Il ponte delle spie
20th Century Fox

Caduta del muro di Berlino, 30 anni dopo: 10 film da vedere

15 anni dopo la seconda Guerra mondiale, il mondo era percorso dalla Guerra Fredda. Berlino era l'emblema della divisione: da una parte la Berlino Ovest, che comprendeva i tre settori di occupazione alleati americano, britannico e francese, dove l'economia aveva ripreso a fiorire sull'onda della modernizzazione. Dall'altra Berlino Est, filorussa, con i sovietici che assistevano alla fuga di tanti tedeschi verso occidente, alla ricerca di maggiore fortuna. È così che il 13 agosto 1961 i sovietici innalzarono il Muro di Berlino, a dividere in due la città, con la giustificazione di mettere un freno a questa fuga. 

I berlinesi subirono impotenti la separazione. Negli anni, 136 persone morirono nel tentativo di scavalcare il Muro, uccisi dalle guardie della Repubblica Democratica Tedesca o in seguito alle ferite riportate nell'impresa.

Il 9 novembre 1989 è la data che ha cambiato la Storia: furono aperti i posti di blocco e decine di migliaia di berlinesi dell'Est oltrepassarono la frontiera, accolti festososamente dai berlinesi dell'Ovest.

A 30 anni da questo evento epocale, consigliamo 10 film belli da vedere, che parlano di Berlino e del Muro, ma anche e semplicemente di muri, da abbattere e superare. Il 9 novembre, non a caso, è la Giornata nazionale contro tutti i muri.

1) Good bye Lenin! (2003) di Wolfgang Becker

In questa lista non può mancare Good bye Lenin!, film cult tedesco che restituisce con leggerezza un'immagine chiara del post Guerra Fredda. Dà luce a una realtà poco nota come quella di Berlino Est e alla "Ostalgie", ovvero la nostalgia della vita nella ex DDR, per noi occidentali tanto difficile da comprendere quanto misteriosa e affascinante.  

Con Daniel Brühl. Protagonista la famiglia Kerner di Berlino Est: nel 1989, la mamma entra in coma e si sveglia alcuni mesi dopo, con il Muro ormai crollato e la società mutata. Per evitarle lo choc, suo figlio fa di tutto per fingere che nulla sia accaduto.

Per il trentennale della caduta del Muro di Berlino Good bye Lenin! torna al cinema, distribuito da Satine Film. 

Satine Film
"Good bye Lenin!" (2003) di Wolfgang Becker
Satine Film
"Good bye Lenin!" (2003) di Wolfgang Becker
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"Good bye Lenin!" (2003) di Wolfgang Becker
20th Century Fox
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"Il ponte delle spie" di Steven Spielberg
Tucker Film
"Torna a casa, Jimi!" di Marios Piperides
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Parthénos
"La gabbia dorata" di Diego Quemada-Diez
Ansa
Sonia Bergamasco, Francesca Inaudi e Irene Ferri in una foto della serie tv "Tutti pazzi per amore 2".
Academy Two
"Tutti pazzi a Tel Aviv" (2018) di Sameh Zoabi
Academy Two
"Tutti pazzi a Tel Aviv" (2018) di Sameh Zoabi

2) Le vite degli altri (2006) di Florian Henckel von Donnersmarck

Made in Germania, Oscar al miglior film straniero, è una storia di spionaggio ma non di azione e insiguimenti, è costruita su pensieri nascosti e segreti desideri sul filo di una tensione silenziosa

È ambientata nella Berlino Est del 1984, controllata dalle spie della Stasi. Ulrich Mühe, che purtroppo morì poco dopo l'Academy Award, interpreta un funzionario della Stasi che spia la vita di una coppia, registra ogni suo passo, fino a diventarne complice. 

3) Uno, due, tre! (1961) di Billy Wilder

Un film che si compone a cavallo della costruzione del Muro di Berlino. Austriaco di famiglia ebraica che poi espatriò negli States, Wilder abitò la città fino fino all'ascesa di Hitler.

Con i consueti toni della commedia, fa una satira sulla Guerra Fredda dal ritmo incalzante. Un dirigente della Coca Cola a Berlino Ovest vorrebbe vendere la bevanda anche nei Paesi comunisti, mentre la figlia del boss della multinazionale si innamora di un giovane della Germania Orientale...

La realizzazione del film fu turbata proprio dallo storico innalzamento del Muro, il 13 agosto 1961, tanto che le riprese sotto la porta di Brandeburgo, punto di congiunzione tra Est e Ovest, furono ultimate in studio, dove il monumento fu ricostruito.

4) Il ponte delle spie (2015) di Steven Spielberg

Thriller di spionaggio dall'impianto classico ambientato durante la Guerra Fredda, plumbeo e solido, Il ponte delle spie va alla riscoperta di un meraviglioso eroe normale, James Donovan, interpretato da Tom Hanks. Avvocato idealista, nel 1962 Donovan negoziò per la Cia il primo scambio di prigionieri sul ponte di Glienicke in Germania, fra Usa e Urss.

