Le carte inchiodano Soumahoro. Non può restare in Parlamento

I finanziamenti e le spese della campagna elettorale di Aboubakar Soumahoro sono stati, se possibile, gestiti anche peggio dei fondi della Lega braccianti, il sindacato fondato dal parlamentare di origini ivoriane. Un pasticcio degno dei bilanci creativi delle cooperative guidate dalla suocera Marie Thérèse Mukamitsindo e dalla compagna Liliane Murekatete, arrestate con le accuse di bancarotta patrimoniale per distrazione, frode nelle pubbliche forniture e autoriciclaggio. Per questo il Collegio regionale di garanzia elettorale della Corte d’appello di Bologna (Corege, composto da 7 toghe e presieduto da Maria Cristina Salvadori) il 31 marzo scorso ha contestato ben nove violazioni che rendono molto probabile la decadenza da parlamentare di Soumahoro.


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