Elisabetta II, l'ultima icona reale
Elisabetta II (Photo by Max Mumby/Indigo/Getty Images)
Elisabetta II, l'ultima icona reale
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Elisabetta II, l'ultima icona reale

Nel corso dei suoi 70 anni di regno - il più longevo della storia - Elisabetta II ha assistito a importanti cambiamenti sociali nonché al declino e al riemergere di innumerevoli tendenze, che la sovrana è stata in grado di interpretare, mantenendo la serietà che ha contraddistinto il suo essere regina.

Quella che Elisabetta II ci lascia in eredità oggi è un’identità visiva singolare, una capacità quasi unica di utilizzare la moda come strumento comunicativo, senza mai compromettere i propri valori e la propria immagine. La regina non ha mai guardato alla moda con superficialità, comprendendone appieno il potenziale e facendone un alleato. Da Normal Hartell, il designer preferito dalla madre, al sarto di Savile Row Hardie Amies, fino ad arrivare ad Angela Kelly, responsabile dei colorati completi sfoggiati da Elisabetta II negli ultimi 30 anni, la sovrana è sempre stata capace di mostrarsi ai suoi sudditi con coerenza, tenendo fede ai suoi accessori distintivi: la borsa a mano Launer e gli ombrelli Fulton trasparenti, con finiture in tinta e dettagli in perla.

Il suo ex segretario ha raccontato alla BBC: «Sono sempre stato colpito dall'approccio molto pratico della regina a ciò che indossa. Si veste per distinguersi in modo che le persone possano vederla: colori vivaci e un cappello, con guanti utili quando vengono consegnati ogni sorta di cose su walkabout». E sono proprio quei colori a essere finiti in un libro intitolato The Queen. Diario a colori della regina Elisabetta, dove si ripercorrono alcuni dei completi più amati da Elisabetta II, primo tra tutti il rosa.

Un approccio molto “femminile” alla moda, che serviva a lanciare un messaggio molto chiaro a tutto il Commonwealth; nonostante il suo essere una giovane donna Elisabetta non si sarebbe mai lasciata intimidire dagli alti dignitari e non sarebbe mai caduta vittima della necessità di vestirsi per "stare al passo con i ragazzi".

Ma se quella che ci torna alla mente oggi, a 24 ore dall’annuncio di Buckigham Palace della scomparsa della regina, è un’anziana signora vestita avvolta da tinte brillanti, con l’immancabile cappellino, Elisabetta II è stata molto di più. Anche se forse, data la sua semplicità e la sua compostezza, in pochi se ne sono resi conto, scegliendo di puntare i riflettori su altri membri della famiglia reale.

Simbolico il suo abito da sposa, confezionato con raso di duchesse acquistato con dei voucher, un segno di rispetto verso il suo paese che stava affrontando il secondo dopoguerra.

Il suo maggior contributo al mondo della moda vede però protagonisti i momenti più rilassati di sua maestà, quelli trascorsi nella sua amata Balmoral, dove si è spenta il pomeriggio scorso, in cui il suo look era caratterizzato dal kilt, dal mac, dagli stivali Wellington e dal foulard di Hermès indossato sopra la testa quando andava a cavallo o passeggiava nella brughiera.

«Ha detto così tanto con il suo abbigliamento senza dover dire nulla», ha dichiarato Elizabeth Holmes, autrice di HRH: So Many Thoughts on Royal Style.

In un modo in continua evoluzione, dove ognuno è alla ricerca dei suoi «15 minuti di fama», la regina è stata in grado di rappresentare la famiglia reale come un'ancora in un mondo pazzo e in continua evoluzione. Con lei se ne va l'ultima vera icona di stile della monarchia britannica.

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