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Difesa e Aerospazio

Nuovo record per l'aviazione d'affari, tra ripresa e paura

Record per i voli privati, merito della ripartenza ma anche della paura dei contagi che porta ad evitare i voli di linea

Hanno fatto notizia qualche centinaio di jet d'affari, alcuni di Stato, altri noleggiati, che prima per il G20, poi con Cop26, hanno attraversato l'Europa nell'ultima settimana. Del resto con un simile calendario di eventi altro non sarebbe stato possibile fare e dunque l'aumento di traffico era inevitabile con buona pace degli ecologisti più radicali. Ma in realtà questo è stato soltanto un sintomo dell'aumento che l'aviazione privata sta osservando negli ultimi sei mesi. Da sempre indicatore dello stato dell'economia di una nazione, la cosiddetta business aviation è quella che aumenta per prima quando c'è ripresa, accompagnando uomini d'affari a concludere importanti accordi, ed è la prima a subire una contrazione nel momento in cui sta per arrivare una crisi.

Ma è anche l'aviazione che trasporta oltre il 40% degli organi umani destinati ai trapianti, che serve per conto delle compagnie di assicurazione il rientro in patria di persone ospedalizzate e inferme, che trasporta i malati collegando zone rurali e isolate del pianeta. Certo c'è anche chi la utilizza per andare in vacanza, ma si tratta di una minoranza all'interno di una già limitata nicchia di mercato, e comunque di persone che con il loro spostamento sono tra i più grandi generatori di indotto e turismo di fascia alta, con alta possibilità di spesa. Una benedizione per una nazione che fa del turismo un importante capitolo della sua economia.

Ebbene: l'attività dell'aviazione d'affari in Nord America ha stabilito un nuovo record il mese scorso con 323.000 voli, eclissando il precedente primato stabilito a luglio del 6,9%, almeno secondo i dati Argus TraqPak, società di analisi industriali, appena pubblicati. Guardando al futuro, gli analisti prevedono che il traffico nordamericano questo mese sarà superiore del 16% rispetto a quello del novembre 2019, il dato più alto pre-pandemia. Tutte le categorie operative, ovvero i diversi modi per viaggiare su un aereo privato hanno registrato guadagni, a cominciare dalla proprietà frazionata aumentata del 44,8% su base annua e del 29,3% rispetto a ottobre 2019. L'attività commerciale a noleggio è aumentata del 36,8% e del 33% quella delle proprietà. Man mano che le restrizioni ai viaggi si allentano i jet con cabine di grandi dimensioni hanno mostrato di essere preferiti dai clienti con un'attività nel segmento in crescita del 60% rispetto allo scorso anno.

"L'attività di volo record di ottobre continua a evidenziare la domanda senza precedenti di velivoli commerciali nel mercato nordamericano e globale, producendo due dei primi dieci giorni più trafficati dell'anno mai registrati", ha affermato Travis Kuhn, vicepresidente per le analisi di mercato di Argus International, "sottolineando ulteriormente l'entità di questi numeri, sei dei sette giorni della settimana hanno registrato una media di almeno 10.000 voli al giorno durante il mese di ottobre. Ciò è paragonabile a ottobre 2019, che ha visto solo due giorni su sette oltre 10.000 o più voli". A livello globale l'attività dell'aviazione d'affari è aumentata del 6% da settembre e di oltre il 40% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. In Europa l'ente per la gestione degli spazi aerei Eurocontrol ha registrato 81.000 voli di aviazione d'affari soltanto a ottobre, con l'attività che risulta quindi aumentata del 64,3% rispetto a ottobre 2020 e oltre il 30% rispetto ai livelli del 2019, mentre l'attività mensile in Africa, Asia, Australia e Sud America è aumentata a ottobre dopo tre mesi consecutivi di declino. I motivi di preferire un aeroplano noleggiato al posto di uno commerciale si conoscono: riservatezza e sicurezza sanitaria, orari flessibili, meno perdite di tempo negli aeroporti per le procedure di imbarco, più flessibilità nelle destinazioni punto a punto.

Tornando all'ecologia, se tutta l'aviazione concorre per poco più del 3% delle emissioni di Co2 nel mondo, quella d'affari ne rappresenta lo 0,2% stante sia il numero di aeromobili che effettivamente volano per questi servizi, sia perché essi sono in grande maggioranza dell'ultima generazione e quindi mediamente più "puliti" di quelli usati per i servizi commerciali.

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