feriti il bilancio provvisorio dei due attentati kamikaze a Tanta, a nord del Cairo e ad Alessandria d'Egitto.

Ore 17:55 - La presidenza egiziana ha annunciato tre giorni di lutto nazionale a seguito degli attacchi contro due chiese copte a Tanta e Alessandria.

Ore 15:47 - Il papa della chiesa copta Tawadros II aveva preso parte a una funzione religiosa nella chiesa di San Marco ad Alessandria, in Egitto, e si trovava ancora nella cattedrale quando l'attentatore suicida si è fatto esplodere all'esterno. Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno egiziano. Il religioso è rimasto illeso.

Ore 15: 00 - Due gravi attentanti insanguinano la Domenica delle Palme dei cristiani copti in Egitto.

Sono 25 i morti e 71 i feriti di un attentato con esplosivo nella chiesa copta Mar Girgis a Tanta, a nord del Cairo.

Un'altra esplosione si è verificata nella chiesa di San Marco ad Alessandria d'Egitto, uccidendo almeno 11 persone e ferendone 35, secondo il primo bilancio. Un Kamikaze si è fatto esplodere davanti al portale della cattedrale.

A Tanta l'esplosione è avvenuta mentre era in corso la celebrazione della Domenica delle Palme, alla presenza edificio di circa duemila persone.

La polizia ha arrestato due persone sospettate di essere coinvolte.

Secondo Al Arabya e la tv di Stato egiziana, l'ordigno è stato probabilmente fatto esplodere a distanza.

L'Isis ha rivendicato, attraverso l'agenzia Amaq, gli attacchi alle due chiese copte.

Perché contro i Copti
Gli attentati di domenica 9 aprile 2017 sono gli ennesimi attacchi contro i cristiani in Egitto, comunità con radici millenarie che vanta 10 milioni di fedeli che formano il 10% della popolazione del Paese a stragrande maggioranza musulmana.

Dalle Primavere Arabe del 2011 e dalla cacciata di Hosni Mubarak, che godeva del sostegno dell'ex patriarca Shenouda III, i copti hanno vissuto in uno stato di crescente tensione che ha avuto il suo apice durante il periodo del governo del presidente islamista, Mohamed Morsi. Solo dal 2013 vi sono stati una quarantina fra aggressioni di cristiani e attacchi a chiese, in pratica un episodio al mese, con decine di morti.

L'epicentro delle violenze è l'Egitto rurale e in particolare la regione di Minya, il turbolento governatorato con il mix esplosivo di un 35% di popolazione cristiana e un forte radicamento jihadista.

Il presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi, che ha destituito Morsi promettendo di ripristinare l'ordine e di proteggere le minoranze, ha ribadito anche recentemente che gli egiziani "sono tutti uguali nei loro diritti e nei loro doveri, in accordo con la Costituzione" e ha lodato la calma e la saggezza con cui la comunità cristiana sta rispondendo alle violenze.

Una legge per punire ogni atto che mina all'unità nazionale e per allentare le limitazioni per la costruzione di nuove chiese è all'esame del Parlamento.
I copti sono una minoranza che ha sempre avuto un ruolo chiave nell'economia e nell'establishment dell'Egitto, anche se molti di loro oggi vivono sotto la soglia di povertà.

Sono cristiani la maggioranza degli orafi e la gran parte degli impiegati nel settore farmaceutico del Paese, cosi' come alcune delle famiglie più ricche dell'Egitto come i Sawiris, che controllano il gigante delle telecomunicazioni Orascom.
Dinastie di copti hanno ricoperto incarichi politici di primo piano: un membro della famiglia Boutros Ghali ha sempre fatto parte dei vari governi prima della caduta di Mubarak e un suo esponente, Boutros Boutros Ghali, è stato ministro degli Esteri prima di diventare segretario dell'Onu.

(Ansa e Agi)

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