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(Ansa)
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Tutte le accuse contro le cooperative dei parenti di Aboubakar Soumahoro

Stipendi non pagati, operai che lavorano senza contratto, condizioni sanitarie estreme nelle cooperative. Tutti i guai emersi dall'inchiesta contro la moglie e la suocera del parlamentare simbolo della legalità e del rispetto dei diritti

Aboubakar Soumahoro ha provato a difendersi in maniera poco convincente in televisione dalle accuse che oramai in maniera sempre più pesante hanno coinvolto le cooperative legate a sua moglie e sua suocera finite al centro di un'inchiesta da cui sono emerse accuse pesantissime.

«Dove sono finiti i soldi delle retribuzioni pagate dagli enti e mai arrivati alle tante famiglie truffate da Karibu e Aid?». Una domanda quella del Sindacato Uiltucs che da oltre un anno non ha trovato risposta ma che getta delle ombre sul sistema di accoglienza dei migranti gestito dalle Coop della moglie e della suocera del deputato.

Le indagini

Nei confronti Liliane Murekatete e Marie Terese Mukamitsindo moglie e suocera di Soumahoro la Guardia di Finanza del nucleo economico di Latina procede per il reato di truffa per fatturazioni false e stipendi non corrisposti ai dipendenti. In più i Carabinieri hanno aperto un altro fascicolo per il reato ipotizzato di distruzione e occultamento di materiale contabile trovato in otto sacchi della spazzatura. A queste accuse si è aggiunta la segnalazione di alcuni cittadini extracomunitari minorenni al sindacato che hanno denunciato condizioni di vita precarie, maltrattamenti e collocazioni in case per minori senza acqua e luce. Inoltre la procura di Latina ha indagato la Presidente del Cda di Karibu, anche per la gestione del Consorzio Aid, di cui presidente un’altra figlia per malversazione.

Si indaga infatti sui trasferimenti di denaro effettuati in Ruanda a favore di un altro figlio della Presidente Mukamitsindo, Richard Mutangana che ha aperto un ristorante con piscina a Kigali e sui compensi dei quattro soci di Karibu che avrebbero incassato solo nel 2021 la somma di 392.891 euro.

Contemporaneamente prosegue anche il lavoro dell’Ispettorato del Lavoro e del Ministero dello Sviluppo economico da cui vengono erogati i fondi verso la cooperativa.

I progetti delle Coop

Karibu che rischia di essere commissariata risulta affidataria anche di progetti di integrazione dei rifugiati ucraini avviati nella sede di viale Corbusier a Latina, dove si trovano la sede di Karibu ed del consorzio Aid ma anche del sindacato Lega dei braccianti a cui fa capo Soumahoro. I progetti sono due I.C.A.R.U.S “Interventi per la capillare accoglienza dei rifugiati ucraini e per l'inclusione socio-lavorativa” per il quale sono stati stanziati 259mila euro. Mentre l’altro progetto ammesso del Consorzio Aid di cui è presidente Aline Mutesi cognata di Soumahoro si chiama B.U.S.S.O.L.A “Bisogni degli ucraini per il sostegno socio-lavorativo” con un finanziamento previsto di circa 300mila euro. A Karibu è stato affidato anche il progetto P.E.R.L.A della Regione Lazio per la somma di 80mila euro, Per.Se.O del Viminale per la cifra di 204910,75 di euro e l’8 per mille.

Le accuse

Si parte dalle denunce sui mancati pagamenti degli stipendi. Sarebbero 22 i dipendenti che hanno raccontato di non ricevere soldi da 18 mesi, alcuni hanno anche raccontato di non vedere la paga da due anni.

Almeno 4 persone hanno poi raccontato di aver lavorato in nero, cioè senza il necessario contratto di lavoro. Uno di questi ha anche raccontato delle visite di Soumahoro nella cooperativa: «Sapevano tutti...» ha raccontato Youssef Kadmiri.

Altri hanno raccontato che per ricevere la paga prevista avrebbero dovuto presentare delle non precisate “fatture" da soggetti esterni alla Cooperativa.

