Costa Concordia, dove eravamo rimasti

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Ecco come si presentava la Costa Concordia il 14 gennaio 2012, il giorno dopo il naufragio

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Sono le 21.42 di venerdì 13 gennaio quando la nave da crociera Costa Concordia urta uno scoglio nelle acque dell'Isola del Giglio causando l'apertura di una falla di circa 70 metri sul suo lato sinistro. Al comando c'è Francesco Schettino, 52 anni,  dipendente della Costa Crociere da 11. Mentre sono in corso le operazioni di salvataggio, il “prode” comandante viene sorpreso nel tentativo di darsi alla fuga. Dalla Capitaneria di Porto gli intimano di rimanere al suo posto. Qualcuno dice che fosse in preda al panico, altri che avesse bevuto. Dopo il naufragio, che costerà la vita a 32 persone, Schettino si giustifica dicendo che la manovra che ha provocato l'urto era stata compiuta per onorare il rito dell'inchino, una sorta di saluto che la nave fa agli abitanti sulla terra ferma. Sospeso dalla compagnia, che a novembre lo licenzia, Schettino pretende, oltre al reintegro, anche il pagamento degli stipendi arretrati. Oggi ha l'ardore di dire: “Tutti dovranno chiedermi scusa”. Certo comandante, come no


Costa Concordia in una foto scattata la mattina del 14 gennaio.(ANSA/ ENZO RUSSO)
Passeggeri e membri dell'equipaggio della Costa Concordia evacuati e soccorsi presso l'isola del Giglio, 14 gennaio 2012.( ANSA / ENZO RUSSO )
I passeggeri pronti per salire sulle scialuppe di salvataggio a bordo della Costa Concordia, la notte del 14 gennaio 2012.(ANSA/COLASSE/ ZENNARO)
Una passeggera spagnola, che era a bordo della Costa Concordia, viene trasportata in una sedia a rotelle al suo arrivo all'aeroporto internazionale El Prat di Barcellona, 15 gennaio 2012.(EPA/Toni Albir)

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Rotazione concordia: Ore 03.58: “0 gradi”. I computer nella sala controllo e un lungo suono di sirena segnano che l'operazione parbuckling è riuscita. E Costa Concordia torna, dopo 20 mesi, in posizione verticale. Il 17 settembre 2013, l’immagine che viene donata agli spettatori di tutto il Mondo che hanno seguito con il fiato sospeso un’operazione titanica durata oltre 18 ore, è divisa a metà, sbiadita dalle correnti galvaniche, dalla ruggine e dalle alghe. Ma è in posizione verticale, una posizione che molti spettatori non immaginavano nuovamente possibile per quel relitto rimasto adagiato su un fianco dalla notte del naufragio, il 13 gennaio 2013.


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Il relitto della Costa Concordia, naufragata il 13 gennaio 2012

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Il livello della nave alle ore 22.00 durante le operazioni di parbuckling sulla nave Costa Concordia, Isola del Giglio, 16 settembre 2013


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Il livello della nave durante le operazioni di parbuckling sulla nave Costa Concordia

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Il livello della nave alle ore 18.00 durante le operazioni di parbuckling sulla nave Costa Concordia. Isola del Giglio, 16 settembre 2013


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La nave Costa Concordia prima delle operazioni di Parbuckling  all' Isola del Giglio, all'alba. 16 Settembre 2013.


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Isola del Giglio, 16 settembre 2013


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La linea gialla sulla nave Costa Concordia indica che la rotazione è cominciata. Isola del Giglio, 16 settembre 2013


Per la difesa, il naufragio della Costa Concordia è stato un “incidente organizzativo”. Contro la sentenza del collegio di Grosseto dell'11 febbraio 2015, che lo ha condannato a 16 anni e un mese di reclusione, Schettino ha fatto ricorso in appello con una lunga serie di motivi.

In sostanza, il ricorso presentato dai legali del comandante di Meta di Sorrento, chiamano in causa sia i membri della plancia di comando della nave, tra cui gli ufficiali Ciro Ambrosio e Silvia Coronica riguardo alla tenuta della rotta dal porto di Civitavecchia al punto dell'impatto, che il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin, per il suo errore di manovra agli ordini di Schettino.
Ma la Procura vuole una condanna più alta:27 anni di reclusione. Secondo il pm, infatti, l’attuale condanna è decisamente non sufficiente, per un disastro che si poteva evitare e che ha procurato la morte di 32 persone la notte del 13 gennaio 2012 davanti all’Isola del Giglio.

La plancia e l'armatore

Ma nel corso di questo nuovo processo, che si è aperto questa mattina presso il Tribunale di Firenze, sarà messo in luce anche il ruolo di Costa Crociere Spa, in primo grado condannata in solido con Schettino al risarcimento dei passeggeri.

La difesa è intenzionata ad inquadrare la vicenda come un caso di "incidente organizzativo", tentando di diluire le responsabilità dal comandante verso altri soggetti, ritenendo "troppo semplicistica la ricostruzione dei pm".

"Serve una rilettura dei fatti- spiega l’avvocato Laino- perché la vicenda fu molto complessa".

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L'annullamento della condanna

Tra gli aspetti tecnici affrontati nel corso dell’udienza di questa mattina la probabile richiesta di riapertura del dibattimento, e di riflesso un diverso calendario delle udienze rispetto a quello fissato. Non solo. Infatti, oltre alla possibilità studiata dai legali dell'ex comandante della Concordia, di chiedere ai giudici di appello la riapertura dibattimentale, c’è addirittura quella dell'annullamento del processo di primo grado e con esso la condanna di Schettino.

Il processo si terrà davanti alla Prima Sezione Penale di Appello.
Divieto in aula per fotografi e telecamere, mentre ai giornalisti è stato concesso di presenziare ma senza fare riprese con apparati di telefonia mobile.

Schettino non è presente

Ma oggi, a Firenze, non c'è neppure Francesco Schettino. "Almeno questa prima udienza di domani non sarà presente - spiegano i legali Donato Laino e Saverio Senese - un po' per evitare una certa sovraesposizione mediatica, un po’ perché saranno affrontate questioni tecniche pregiudiziali in base a cui saranno definiti alcuni aspetti del processo".

L'accusa sarà sostenuta da uno dei pm di Grosseto, il sostituto Alessandro Leopizzi, puntuale conoscitore dell'inchiesta, che ha ricevuto delega dalla procura generale distrettuale. Il ricorso in appello contro la sentenza di primo grado, non fu presentato solo dai legali di Schettino, ma anche dalla procura di Grosseto, che aveva chiesto in requisitoria 26 anni di condanna e l'arresto immediato in carcere per pericolo di fuga.

Carcere che il collegio giudicante del Tribunale di Grosseto, non accordò.

Dunque con l’udienza di oggi, verranno risolte alcune questioni pregiudiziali allo svolgimento del processo, che anche a Firenze, conoscerà momenti di alta complessità tecnica e che probabilmente necessiterà di un numero di udienze superiore agli standard abituali.


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