Moda

Al via Pitti Uomo 101. Dedicato ai riflessi delle realtà urbane e umane

In questi giorni movimentati, arriva la dichiarazione di Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, sulla adiacente apertura della fiera dedicata alla moda e al lifestyle maschile.

«Apriamo Pitti Uomo e Pitti Bimbo in Fortezza da Basso a Firenze con rigorose misure di sicurezza e protocolli ancor più stringenti di quanto previsto dalle norme più recenti, sia durante gli allestimenti sia nei giorni di fiera. Alcuni espositori sono in difficoltà, non possiamo nasconderlo, perché si trovano stretti tra casi di positività, quarantene e isolamenti fiduciari, ma i numeri dei partecipanti complessivi ad oggi tengono, anche sui fronti dei compratori e della stampa. La nostra scelta di restare vicini alle aziende, ai buyer e di sostenere l’interesse verso l’intero sistema moda ci fa sì adattare all’evoluzione della situazione generale, ma cerchiamo di conciliare a ogni costo l’irrinunciabile tutela della salute collettiva con l’indispensabile tutela delle attività economiche, condizioni necessarie l’una per l’altra».

Riflessi, rifrazioni, riflessioni, impressioni, immagini di rimando, non potevano che essere qualità che definiscono il tema di questo Pitti invernale, ‘Pitti Reflections’ appunto, che vestirà la Fortezza da Basso e la Stazione Leopolda, negli allestimenti curati da Alessandro Moradei e Angelo Figus. Specchiati in noi stessi e nelle realtà urbane, vetrine che lanciano rapidi interrogativi sulle immagini del reale e sulle immagini mentali, come si osserva nel video introduttivo realizzato in collaborazione con Narènte, il duo composto da Lucio Aru e Franco Erre, autori dei video clip moda e della campagna delle prossime edizioni di Pitti.

La dinamica regia promozionale di Pitti che raccoglie le collezioni internazionali di abbigliamento e accessori prosegue indomita, coinvolgendo quelli che oramai sono diventati i luoghi simbolo anche della città, la Fortezza da Basso, cuore nevralgico dei padiglioni espositivi restaurati volta per volta, la Dogana in via Valfonda, Villa Vittoria e il Palazzo degli Affari, oltre alla mitica Stazione Leopolda, spazio modulare in grado di dare differenti identità a eventi culturali, artistici e commerciali, e divenuta una vera e propria Srl organizzata da Pitti Immagine.

Sempre coinvolto quale fucina creativa anche il Polimoda, la scuola internazionale di design e marketing a supporto alle realtà fiorentine, italiane e internazionali che operano nel panorama fashion, anch’esso parte del team del Centro di Firenze per la Moda Italiana (CFMI), l'organismo e holding a cui fanno riferimento Pitti Immagine, Ente Moda Italia, Stazione Leopolda, Fondazione Pitti Discovery e che detiene significative quote di Efima, Polimoda e Edifir, dedicati alla formazione delle nuove leve del settore.

Dal 1972, prima edizione di Pitti Uomo, seguita nel 1977 dalla nascita di Pitti Filati, i saloni e gli eventi riguardanti l’industria italiana tessile e del prodotto finito, hanno creato un sistema unico al mondo che approfondisce le rassegne di moda da più punti di vista, coadiuvati negli anni recenti da e.Pitti, la fiera digitale on line e showroom virtuale, piattaforma a disposizione dei brand di moda.

Quindi tocca a Claudio Marenzi, presidente e amministratore delegato della Herno s.p.a. e con cariche istituzionali presso il Centro di Firenze per la Moda Italiana, Sistema Moda Italia e Confindustria Moda, essere non solo il quarto presidente di Pitti Immagine nella storia ma anche colui che deve guidare questo rocambolesco triennio, 2020-2022, garantire lo svolgimento dei saloni in totale sicurezza e tranquillità e parlare per tutti sulle prospettive di ripresa del settore.

La conferenza di apertura della fiera, in data 11 gennaio 2022, discuterà proprio della situazione attuale e futura della moda, insieme agli interventi di Marco Fortis, direttore della Fondazione Edison e docente universitario in Scienze Politiche della Università Cattolica, ed Erika Andreetta, partner di PWC Italia, leader nel consumer markets consulting.

