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(Ansa)
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Difesa e Aerospazio

Crescono gli affari militari tra Israele e gli Emirati

Esercitazioni militari e condivisione di sistemi di protezione missilistica. Gerusalemme esporta negli emirati i suoi gioielli tecnologici

Si moltiplicano gli accordi industriali del settore Difesa tra Israele ed Emirati arabi uniti. Soltanto un anno e mezzo dopo la normalizzazione delle relazioni diplomatiche attivate in base agli accordi di Abraham (13 agosto 2020), le due nazioni stanno lavorando insieme in diversi comparti tecnologici. Da allora, infatti, gli Emirati arabi uniti hanno partecipato a un'esercitazione navale congiunta con Israele e il Comando centrale delle forze Usa, mentre le società di difesa di Gerusalemme hanno partecipato per la prima volta alle kermesse internazionali organizzate negli Emirati come in altri Paesi arabi. E seppure accordi in termini commerciali e industriali fossero stati siglati anche precedentemente all'inizio ufficiale delle relazioni, tanto che gli stessi arabi definirono questo accordo “un falso segreto”, ora Elbit system emirates limited, filiale araba del colosso dell'elettronica per la Difesa di Gerusalemme, ha firmato con la Forza aerea emiratina un importante contratto del valore di 53 milioni di dollari, e della durata di cinque anni, per la fornitura di sensori a infrarossi e per sistemi di guerra elettronica destinati alle aerocisterne multiruolo basate su velivoli Airbus Defence A330.

Elbit Systems Emirates fornirà una configurazione multi-torretta del sistema di autoprotezione J-Music e del sistema di allarme aereo passivo basato su tecnologia a raggi infrarossi che la società israeliana ha già fornito a una ventina di nazioni a partire dal 2019 e installato su 25 tipi di aeromobili. Presentato tre anni fa al Paris Airshow, il J-Music è un sistema ad architettura aperta che integra anche la tecnologia laser e dotato di una telecamera termica e di una torretta, entrambe funzionanti ad alta velocità, che consentono la difesa contro azioni missilistiche basate sulla tecnologia a infrarossi, le più comuni che durante le missioni si possono incontrare ad alta ma soprattutto bassa quota. Infatti Elbit sta registrando una crescente domanda di tali capacità di protezione dalla minaccia costituita dai missili antiaerei lanciati a spalla. Un altro accordo tra Israele e Uae è stato siglato dalla Israel aerospace industries (Iai) con la Difesa emiratina per la realizzazione di congegni di difesa contro attacchi compiuti mediante droni, per la progettazione di imbarcazioni senza pilota che potrebbero anche essere armate e di un centro per la sperimentazione di sistemi elettro-ottici che è stato attivato nel novembre 2021. Infine, la Rafael advanced defense systems di Haifa (Is) ha costituito una joint venture con la società araba Group 42 per dedicarsi insieme allo sviluppo di intelligenza artificiale per l'identificazione di attacchi infornatici e non soltanto.

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