Le condizioni di vita ed igienico sanitarie nelle strutture erano a dir poco pessime. Nelle strutture sarebbero mancate acqua, elettricità, vestiti e cibo. Alcuni minori sarebbero stati maltrattati.

Ci sono poi le stranezze sul bilancio con spese anomale, soldi incassati ma non utilizzati per centinaia di migliaia di euro.

I progetti delle Coop

Karibu che rischia di essere commissariata risulta affidataria anche di progetti di integrazione dei rifugiati ucraini avviati nella sede di viale Corbusier a Latina, dove si trovano la sede di Karibu ed del consorzio Aid ma anche del sindacato Lega dei braccianti a cui fa capo Soumahoro. I progetti sono due I.C.A.R.U.S “Interventi per la capillare accoglienza dei rifugiati ucraini e per l'inclusione socio-lavorativa” per il quale sono stati stanziati 259mila euro. Mentre l’altro progetto ammesso del Consorzio Aid di cui è presidente Aline Mutesi cognata di Soumahoro si chiama B.U.S.S.O.L.A “Bisogni degli ucraini per il sostegno socio-lavorativo” con un finanziamento previsto di circa 300mila euro. A Karibu è stato affidato anche il progetto P.E.R.L.A della Regione Lazio per la somma di 80mila euro, Per.Se.O del Viminale per la cifra di 204910,75 di euro e l’8 per mille.Le Coop avevano la disponibilità economica per pagare i dipendenti?

«Le risorse economiche dei progetti degli enti sono arrivate alle cooperative, ai rappresentanti e ai soci delle coop. Loro hanno percepito i loro compensi, mentre i lavoratori sono senza salario nonostante siano arrivati milioni di euro. Una vera offesa a queste maestranze sfruttate ed in forte disagio perché in questa vicenda, la verità è che non c’è uno stato di crisi economica delle Coop dove nel caso Karibu i soldi sono stati correttamente corrisposti dagli enti ma purtroppo non sono mai arrivati ai lavoratori per questo siamo veramente indignati come Uiltucs Latina».

Cosa avete fatto per aiutare i lavoratori?

«Abbiamo fatto richiesta di un tavolo Prefettizio. È necessario che siano convocate tutte le parti interessate per rispondere al disagio e alle difficoltà in cui si trovano le tante famiglie truffate dai rappresentati della Karibu e Aid. I lavoratori vogliono subito chiarezza, confidiamo nel percorso giudiziario, perché a queste persone si deve restituire rispetto e dignità con il pagamento immediato dei salari, è questo quello che chiederemo al Prefetto Maurizio Falco. Ripeto urge di convocare tutte le parti, tutti gli enti erogatori dei progetti per il pagamento diretto ai lavoratori senza passare per le Cooperative che hanno già causato ingenti danni ai lavoratori dove accoglienza e integrazione per noi in questo caso sono stati e rimangono solo un business per le Coop Karibu e Aid»

I centri di accoglienza per i richiedenti asilo sono stati aperti dalla suocera del deputato Soumahoro Marie Terese Mukamitsindo, sui Monti Lepini, tra Sezze, Roccagorga e Maenza per poi allargarsi a Latina. Una storia quella delle Coop della famiglia di Soumahoro caratterizzata nel corso degli anni come riportano le cronache locali da numerose proteste dei migranti dove il grado di accoglienza non sembrerebbe essere stato dei migliori. Un fatto confermato gia nel 2019 dall’ex senatrice Elena Fattori di Sinistra Italiana che scrisse dopo una ispezione in un centro gestito da Karibu in provincia di Latina una relazione molto dura
«Ho visitato molti centri di accoglienza e solo pochi erano decenti. Questo era fatiscente e mal tenuto. L’accoglienza deve essere pubblica, non può essere affidata ai privati senza adeguati controlli. Le mie osservazioni sull’ispezione, poi le consegnai al sottosegretario agli interni nel 2019. Provai tanta amarezza per come vengono trattate le persone e su come si speculi politicamente sull’”accoglienza “con la costruzione di “eroi” senza invece invocare soluzioni strutturali»- commenta la Fattori

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