Auto e chilometri-zero, la bolla del mercato

Perché le immatricolazioni della Fiat, molto modeste di questi tempi, aumentano comunque in maniera vertiginosa negli ultimi due o tre giorni di ogni mese? La spiegazione di questo fenomeno andrebbe ricercata nell’ambito di quella pratica commerciale che prevede la vendita di vetture a “chilometri zero”. Questa è almeno la risposta che danno alcuni concessionari interpellati direttamente da Panorama.it e che, sotto la garanzia dell’anonimato, fanno luce, o meglio, confermano, una pratica nota ormai a tutti e diffusa da tempo.

In sostanza, la vendita di automobili a chilometri zero consiste nell’offrire ai consumatori vetture che in precedenza sono state già immatricolate o direttamente dalle case automobilistiche o dalle concessionarie, e che per questo automaticamente presentano un prezzo di mercato inferiore del 20% (fino anche al 30%) rispetto a quello normale di listino.

Queste vetture risultano come piazzate sul mercato e dunque la loro presenza consente alle concessionarie o alle case automobilistiche di dimostrare di aver raggiunto determinati obiettivi di vendita. In realtà sono macchine ancora invendute e spesso giacciono nei piazzali delle concessionarie.

Un modo insomma per gonfiare i numeri e fare in modo che la crisi di vendite attuali , già pesantissima, non diventi una vera e propria catastrofe.

Per i consumatori c’è il vantaggio che in un periodo di crisi si possono ottenere delle offerte vantaggiose. L’importante è che ci si accontenti degli accessori già esistenti sul mezzo in questione e che si faccia i conti con l’usura di gomme e guarnizioni, visto che, come accennato, le vetture spesso rimangono anche per mesi parcheggiate all’aperto senza essere vendute.

Sul fronte dell’offerta, però, ci si scontra con una vera e propria bolla automobilistica. Parliamo ovviamente di stime dato che nessuno si sbilancia a fornire dati certi su quante siano effettivamente le auto immatricolate con questo sistema.

Tra le case che più di tutte ricorrerebbero a questo stratagemma in questo periodo ci sarebbe proprio la Fiat, le cui vendite negli ultimi giorni del mese aumenterebbero anche del 60%, con punte, nel mese di agosto appena passato anche del 70%. Ma, ad essere onesti, non è solo il Lingotto ad utilizzare il doping dei chilometri zero. Tra i marchi più attivi su questo fronte, ci sarebbe ad esempio anche la Bmw, con impennate di vendite superiori al 50%, così come Ford e Hyundai. Meno rilevanti, ma comunque significativi, i numeri che riguarderebbero Volkswagen e Audi, le cui vendite di fine mese si innalzerebbero di un 25%.

Insomma, mediamente, potremmo essere di fronte ad un fenomeno che gonfia del 40-50% le immatricolazioni dell’intero mercato auto italiano.

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