Così il business salva vite nel Mediterraneo

Quando Mario Molteni, docente di economia aziendale alla Cattolica, lesse un’intervista a Letizia Moratti, capì subito che le aree nelle quali si poteva collaborare erano enormi. In quella intervista l’ex sindaco di Milano esprimeva il suo desiderio di realizzare qualcosa di concreto per l'Africa e, soprattutto, “in” Africa: esattamente ciò che l’Alta Scuola di direzione aziendale, Altis, di cui Mario Molteni è il fondatore e direttore, faceva da 10 anni: insegnare ai giovani africani a diventare imprenditori. I risultati? Centinaia di businessmen già attivi in Kenya, Ghana, Sierra Leone, Uganda e Costa d’Avorio che hanno creato imprese, cooperative e anche aziende di servizi assumendo persone e creando ricchezza, che poi è l’unica soluzione per bloccare i trafficanti di uomini nel Mediterraneo. Altis ha contrastato l’immigrazione clandestina molto più di quanto non abbiano fatto migliaia di dibattiti politici. E che sia questa la priorità lo dice anche #Truenumbers, la web serie di approfondimento giornalistico di PanoramaTv che, nella sua prima puntata, visibile qui sopra, si è occupata proprio di immigrazione.

“Quello con Letizia Moratti è stato un incontro inaspettato e provvidenziale, destinato a imprimere una forte accelerazione a un progetto che viene da lontano”, spiega Molteni. Infatti da quell'incontro è nata E4impact: la nuova Fondazione che ha lo scopo di formare i manager africani che siano protagonisti dello sviluppo del Continente; contribuire alla crescita delle università africane e aiutare le piccole e medie imprese italiane a far sbarcare nei mercati sub-sahariani.

Idea semplice e unica nel suo genere alla quale hanno aderito Giorgio Squinzi di Mapei e Pietro Salini di Salini-Impregilo, che siedono nel consiglio d’amministrazione di E4impact accanto alla Moratti (Presidente), a Molteni e al Rettore della Cattolica Franco Anelli.

L’obiettivo della Fondazione è di essere presente in almeno 15 Paesi africani e formare in 5 anni 3mila imprenditori che diano vita ad almeno 500 nuove imprese. “In Africa ci sono giovani di straordinaria energia pieni di iniziativa”, spiega Molteni, “ma mancano le competenze e un adeguato sostegno alle attività di business, che garantiscano la sopravvivenza delle attività economiche nel lungo periodo. I settori economici nei quali ci vogliamo specializzare rivolgono una particolare attenzione ai problemi socio ambientali, e per questo riusciamo anche a raggiungere gli strati più poveri della società”. Appunto: E4impact è una delle tante cose serie che l’Italia ha fatto per salvare vite umane nel Mediterraneo.

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