Nella Berlino fredda e austera, in cui si erge il Muro e un clima di sgomento, Donovan, chiuso nel suo cappotto e nella sua solidità morale, cercherà di ottenere il massimo. Non per la Cia, ma per il suo senso di giustizia, contro i forcaioli e in nome dei diritti civili. 


5) Il giardino di limoni - Lemon Tree (2008) di Eran Riklis

Non solo Muro di Berlino. 

Film israeliano vincitore del premio del pubblico al Festival di Berlino, tra dramma e ironia Il giardino di limoni ci porta nel conflitto irrisolto in Medio Oriente tra palestinesi e israeliani, tra barriere fisiche e pregiudizi.
Occhi neri e tenaci, Hiam Abbass è una vedova palestinese che vive in un villaggio della Cisgiordania. Il suo nuovo vicino di casa è il ministro della Difesa israeliano. Quando, per ragioni di sicurezza, le viene intimato di abbattere quel giardino di limoni che rappresenta il suo unico sostentamento e le sue radici, lei non si dà per vinta e porta la causa in tribunale. Troverà la solidarietà di un'altra donna, la moglie del ministro. 

6) Torna a casa, Jimi! (2019) di Marios Piperides

Nicosia è l'unica capitale al mondo ancor oggi divisa. Da una parte, a sud, l'area greca, che fa da capitale alla Repubblica di Cipro, parte dell'Unione europea; dall'altra, a nord, l'area turca, che fa da capitale alla Repubblica di Cipro del Nord, non riconosciuta a livello internazionale. A separarle una recinzione militare.

Torna a casa, Jimi!, opera prima del regista cipriota, ruota attorno a questa linea di divisione, mettendo a fuoco l'assurdità di certe disposizioni, preconcetti e "muri". Secondo la legge, nessun animale, pianta o prodotto può essere trasferito dal settore turco a quello greco. Così, quando il cane Jimi attraversa la zona cuscinetto dell'Onu, il padrone, il cantante fallito Yiannis (Adam Bousdoukos), deve inventarsi di tutto per riuscire a riportarlo indietro. Ma è più facile per un cane che per un uomo varcare il confine. 

7) Il figlio dell'altra (2012) di Lorraine Lévy

A volte tutto dipende soltanto da quale parte del muro si nasce. Joseph vive a Tel Aviv, ma il suo sangue è palestinese: c'è stato uno scambio di culle alla nascita. Altrimenti sarebbe cresciuto in Palestina, nei territori occupati della Cisgiordania, dove si trova Yacine. Quando si scopre l'errore, con i due ormai ragazzi, le due famiglie (tra cui Emmanuelle Devos come mamma israeliana) provano ad avvicinarsi, ma le divergenze politiche sono troppo forti.

Riusciranno invece a superare differenze e diffidenze i due giovani, entrando gradualmente nelle reciproche famiglie. 

8) Tutti pazzi a Tel Aviv (2018) di Sameh Zoabi

La divisione è letta sotto forma di commedia dal regista palestinese Sameh Zoabi, che affronta il conflitto, l'occupazione e l'abuso di potere con leggerezza e soffiando sulla possibilità di dialogo.

Kais Nashif, premiato a Venezia 2018 come migliore ottore della sezione Orizzonti, interpreta un giovane sceneggiatore palestinese che vive a Gerusalemme e scrive per la popolare soap-opera Tel Aviv brucia, prodotta a Ramallah. Ogni giorno, per raggiugere gli studi televisivi, deve passare attraverso un posto di blocco israeliano, dove è notato da un comandante la cui moglie è accanita fan della serie...

9) La gabbia dorata (2013) di Diego Quemada-Diez

Film spagnolo d'esordio, racconta la storia di tre adolescenti dei quartieri poveri del Guatemala che cercano di raggiungere gli Stati Uniti d’America, alla ricerca di una vita migliore. Il viaggio è lungo, a bordo di treni merci o seguendo a piedi i binari delle ferrovie. Intanto, con loro, riflettiamo sui confini che dividono le nazioni e su ciò che ci divide come esseri umani

A ispirare il regista, anche le parole di un messicano di nome Juan Menéndez López, pronunciate pochi istanti prima di salire a bordo di un treno merci in corsa: "Si imparano molte cose lungo il cammino. Qui siamo tutti fratelli, abbiamo tutti le stesse esigenze. L'importante è che impariamo a condividere. Solo così potremo andare avanti, solo così potremo raggiungere la nostra destinazione, solo un popolo unito può sopravvivere. In quanto esseri umani, non siamo clandestini in nessun luogo del mondo".

10) La zona (2007) di Rodrigo Plà

Opera prima del regista uruguaiano-messicano recentemente autore del film Un mostro dalle mille teste, La zona nel 2007 vinse il Leone del futuro come miglior esordio alla Mostra del cinema di Venezia, presentato alle Giornate degli autori.

All'interno di Città del Messico "la zona" è un'area privilegiata di ricchi, che si tiene separata dalla miseria del resto del mondo tramite muraglie, reticolati, videosorveglianza. Quando per un guasto tre del mondo di là, di poveri e reietti, riescono ad entrare laddove la vita scorre serena e ovattata, si scatena una terribile caccia all'uomo. 

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