Il primo Carnevale di Viareggio settembrino, sulle note di Raffaella Carrà
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Il primo Carnevale di Viareggio settembrino, sulle note di Raffaella Carrà
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Il primo Carnevale di Viareggio settembrino, sulle note di Raffaella Carrà

È settembre e questo non sarebbe il suo naturale periodo di svolgimento, ma la pandemia ha condizionato un po' tutto, ha rivoluzionato la nostra vita e le abitudini e ha dettato ritmi e tempi nuovi anche al Carnevale di Viareggio che dal 1873 è una delle più spettacolari feste italiane e testimonianza viva delle capacità creative e artistiche.

Quest'anno la 148° edizione a tema «Carnevale Universale» è dedicata a tutte le tradizioni, storie e culture del Carnevale nel mondo; è iniziato il 18 Settembre e terminerà il 9 ottobre con le sfilate dei carri allegorici previste per il 2, il 3 e il 9 ottobre.

I carri raffigurano in maniera caricaturale i personaggi della politica, della cultura e dello spettacolo. Con satira e ironia il Carnevale di Viareggio affronta i temi più scottanti del momento. Non c'è protagonista della vita pubblica italiana che non sia stato sbeffeggiato dai carristi viareggini. Carta di giornale, colla di acqua e farina e tanta fantasia e creatività; sono questi gli ingredienti per realizzare le maschere in cartapesta e i colossi: carri alti oltre 20 metri e larghi 12, creati per stupire il pubblico con effetti coreografici straordinari. L'impatto scenografico, la cura nella modellatura e nella colorazione, la musica, il brio dei figuranti a bordo, uniti alla spettacolarità dei movimenti, che sfidano le leggi della fisica, rendono i carri dei veri teatri viaggianti, unici al mondo.

Da quel martedì grasso del 1873, quando un gruppo di giovani della "Viareggio bene" di allora, che frequentavano il caffè del Casinò, pensò di organizzare una sfilata, tanti colori suoni e forme sono passate e alcune hanno lasciato il segno.

Basti pensare a Burlamacco, maschera simbolo di Viareggio disegnata nel 1930 da Uberto Bonetti, pittore e grafico futurista, rappresentata sullo sfondo dei moli protesi sul mare in compagnia di Ondina, bagnante simbolo della stagione estiva.

Quest'anno tra i personaggi rappresentati, troviamo Mandela, Sepulveda, Chaplin, Anna Frank, Rita Levi Montalcini, Ezio Bosso e la Ferragni: i carri sono un omaggio alla vita che prevale sul virus e poi come non rendere un omaggio a Raffaella Carrà, con una sigla come Chissà se va di una straordinaria Canzonissima di 50 anni fa.

L'emergenza sanitaria, il pericolo dei popoli indigeni brasiliani, la situazione americana, la voglia di cambiamento, questi sono alcuni dei i temi affrontati. Gli artisti del Carnevale di Viareggio, attraverso il linguaggio della satira e dell'allegoria, hanno sempre anticipato il futuro, mettendo alla berlina pregi e difetti, vizi e virtù della nostra società.

Per l'edizione 2021 il racconto si focalizza sulla contemporaneità, riletta però con uno sguardo positivo, di speranza. Uno sprone a rimettere ordine nel mondo per prepararci verso il prossimo futuro. Un invito a non far finta di niente, ma a cogliere l'insegnamento del momento storico attuale per non ricadere negli stessi errori. La festa non finisce dopo la sfilata dei carri ma il bello prosegue nei rioni Darsena, Marco Polo, Torre del Lago, Croce Verde.

Insomma, messaggi divertenti e accattivanti per ritrovare qualche sorriso e attimi di spensieratezza, ma riflettendo su temi importanti e reali che andrebbero affrontati prendendo spunto dagli artisti di questi giganti di carta pesta che lavorano incessantemente tutto l'anno con visione, creatività, tenacia e quel pizzico di ironia che serve per non lasciarsi scoraggiare mai, anche quando l'impresa sembra davvero ardua, accompagnati dal giusto ritornello musicale.

Chissà se va, chissà se va, chissà se va, se va. Ma si che va, ma si che va, ma si che va, che va. E se va, se va, se va: Tutto cambierà!

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