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Amal Clooney difende le schiave dell'Isis

L'avvocato ha accettato di portare il dramma di Nadia Mourad di fronte alla Corte Penale Internazionale dell'ONU

Nuova importante sfida per Amal Clooney.

L'avvocato ha infatti accettato di difendere Nadia Mourad, una ragazza yazida di 19 anni, una delle tante cosiddette "Schiave dell'Isis": donne rapite, violentate, tenute prigioniere dai miliziani che il più delle volte finiscono, poi, per ucciderle.

L'inizio del calvario di Nadia risale al 2014 quando un gruppo di miliziani entra nel suo villaggio e la rapisce insieme a due sorelle. P

er tre mesi da giovane, allora minorenne, ha subito ogni tipo di sevizie fino a quando non è riuscita a scappare e a trovare rifugio politico in Germania.

Da allora Nadia ha cercato ogni modo per farsi giustizia e raccontare la sua storia. Nel 2016 ha ricevuto la candidatura al Nobel per la Pacee già a dicembre aveva raccontato la sua storia al Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

Ora Mourad è riuscita a portare la testimonianza di quanto accade alle donne a causa dell'Isis alla Corte penale Internazionale dell'Onu e si è rivolta ad Amal Clooney per essere rappresentata.

Il potente avvocato, legale, tra gli altri, di Julian Assange, ha accettato dichiarando al New York Times: "Come è possibile che i più grandi crimini contro l'umanità siano commessi sotto i nostri occhi, senza che gli autori siano perseguiti dal Tribunale dell'Aja?"

E ha poi aggiunto "Sappiamo che migliaia di donne yazide sono state ridotte in schiavitù dall'Isis che ha pubblicamente proclamato la sua intenzione di commettere un genocidio".

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