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Addio a Iain Banks, lo scrittore che annunciò la propria morte

“I have cancer”. Semplice e lapidario l’annuncio che Iain Banks fece lo scorso 3 aprile sul suo blog personale . “It’s extremely unlikely I'll live beyond a year”, e così in effetti è stato. Il famoso scrittore scozzese si è spento ieri ad appena 59 anni, poco più di due mesi dopo il triste annuncio della malattia.

Nell’epoca di Twitter, Facebook e social network vari in cui si ammassano messaggi urlati più o meno ricchi di contenuti, il post di Banks si differenzia per la disarmante semplicità e moderazione con cui annuncia la sua tragedia personale. E, in questo suo saluto agli amici e fan, non rinuncia ad inserire un pizzico di humour nero, spiegando di aver proposto alla sua compagna Adele “di farmi l’onore di diventare la mia vedova”.

Iain Banks, nato a Dunfermline nel 1954, figlio di una pattinatrice e un ufficiale dell’Ammiragliato di Sua Maestà, si è laureato nel 1975 in Letteratura Inglese e fino alla fine degli anni Settanta si è mantenuto con lavoretti saltuari, partendo infine per una serie di viaggi per l’Europa e il Marocco in autostop. Tornato in patria ha lavorato per un breve periodo nell’industria dell’acciaio, esperienza che gli ha dato l’ispirazione per il suo primo romanzo, nel 1984: La fabbrica delle vespe (Meridianozero).

Il vero successo lo raggiunge però con la serie di fantascienza conosciuta come Ciclo della Cultura, inaugurata nel 1987 con Pensa a Fleba (Fanucci) e composta da dieci romanzi che hanno conquistato pubblico e critica soprattutto nel mondo anglosassone.

Ma anche altri lavori, come Canto di Pietra (Guanda) o Complicità (Tea), che rimangono fuori dal Ciclo, hanno contribuito a renderlo uno dei più importanti autori contemporanei di genere. Nel 2008 il Times lo aveva anche inserito nella lista dei 50 maggiori scrittori britannici dal 1945 a oggi.

Come ha annunciato nel suo messaggio di aprile, l’ultimo romanzo si intitolerà The Quarry e uscirà il prossimo 20 giugno nelle librerie inglesi per l’editrice Little, Brown Book Group.

Banks era molto amato sia dai fan che dai colleghi, e molte voci autorevoli hanno speso commosse parole di commiato, elogiando sia lo scrittore che l’essere umano.

Per il suo editore, per esempio, Banks “è una parte insostituibile della letteratura mondiale”, mentre Ken MacLeod, autore scozzese di fantascienza, ritiene che il compaesano abbia “lasciato un profondo vuoto nella scena letteraria del mondo anglofono”. Per Charles Stross, invece, Banks è stato “uno dei giganti della letteratura scozzese del XXI Secolo.”.

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