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(Ansa)
Viaggi

Per volare e viaggiare serve il vaccino

Molte compagnie aeree accettano solo passeggeri protetti dal Covid. E presto diventerà una richiesta che si allargherà ad alberghi ed altro

In principio fu Emirates, che il 15 aprile di quest'anno diventava la prima compagnia aerea al mondo ad effettuare i test rapidi per il Covid-19 direttamente in aeroporto, agli imbarchi: senza un responso negativo, i passeggeri in partenza da Dubai sugli aerei del vettore emiratino non venivano autorizzati a salire a bordo.

Da allora sono passati otto mesi, la pandemia da Covid-19 ha impattato in maniera drammatica sulle compagnie aeree di tutto il mondo e ciò che allora faceva notizia a livello globale (verificare la negatività al Covid prima di intraprendere un viaggio) sta diventando la normalità: anche per vettori molto meno blasonati del colosso di Dubai.

Tra tamponi obbligatori, passaporti sanitari, corridoi turistici e voli "Covid-free", sulle rotte dei cieli si gioca una battaglia contro il virus che ha l'obiettivo supremo di permetterci, di nuovo, di viaggiare senza dover affrontare divieti, restrizioni e quarantene.

Ma per farlo, con buona pace dei No-vax, occorrerà essere stati sottoposti al vaccino. Che diventerebbe quindi obbligatorio non per legge, ma "di fatto".

Passaporto sanitario su App

Tutte, o quasi, le compagnie aeree, ma anche le associazioni e gli enti che si occupano di trasporto aereo stanno cominciando a organizzarsi con "passaporti sanitari" e certificati digitali che possano permettere ai passeggeri di dimostrare la negatività al tampone e in futuro l'avvenuta vaccinazione contro il Covid-10: in caso contrario, non saranno ammessi a bordo.

In dirittura di arrivo ci sono il "Common Pass", passaporto sanitario in forma di App al quale hanno già aderito grandi compagnie internazionali come Cathay Pacific, United Airlines, JetBlue, Lufthansa, Swiss e Virgin Atlantic che hanno già cominciato a sperimentarlo su tratte in partenza da new York, Hong Kong e Boston.

Common Pass è stato sviluppato dalla "The Commons project Foundation", organizzazione senza scopo di lucro con sede a Ginevra.

La IATA, (International Air Transport Association), potentissima organizzazione internazionale delle compagnie aeree con sede in Canada, che da mesi porta avanti una battaglia contro le quarantene obbligatorie e le restrizioni decise dai vari Governi - "che uccidono il trasporto aereo e mettono a rischio qualcosa come 46 milioni di posti di lavoro", come ha più volte dichiarato il direttore generale, Alexandre de Juniac- ha dal canto suo annunciato poco meno di un mese fa lo "IATA travel pass": si tratta anche in questo caso di un'APP che tramite codice QR permetterà alle autorità di frontiera di verificare tutte le informazioni sanitarie dei passeggeri, ivi comprese quindi l'esecuzione di tamponi o l'avvenuta vaccinazione. Secondo i piani dell'associazione basata in Canada, il Travel Pass entrerà già in vigore nel primo trimestre del 2021.

Ovviamente i passaporti sanitari prevedono accordi con i Governi dei vari Stati, e proprio questo aspetto, assieme agli accordi sugli standard delle diverse App potrebbero rappresentare una notevole criticità.

Ryanair e la "punturina". Qantas e i voli di test

Nel frattempo, sabato 26 dicembre, un giorno prima del "Vaccine day" europeo, è apparso sui canali social di Ryanair un post che ha scatenato reazioni piuttosto scomposte da parte degli utenti: nell'immagine, che promuove già adesso le tariffe per viaggiare nell'estate del 2021 e che riporta al sito ufficiale, si legge un "Vaccini in arrivo. Una punturina e prendi il volo" frase accompagnata da siringa e fiala con la scritta "Vaccine". Se fosse una velata ancorché forse troppo anticipata dichiarazione di intenti –occhio, non potrete salire sui nostri aerei se non siete vaccinati- sarebbe una piccola rivoluzione.

Sotto il post pubblicato su Facebook, per adesso, quasi mille commenti, moltissimi di No-vax che lanciano addirittura hashtag per boicottare la compagnia aerea.

Se quindi fosse questa la politica del Ceo Michael O'Leary, diciamo subito che Ryanair potrebbe essere la prima low-cost a richiedere il vaccino come requisito per salire a bordo, ma non certo la prima compagnia aerea in assoluto: il ceo della compagnia australiana Qantas, Alan Joyce, ha dichiarato già a metà novembre che per i voli internazionali la compagnia renderà obbligatorio un vaccino effettuato prima della partenza.

Al momento però, in attesa della vaccinazione di massa, Qantas sta già effettuando alcuni voli covid-free di test con persone di nazionalità australiana o residenti che viaggiano da Europa e Stati Uniti per motivi di rimpatrio, i soli ammessi dato che l'Australia mantiene le frontiere chiuse agli arrivi da qualsiasi Paese estero: con questi test si sta provando a capire se i 14 giorni di quarantena finora richiesti a chi rientra in Australia siano davvero necessari e si stanno effettuando campionamenti e analisi sulle acque reflue degli aerei, onde ricercare tracce del Covid-19.