Altri incontri si susseguiranno nei giorni di Pitti, il primo, un talk sul futuro della moda promosso da Euratex (the Eauropean Apparel and Textile Confederation) insieme a CEC (European Footwear Confederation), Cotance (Confederation of National Assosiations of Tanners and Dressers of the European Community), PIN (Polo Universsitario della città di Prato) e il Politecnico Calzaturiero.

Seguirà la conversazione di Paul Andrew, Sarah Coleman e Andy Picci, mentor della scuola Istituto Marangoni Firenze, sul tema arte e moda, la loro interazione e rappresentazione dell’identità del tempo attuale.

La rivoluzione ‘green’ della moda condotta da Pitti Immagine e Unicredit, gruppo bancario paneuropeo partner della fiera, promuove il laborioso progetto ‘Sustainable Style’, con l’esposizione di collezioni virtuose e incontri dedicati alla sostenibilità presso UniCredit Theatre, l’arena all’interno della Fortezza da Basso.

Livio Stellati, head of Territorial Development UniCredit Centro Nord, dichiara: «La partnership con Pitti è una testimonianza del nostro impegno a sostegno delle imprese del Made in Italy e delle eccellenze produttive che si contraddistinguono per la capacità di coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità, sfide intense in questo momento storico. La nostra strategia di business ci vede impegnati nel supportare i clienti, le comunità, i partner e l'industria in generale, facendo la nostra parte nel finanziare la transizione verso un'economia più sostenibile e inclusiva».

La quarta edizione di Sustainable Style, curato dalla giornalista Giorgia Cantarini, è frutto di uno scouting tra le realtà giovani e i designer più cool che creano e producono seguendo criteri di eco-responsabilità.

Gli altri tre percorsi proposti all’interno di Fortezza da Basso per accompagnare gli ospiti nella intelligente fruizione delle nuove collezioni invernali, riguardano il segmento del classico contemporaneo, che parte dalle tradizioni heritage autorevoli per giungere alle versioni più innovative e contemporanee, il settore dinamico che incrocia outdoor, sportswear e streetstyle, contraddistinto da design high tech e anima vintage, per concludersi con il percorso di ricerca stilistica che anticipa le tendenze, supportate dalla abilità sartoriale e dallo studio dei materiali.

Valorizzare il ruolo di Firenze sulla scena internazionale del comparto moda non si ferma solo a questa versione di Pitti Uomo, numerata 101, e pensa alla successiva tappa di promozione estera, con il supporto del Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e l’ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

‘Revolver Copenhagen’, la manifestazione che si svolge nella capitale danese due volte all’anno, rilancia infatti la collaborazione fra i due enti, in reciproca ospitalità e promozione, tanto che dal 2 al 4 febbraio 2022 ‘The Italian Team’ sarà la novità proposta sulla scena scandinava. Tra i nomi italiani protagonisti a Copenaghen ci saranno Ant 45, Faliero Sarti, G.R.P., Gallia Knit Project, ID.EIGHT, Manikomio DSGN, Noskra, Peppino Peppino Denim, Unimatic, Zermatt.

Di contro, lo ‘Scandinavian Manifesto’ a Firenze propone i migliori talenti provenienti da Danimarca, Norvegia e Svezia, visitabili presso il Padiglione Arsenale, citando fra gli espositori, Adnym Atelier, Berner Khul, By Death, Le Deux, Norse Project, Palmes, Vinny's, Wood Wood.

Antonio Cristaudo, direttore commerciale & sviluppo di Pitti Immagine, afferma: «Scandinavian Manifesto è stata fin dal suo lancio una delle aree di Pitti Uomo più apprezzate dai buyer e dalla stampa, fonte di ricerca nei paesi più interessanti per il design contemporaneo. Intensificare la sinergia con Revolver Copenhagen con la partecipazione italiana diventa un’altra azione cruciale per la ripartenza e un segnale positivo per l’intero sistema».

Aggiunge Christian Maibom, fondatore e direttore creativo di Revolver Copenhagen: «Siamo orgogliosi della nostra partnership con Pitti Uomo ed è un punto di forza assoluto il fatto che organizzazioni con un approccio affine lavorino assieme in un momento così difficile».

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