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(Marina Militare)
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Difesa e Aerospazio

Nascono i nuovi sommergibili italiani U212

Fincantieri e Leonardo coinvolti nella costruzione del mezzo navale di ultima generazione destinato alla Difesa italiana e a quella di altri mercati

Ci sono notizie che renderebbero fieri gli italiani del loro Paese ma che è difficile raccontare. Peggio ancora, ormai farlo viene ritenuto inopportuno, forse perché non contengono parole come resilienza o ecologia, anche se riguardano la nostra sicurezza nazionale e sono strumenti che nel malaugurato caso in cui dovessero essere usati salverebbero comunque vite umane. Parliamo in questo caso di sommergibili, poiché il 26 febbraio scorso è stato firmato il contratto tra Fincantieri e l'Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti (Occar) per conto della Direzione degli Armamenti Navali della Difesa, per realizzare la prima parte del programma U212Nfs (Near Future Submarine), ovvero i nuovi sommergibili italiani.

Coinvolta ovviamente è anche Leonardo divisione elettronica, che per 150 milioni fornirà un nuovo sistema di comando e controllo e gestione armi (Cms) costruito con architettura aperta, elaborazione dei dati remota e migliore capacità di gestione delle informazioni e di comunicazione basato sui sistemi satellitari dell'ultima generazione.




Oltre a essere utili alla Difesa dell'Italia, i nuovi U212 consentiranno alla nostra industria navale di acquisire nuove competenze tecnologiche e capacità, ovvero gli "U212" rappresentano un volano per il prossimo futuro di molte aziende oltre a Fincantieri. Ma soprattutto con questo programma l'Italia entrerà nella lista delle nazioni in grado di realizzare sommergibili e quindi anche di esportarli – si pensa al recente pre accordo con il Qatar – e poter sviluppare dalle tecnologie militari anche progetti civili per la salvaguardia dell'ambiente marino.

Il contratto vale 1,35 miliardi di euro e riguarda le prime due unità navali, lo sviluppo di nuove tecnologie e il supporto iniziale per la messa in servizio, incluso un nuovo centro di addestramento. La seconda parte del contratto è attualmente in opzione, ma analizzando il Documento programmatico pluriennale 2020-2022 del Ministero della Difesa l'intero programma costerà in totale 2,68 miliardi di euro. In pratica saranno progettati, costruiti e messi in servizio quattro nuovi sottomarini basati sull'evoluzione dei progetti italo-tedeschi U212A del 1996 e dotati di un sistema di propulsione indipendente dall'aria diesel/elettrico.

Fincantieri li costruirà a La Spezia secondo l'accordo firmato nel 2018 con Thyssen Krupp Marine Systems, gruppo che fornirà anche parti principali dei battelli, il modulo del sistema di movimentazione, carico e lancio di siluri (sei tubi di lancio standard Nato da 533 mm e predisposizione per l'impiego del siluro pesante di ultima generazione Bsa-Nsp) e le celle a combustibile tipo Pem che conferiscono un notevole aumento dell'autonomia in immersione e non costringono alla risalita a quota periscopio per la ricarica delle batterie.

La prima unità, ora in progettazione finale, sarà costruita a partire dal gennaio 2022 e consegnata alla fine del 2027, seguita dalla seconda che sarà varata nel 2029, ed entrambe sostituiranno gli ormai vecchi sottomarini classe Sauro, in modo da mantenere in servizio almeno otto battelli come richiesto dalla Marina. I nuovi U212Nfs avranno armi più efficaci a lunga gittata, una ridotta segnatura acustica, maggiore autonomia, capacità di comando e controllo, sistemi di comunicazione all'avanguardia. Ma soprattutto potranno integrarsi con i droni sottomarini e saranno predisposte per utilizzare nuovi tipi di armi. Rispetto agli attuali U212 gli Nfs sono poco più lunghi e spaziosi, 58,3 metri per 7 di diametro, con un dislocamento in immersione di 1.750 tonnellate. Lo scafo avrà un nuovo rivestimento in fluoropolimeri che ridurrà l'attecchimento di vegetazione e quindi anche la resistenza all'avanzamento e il rumore generato, e costituirà la piattaforma per i test del sistema di riduzione delle tracce sonar basato sui meta-metalli che la marina sta portando avanti con il nome di Prnm-Suwimm (Submarine UnderWater Invisibility through MetaMaterials). A bordo degli U212Nfs ci sarà anche un nuovo sistema di condizionamento per le operazioni in acque e climi tropicali che consentirà di migliorare il comfort dei 29 militari che comporranno l'equipaggio anche laddove sarà richiesto lo schieramento in missioni internazionali.

Nuovi clienti anche per Mbda

Sempre nel settore della Difesa navale, Mbda (Thales, Bae Systems, Leonardo e Airbus), si è aggiudicata il primo contratto per la fornitura del nuovo sistema di difesa aerea Albatros Ng basato sul missile Camm-Er. Questo ordine, firmato da cliente internazionale, segna

un'ulteriore conferma di questo dispositivo sul mercato globale e apre la strada ad altre acquisizioni da parte dello stesso cliente e da altre Marine militari. Il missile è la variante con raggio d'azione esteso di un sistema già in servizio in tutto il mondo come munizione per sistemi finalizzati alla difesa aerea sia basata a terra, sia su nave, che neutralizza minacce aeree come munizioni guidate di precisione, missili da crociera e antinave a bassa quota e obiettivi dotati di bassa segnatura elettromagnetica, compresi i droni, il tutto anche in presenza di contromisure elettroniche, a distanze superiori a 40 km. Questa nuova fornitura sarà in servizio nel 2024, benché Albatros Ng, il cui nome deriva dai tradizionali sistemi Albatros, da anni in servizio presso la Marina Militare Italiana e diversi clienti esteri, è da tempo utilizzato e si è rivelato adatto come sistema di difesa aerea per pattugliatori, corvette e cacciatorpediniere. Consente inoltre una difesa complementare per le navi più grandi come fregate e cacciatorpediniere, già equipaggiate con sistemi simili ma a lungo raggio.

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