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(Ansa)
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Europa

Così Grecia e Spagna salvano il Turismo

Mentre l'Italia appare in difficoltà in vista dell'imminente stagione estiva altri paesi mediterranei ci rubano i turisti

Controlli rigidi, test diagnostici obbligatori in entrata e uscita, confinamento perimetrale, dispiegamento di forze dell'ordine, rastrellamenti a tappeto su spiagge, ville vacanze, hotel, ristoranti e locali notturni.

E' l'approccio che Spagna e Grecia stanno mettendo in atto in vista dell'estate 2021, l'ultima spiaggia cui approdare per evitare il defoult in un settore chiave per l'economia nazionale come il turismo che lamenta, in alcuni casi, crolli che toccano il 90% del fatturato rispetto al 2019.

Premesso che, già da tempo, Spagna e Grecia non sono "chiuse per Covid" come l'Italia la parola magica per attirare i turisti in questo momento storico è "covid free" e intorno a questo asse, da mesi, si muovono le politiche economiche dei governi che puntano sul turismo per il rilancio dell'economia.

La data chiave è quella del 14 giugno con tutte le aspettative che circondano il certificato verde digitale, ma in attesa del via libera dell'UE al passaporto Covid free non ci si può permettere di stare alla finestra a vedere il fallimento di un settore che in Grecia vale il 20% del Pil e in Spagna il 13% (come in Italia).

Il caso Spagna

Il Governo Sanchez, in Spagna, ha appena presentato a Bruxelles il suo piano di ripartizione dei 1.144 milioni di euro che le spettano e la fetta maggiore della torta europea è destinata proprio al turismo e a quelle comunità autonome che, come Canarie e Baleari, hanno subito il maggior tracollo dovuto alla crisi sanitaria.

Un nuovo approccio al turismo

Le parole d'ordine espresse di recente dal ministro del turismo spagnolo, Marìa Reyes Maroto, riguardano il futuro dell'intero comparto che sta ripensando al proprio approccio al turismo in un'ottica smart, digital, vicina al medio ambiente e ovviamente sicura da un punto di vista sanitario.

Proprio gli smart workers sono la categoria di viaggiatori che maggiore impatto stanno avendo nel tentare di tenere in piedi il settore dell'accoglienza. Si tratta di un turismo giovane, di buon livello, stanziale e con una spiccata quanto pericolosa tendenza al divertimento. Gruppi di smart workers – specie sulle isole – arrivano da Francia, Italia, Belgio o Olanda e si fermano per periodi che oscillano dalle 2 settimane dal mese affittando appartamenti o trovando nel 22% di hotel ancora aperti pacchetti vacanza studiati per loro. Questo significa prenotazioni con date aperte, possibilità di usare internet ad alta velocità in maniera gratuita e vita notturna studiata per contenere il virus, ma accontentare la fame di movida dei più giovani.

Le regole

Per entrare in Spagna sia dall'estero sia attraverso spostamenti interni è imprescindibile presentare un test diagnostico negativo effettuate entro le 72 ore precedenti al volo; inoltre i livelli di allerta (da 1 a 4 in ordine crescente) prevedono regole differenti che vengono aggiornate ogni giovedì pomeriggio a seconda dell'incidenza del virus. In coprifuoco è in vigore dalle 18:00 alle 6:00 del mattino per l'allerta 4; dalle 22:00 alle 6:00 per l'allerta tre; e dalle 23:00 alle 6:00 per l'allerta 1 e 2. In una nazione come la Spagna che vive di notte le proteste per il coprifuoco non mancano, ma le autorità sono irremovibili e dopo le 23.00 da Madrid a Las Palmas non vola una mosca sebbene policia local e guardia civil siano all'opera per evitare assembramenti che spesso si verificano in spiaggia o in ville private dove i soliti furbetti pensano di farla franca.

I locali notturni, pur lamentando un calo del fatturato che varia dal 60 all'87%, non possono che adattarsi alle leggi e approfittare delle sovvenzioni che arrivano sia da Madrid sia dalle differenti comunità autonome che destinano al turismo buona parte della fetta di aiuti.

Il 9 maggio in Spagna decade lo stato di allerta sanitaria e questo è stato deciso anche per spingere sull'acceleratore della ripresa del settore. Ciononostante lo Stato ha deciso di prorogare la cassa integrazione straordinaria (ERTE) per tutti coloro che ancora non hanno potuto riprendere il proprio posto di lavoro a causa del tracollo del turismo.

I vaccini

La campagna vaccinale, poi, prosegue a tappe forzate ed entro ottobre si punta all'immunità di gregge per salvare la stagione autunnale che, secondo il comparto, potrebbe portare a riprendere il 70% del fatturato perduto. Nel frattempo lo Stato continua ad erogare aiuti a fondo perduto; l'ultimo, in ordine di tempo, prevede la distribuzione di 7.000 milioni di euro destinati a locali, bar e ristoranti non in grado di pagare l'affitto, di far fronte alle imposte o di saldare i conti con i fornitori.

Covid free

La Grecia, invece, punta alle isole Covid free per attirare i turisti con grossi investimenti per attuare una campagna di vaccinazione massiccia in 69 isole a scarsissima densità abitativa che potrebbero diventare l'avamposto europeo di zone a contagio zero.

Per poter accedere alle strutture, ovviamente, sarà necessario presentare test diagnostici negativi e vaccinazioni effettuate, ma non bisognerà osservare né quaranta né coprifuoco.

Per raggiungere questo obiettivo ambizioso lo Stato ha messo persino in campo l'esercito battendo palmo a palmo ogni zona del Paese. Il piano si chiama Eleftheria che in greco significa "libertà" e proprio sulla voglia di "libertà" del mondo intero stanno giocando le politiche economiche delle perle del Mediterraneo.

Questo fa si che nazioni come ad esempio la Germani, l'Olanda o l'Inghilterra abbiano acceso il semaforo verde nei confronti di questi paesi ritenuti sicuri per i turisti e accoglienti nei confronti dei viaggiatori.

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