Frecce tricolori
(Ansa)
Frecce tricolori
Difesa e Aerospazio

Buon Compleanno, Frecce Tricolori

La Pattuglia Acrobatica compie oggi 60 anni, simbolo dell'Italia che funziona, emoziona, conquista in tutto il mondo

Sessant'anni di Frecce Tricolori, da quel primo marzo 1961, quando atterrarono nella base di Rivolto, Udine, i primi sei aeroplani F-86E Sabre provenienti da Grosseto. Cominciava così, con l'accoglienza da parte di colui che sarebbe stato il primo comandante, il maggiore Mario Squarcina, la storia dell'Unità Speciale Acrobatica, nucleo originario della nascente Pattuglia Acrobatica Nazionale. Molti Paesi hanno compagini acrobatiche ufficiali, gli Usa addirittura due: quella della Marina, i Blue Angels, e quella dell'Aviazione, i Thunderbirds. Ma soltanto le nostre Frecce, che per la Difesa sono il 313° Gruppo di Addestramento Acrobatico, hanno con i cittadini della loro nazione un legame tanto stretto.

Cortina 2021 - Il sorvolo delle Frecce Tricolori sulle Dolomiti www.youtube.com


Ci sono certamente motivi sentimentali e patriottici, ma anche tecnici a renderle così spettacolari: noi italiani siamo gli unici al mondo ad avere una formazione di ben dieci jet, tra i pochi a eseguire gran parte del programma in formazione "chiusa", ovvero con gli aeroplani più vicini della lunghezza di una semiala, e con un programma e una sequenza di manovre che non lascia tempi d'attesa tra una figura e l'altra, offrendo uno spettacolo dal ritmo veloce che entusiasma, per poi finire disegnando nel cielo il Tricolore con grande solennità. Noi italiani "siamo", perché il senso di appartenenza è enorme, anche gli unici ad essere sono stati chiamati da un'altra nazione, gli Emirati Arabi, per costruire e addestrare la loro pattuglia, gli Al Fursan, che utilizza lo stesso tipo di aeroplano, l'ormai quasi pensionando addestratore MB339A in versione Pan (Pattuglia Acrobatica Nazionale).

Se non ci credete cercate i video su internet, non c'è gruppo acrobatico che tenga il confronto con lo spettacolo delle Frecce, uno show che in 60 anni è stato applaudito in 48 nazioni, ovunque ha suscitato emozione e fatto ritrovare il senso di appartenenza a un popolo che troppo spesso si denigra. E quando nel maggio scorso, nel pieno del primo lockdown, le Frecce Tricolori hanno sorvolato tutti i capoluoghi di regione italiani, iniziativa che ha preso il nome dal forte valore simbolico di "Abbraccio tricolore", culminata con il sorvolo della città di Roma il 2 giugno in occasione della Festa della Repubblica, ecco che i social sono stati invasi da centinaia di miglia di video e di fotografie.

La passione per le Frecce Tricolori sono le decine di pullman dei club ufficiali che seguono il calendario delle manifestazioni, la moda degli adesivi sulle automobili, l'abbigliamento griffato, la viabilità stravolta attorno ai luoghi dove si esibiscono. E soprattutto sono le 300.000 persone radunate sulle spiagge quando c'è un airshow e le 215.000 che senza il mare davanti invasero l'aeroporto Enrico Forlanini di Milano Linate nell'ottobre 2019.

"Le Frecce Tricolori sono conosciute, apprezzate e portano in tutto il mondo il nostro Tricolore", ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, il Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso, "esse sintetizzano tutto quello che è tecnologia, passione, capacità, competenza e professionalità che l'Italia è in grado di esportare nel mondo".

Il legame tra gli italiani e le Frecce Tricolori non ha alcunché da invidiare a quello per la nazionale di calcio, lo dimostrammo reagendo alla tragedia di Ramstein (1988), dopo la quale metodi e procedure di sicurezza delle pattuglie acrobatiche di tutto il mondo cambiarono per sempre, e ancora replicando con sdegno quando nel 2012 la senatrice Lidia Menapace se ne uscì dicendo che le Frecce Tricolori erano "Inutili, rumorose e inquinanti", rispondendo alla richiesta d Falco Accame di "sospensione dell'attività e successiva privatizzazione, perché le Frecce non sono di alcuna utilità operativa", peraltro dicendo una falsità, perché il reparto contribuisce alla Forza Armata sotto diversi aspetti. Le Pattuglie acrobatiche sono da sempre anche vetrine dell'industria aeronautica nazionale. Dopo l'americano F-86E Sabre, nel 1964 le nostre Frecce utilizzarono il Fiat G-91Pan fino al 1982, quando avvenne la transizione al velivolo attuale MB-339A Pan. Nei prossimi anni questo lascerà il posto al più moderno M-345, profondamente diverso dal precedente per aerodinamica e propulsione, quindi con caratteristiche di manovra differenti rispetto allo MB-339, che i piloti della Pan dovranno riuscire a esaltare al massimo adattando in primis il programma delle esibizioni in termini di manovre. Questa sera (1 marzo) andrà in onda "Sessant'anni in volo, la Pattuglia Acrobatica Nazionale" alle ore 22:10 su Rai Storia (ch 54 del digitale terrestre). Un documentario che racconterà da dove nasce la tradizione acrobatica italiana, da quando, negli anni Venti, '20, i piloti pionieri della "voltige" mostrarono come l'acrobazia aerea costituisse l'essenza della caccia e migliorasse il combattimento aereo. Dopo la Seconda Guerra mondiale nacquero i Lancieri Neri, i Diavoli Rossi, Getti Tonanti e infine quelli del Cavallino Rampante che diventeranno le nostre Frecce.

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