La situazione in Italia

In Italia, la prima iniziativa sperimentale di voli "puliti" è partita negli Aeroporti di Roma in settembre, con due voli "Covid screened" giornalieri Alitalia tra Fiumicino e Linate, con test obbligatorio da effettuare prima dell'imbarco, direttamente in aeroporto. Dopo il successo di questa sperimentazione, Alitalia ha iniziato voli "covid free" tra New York e Roma già il 9 dicembre: i passeggeri –sempre comunque autorizzati dai motivi essenziali, essendo i viaggi per turismo ancora vietati- hanno effettuato un test prima della partenza e un tampone antigenico rapido all'arrivo a Fiumicino, potendo così evitare la quarantena.

La compagnia italiana è stata poi seguita da Delta Air Lines, sulla rotta Atlanta-Roma: in questo caso i passeggeri dei voli "covid free" effettuati con un Airbus A330 e iniziati sabato 19 dicembre sono tenuti a effettuare due test prima di partire –un tampone molecolare al massimo 72 ore prima della partenza a proprie spese e un rapido antigenico in aeroporto a carico della compagnia- e un terzo test rapido a Fiumicino, all'arrivo, sempre gratuito. Questo nuovo protocollo sarà a disposizione di tutti i cittadini statunitensi che hanno l'autorizzazione a entrare in Italia per motivi essenziali, come lavoro, salute e istruzione, così come dei cittadini italiani e dell'Unione Europea.

"Nel nuovo mondo post-Covid" spiega Flavio Ghiringhelli, presidente fresco di nomina di IBAR (Italian Board Airline representatives) associazione che riunisce le 54 compagnie aeree che operano nel nostro Paese e country manager di Emirates "è impensabile non adottare nuove misure, tecnologicamente avanzate, per permettere a chi viaggia per lavoro o per turismo di affrontare serenamente qualsiasi spostamento in aereo. Ci auguriamo perciò una proficua collaborazione con i governi di tutti gli Stati, affinché si possano mettere in campo le forze necessarie per far entrare a regime sia i voli Covid-free sia i corridoi turistici che i passaporti sanitari, su tutte le tratte internazionali".

Delta e KLM hanno anche iniziato anche voli "Covid free" da Atlanta ad Amsterdam, e secondo Pieter Elbers, Presidente e CEO di KLM Royal Dutch Airlines "Fino a quando un vaccino approvato non sarà disponibile in tutto il mondo, questo programma di voli Covid tested rappresentano il primo passo verso la ripresa dei viaggi internazionali".

Premi e riconoscimenti per la sicurezza.

Nel frattempo, anche i vari premi e riconoscimenti si adeguano alla nuova situazione. Se nel mondo pre-Covid le compagnie aeree venivano premiate per la comodità, l'intrattenimento o i servizi di bordo, adesso cominciano a fioccare i premi per la sicurezza contro il Covid-19.

Il Safe Travel Barometer, progetto lanciato proprio in questo anno 2020 segnato dalla pandemia per valutare come le misure messe in campo dalle compagnie aeree possano "impattare" sulla decisione di ricominciare a viaggiare o meno, ha appena premiato la compagnia di Dubai, Emirates, come la più sicura al mondo: questo grazie a tutte le misure adottate per garantire i propri passeggeri, dai kit igienici gratuiti alla pulizia dei sanitari ogni 45 minuti durante il volo, dalle avanzatissime procedure di sanificazione dei propri aerei fino all'introduzione di protocolli per il personale e i passeggeri.

Oltre a Emirates, nelle prime posizioni troviamo Qatar Airways, Etihad Airways Lufthansa, Delta Airlines e Oman Air.

Questioni "etiche" e velocità delle campagne vaccinali.

Con l'introduzione di passaporti sanitari e obblighi di vaccinazione per ottenere il "via libera" all'imbarco, sorgono ovviamente tutta una serie di dubbi sulla privacy e sulle procedure di ottenimento del vaccino. Se è infatti evidente che chi non vorrà ricorrere alla vaccinazione di propria spontanea volontà (i NO-Vax, per intenderci) dovrà giocoforza rinunciare a viaggiare, nella consapevolezza delle conseguenze della propria scelta, diverso è il discorso per chi non può sottoporsi al vaccino per motivi di salute o per chi tarderà a riceverlo a causa dei piani governativi. Per chi, per intenderci, vorrebbe fare il vaccino ma non può, o quantomeno non a breve termine.

Esempio: una persona sotto i 60 anni di età –quindi ancora attiva nel lavoro e che magari ha necessità di spostarsi proprio per portare avanti il proprio business- nel nostro Paese dovrà probabilmente aspettare la fine del 2021 per ottenere il vaccino. Nell'impossibilità di acquistarlo liberamente in farmacia, come farà a viaggiare?

Chi potrà farlo, e già numerosi segnali in questo senso arrivano anche dai rumors delle stesse compagnie aeree e dei consolati, correrà a farsi vaccinare all'estero, prima dell'introduzione dei passaporti sanitari con vaccinazione obbligatoria. Tra USA, Russia ed Emirati arabi, ci sarà a breve solo l'imbarazzo della scelta.

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Maddalena Bonaccorso