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(Mbda)
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Difesa e Aerospazio

Pronto per l'impiego il nuovo missile Mbda Marte-Er

Continua la corsa alla modernità del sistema missilistico delle nostre Forza Armate

Il nuovo missile antinave Marte Er di Mbda ha completato con successo il lancio conclusivo del programma di prove alla fine di novembre. Tempo di poter divulgare la notizia, necessariamente sotto il vaglio dalla Difesa trattandosi di un'arma, e la multinazionale della difesa italiana al 25% ha diffuso il positivo esito dei test avvenuti presso un poligono italiano situato in Sardegna.

Questa versione rappresenta la terza generazione della stessa famiglia di sistemi missilistici, appunto la Marte, ed è derivata dal modello Mk2/s che è già in servizio con la Marina militare italiana sui suoi elicotteri NFH-90 e AW-101. La principale differenza della variante Er sta nell'introduzione di un motore turbogetto al posto di quello a razzo. Tutta la famiglia Marte è progettata per poter essere impiegata anche su jet veloci come l'Eurofighter oltre che sulle versioni navali degli elicotteri militari europei di nuova generazione, con la finalità di compiere operazioni contro bersagli navali. Si utilizzano così le medesime interfacce meccaniche, funzionali ed elettriche presenti sull'elicottero che utilizza le versioni precedenti senza dover effettuare modifiche importanti, ovvero limitandole al software che occorre per gestire le prestazioni a lungo raggio. Mantenendo però il medesimo supporto logistico e la maggioranza degli strumenti di movimentazione, manutenzione e pianificazione dei lanci.

Quello fatto in Sardegna era un tiro fondamentale nel programma di validazione del sistema Marte Er, evento che ha evidenziato un altissimo livello di prestazioni e di affidabilità del sistema. Per la prova è stato utilizzato un esemplare di missile standard, con modulo telemetrico per inviare i dati, ma con tutte le capacità funzionali e l'hardware di produzione, compreso il sistema di lancio da terra, che presentava la sua configurazione hardware e software finale. L'unica eccezione ha ovviamente riguardato l'uso di una testata inerte invece di quella esplosiva. Usando il proprio software di pianificazione della missione, il missile ha effettuato un volo alla minor quota possibile e a lungo raggio (tecnica di skimming, ovvero il missile vola radente l'acqua in modo che il radar della nave bersaglio possa individuarlo soltanto quando appare all'orizzonte, tipicamente non oltre 45 km di distanza, ovvero quando il tempo all'impatto è inferiore al minuto), effettuando tre virate principali e una manovra di salita e discesa durante l'ultima virata. Ha poi seguito un percorso rettilineo fino al punto di attivazione del “seeker” ovvero del radar a radiofrequenza che aggancia il bersaglio. L'identificazione, la selezione e il tracciamento di quest'ultimo sono stati estremamente rapidi e la traiettoria finale è iniziata subito dopo. Durante la fase terminale del volo il missile ha eseguito con successo la manovra anti-artiglieria, colpendo il bersaglio appena sopra la linea di galleggiamento ad alta velocità transonica (ovvero poco al di sotto di quella del suono, che al livello del mare è 1.224 km/h). Ciò ha confermato l'eccezionale efficacia della guida terminale del Marte Er dotato del nuovo “seeker RF” allo stato solido. A spingere il missile un motore turbogetto che ha a sua volta dimostrato ottime prestazioni sia per la fase di accensione in volo, sia per il livello di spinta fornita e confermata dai sistemi di telemetria. Dopo questo ultimo test il sistema d'arma entrerà in servizio operativo all'inizio del 2022.

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