Aerei: ecco le compagnie più sicure e quelle più a rischio
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Aerei: ecco le compagnie più sicure e quelle più a rischio
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Aerei: ecco le compagnie più sicure e quelle più a rischio

La Iata ha reso nota l'annuale "lista nera" con le compagnie aeree a minor tasso di sicurezza. Ecco quali sono e come scegliere quelle più sicure

Prima di prenotare qualsiasi volo è bene ricordare che l'aviazione commerciale è ancora e di gran lunga il modo più sicuro per viaggiare. Certamente gli incidenti aerei degli ultimi dodici mesi (in Etiopia, Iran, Russia, Turchia eccetera), hanno rovinato le statistiche, tuttavia un totale di 1.680 morti su 4,5 miliardi di biglietti venduti in dodici mesi significano un evento mortale ogni 2.678.571. Un numero fortunatamente ancora molto alto e comunque superiore di qualche ordine di grandezza rispetto a quello calcolato sulle altre forme di trasporto collettivo. In vista della bella stagione e quindi dei viaggi per le vacanze (ma vale sempre anche per quelli di lavoro), è conoscere quali vettori sono attualmente inseriti nella "lista nera" della IATA (l'Associazione internazionale delle compagnie commerciali), e quali in quella dei vettori che non possono operare all'interno della Comunità Europea come anche in altre parti del mondo. La lista (qui il link al documento) viene aggiornata ogni sei mesi e tiene conto sia dei rilievi fatti dalle autorità aeronautiche, sia delle segnalazioni e degli eventi negativi che hanno visto protagoniste queste compagnie.

Non sempre infatti è "colpa" di chi gestisce le flotte, nulla come l'aviazione è costantemente legato alla situazione geopolitica mondiale e risente degli avvenimenti in modo globale, come la situazione iraniana e l'epidemia di Coronavirus stanno dimostrando. E' altresì considerata l'organizzazione del sistema aviazione dei Paesi soggetti a limitazioni, dal controllo del loro spazio aereo fino alla qualità dell'assistenza tecnica.

Altri vettori, seppure non inseriti nelle liste ufficiali, sono afflitti da incidenti le cui cause, prima che tecniche, sono spesso da ricercare nel management, come sta accadendo alla turca Pegasus. In un mese due aeromobili di questo vettore hanno subito gravi incidenti finendo fuori pista (uno il 7 gennaio, l'altro il 5 febbraio, mentre un primo evento era accaduto il 13 gennaio 2018). La grande preoccupazione di IATA è giustificata in quanto questi incidenti sono accaduti in fase di atterraggio e in almeno due casi in condizioni nelle quali i piloti non avrebbero dovuto trovarsi. Con condizioni meteorologiche marginali, la scelta della direzione di atterraggio errata rispetto al vento, l'eccessiva velocità e a monte una palese mancanza di corretta valutazione delle reali condizioni nelle quali operavano sono segnali evidenti di carenze addestrative e procedurali.

Ben altra storia riguarda le Nazioni toccate da tensioni internazionali (Iran, Yemen, eccetera), da conflitti più o meno dichiarati e da situazioni interne che impediscono la corretta organizzazione e gestione dei voli secondo le normative internazionali. E il 2020 su questo fronte si sta rivelando un anno difficilissimo: proprio IATA già lo scorso dicembre, quindi prima della pandemia cinese, aveva pubblicato al ribasso i profitti netti dei vettori suoi associati calcolando utili per 25,9 miliardi di dollari invece dei 27,5 previsti in giugno.

Le motivazioni dell'inserimento di una compagnia aerea nella lista nera IATA o EASA (l'autorità aeronautica europea), possono essere molteplici e non dipendere strettamente dalle condizioni tecniche o manageriali del vettore. E la limitazione può essere applicata anche soltanto a un tipo di aeromobile dichiarato non rispondente ai criteri internazionali, come accaduto per Air Madagascar a causa dei troppo vecchi Boeing 767-300. Nulla invece è possibile fare, se non prestare attenzione, per i voli locali in taluni Paesi, in quanto non è nel potere di IATA, EASA o delle altre autorità come la FAA americana e la cinese CAAC, di proibire i voli nel Paese di origine e verso altre nazioni che li accettano.

Una piccola garanzia in questo senso la offrono i vettori associati ad altri, considerati primari, che vendono biglietti in code-sharing, in quanto per stipulare questi accordi è necessaria una verifica preventiva dello stato della compagnia sussidiaria, controllata o associata a quella che vende il biglietto.

La Lista Nera

Dal 10 dicembre 2019 non possono operare : Iran Aseman Airlines (Iran), Iraqi Airways (Iraq), Blue Wing Airlines (Suriname), Med-View Airlines (Nigeria), Mustique Airways (St Vincent and the Grenadines), Aviation Company Urga (Ukraine), Air Zimbabwe (Zimbabwe) e Avior Airlines (Venezuela). Rimangono limitate per tipologia di aeromobile: Afrijet and Nouvelle Air Affaires SN2AG (Gabon, dove sono bloccate dalla UE tutte le altre compagnie), Air Koryo (Korea del Nord), Air Service Comores (Comore), Taag Angola Airlines (Angola, unico vettore parzialmente limitato, mentre sono completamente proibiti tutti gli altri), Urga Airlines (Ukraina). Sono del tutto proibiti i voli dei vettori: afghani, congolesi, di Djibuti, di Guinea equatoriale, Eritrea, Iraq, Kazakhstan, Repubblica del Kirghizistan, Liberia, Libia, Mozambico, Nepal, Nigeria, Sao Tome, Sierra Leone, Sudan, Suriname, Zambia e Zimbabwe. Cià ovviamente non significa che tutte queste compagnie non possano volare, ma che non lo possono fare nell'Unione Europea.

Dove reperire le informazioni: Per le regole europee (EASA) incluso il Regno Unito post-brexit (CAA): https://ec.europa.eu/transport/modes/air/safety/ai...

Per le regole americane (FAA): https://www.faa.gov/air_traffic/publications/us_re...

Per chi viaggia può essere molto utile consultare Airlines Rating, il portale dedicato alla sicurezza dei vettori di tutto il mondo, che ha sviluppato un'applicazione sempre aggiornata: https://www.airlineratings.com/safety-rating-tool/

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