Il Met Gala della rinascita
Billie Eilish (Noam Galai/GC Images)
Il Met Gala della rinascita
Moda

Il Met Gala della rinascita

Il Metropolitan Museum è tornato a ospitare il suo gala annuale. La pandemia, però, non è ancora un ricordo. Tutti gli invitati alla serata di ieri hanno dovuto dimostrare di essere stati vaccinati e al di là del red carpet la mascherina era obbligatoria.

Cos’è il Met Gala?

Si tratta di una serata ideata dal mondo della moda per celebrare la moda stessa e coincide con l’inaugurazione della mostra annuale del Costume Institute del Metropolitan Museum di New York (che quest’anno compie 75 anni). Organizzato e presieduto da Anna Wintour, l’evento era solitamente programmato per il primo lunedì di maggio, ma a causa dello stop per la pandemia quest’anno si è tenuto nel secondo lunedì di settembre.

Il primo Met Gala si è tenuto nel 1948 come una «cena di mezzanotte» a cui gli ospiti potevano partecipare pagando 50 dollari a biglietto. È però con la leggendaria direttrice di Vogue Diana Vreeland che il Met Gala è diventata una grande festa capace di unire le maggiori personalità del tempo. Oggi un posto sulla magnifica scalinata del museo costa circa 35.000 dollari, denaro che va a finanziare il polo espositivo per i 365 giorni successivi. Il Met Gala 2019 detiene il record di 15 milioni di dollari raccolti.

Il tema di quest’anno

Ogni anno il tema della mostra diventa anche tema del Met Ball e agli stilisti viene chiesto di interpretarlo al meglio. Il tema di quest’anno è «In America: A Lexicon of Fashion» (In America: un linguaggio della moda, ndr). «Nel corso degli ultimi 12 mesi, a causa della pandemia, il rapporto con le nostra abitazioni e con i nostri abiti è diventato molto più emotivo. Per la moda americana tutto questo ha comportato una maggiore attenzione alle emozioni rispetto alla praticità» ha spiegato al New York Times il curatore capo del Costume Institute, Andrew Bolton.

«Proprio per rispondere a questo spostamento culturale, la prima tranche servirà a stabilire un lessico contemporaneo dello stile USA, basato sia sulle qualità espressive degli abiti sia su concetti più profondi come l'uguaglianza, la diversità e l'inclusione. La seconda parte investigherà invece sull'evoluzione del costume americano, attraverso una serie di collaborazioni con diversi registi statunitensi». Un tema delicato, come hanno accennato alcuni degli ospiti sul red carpet.

La mostra

Prima di due parti, la più piccola, In America: A Lexicon of Fashion apre con una trapunta firmata iniziata nel 1856 dalla collezione American Wing del Met, metafora per gli Stati Uniti e le sue varie identità culturali. L’esposizione presenta circa circa 100 completi da uomo e da donna di una vasta gamma di designer dagli anni Quaranta a oggi.

Racchiusi in astucci ricamati che rappresentano "toppe" tridimensionali di una trapunta, sono organizzati in 12 sezioni che esplorano la definizione delle qualità emotive: Nostalgia, Appartenenza, Delizia, Gioia, Meraviglia, Affinità, Fiducia, Forza, Desiderio, Sicurezza, Comfort, e Coscienza.

Cosa hanno indossato gli invitati

Come abbiamo accennato, quello scelto per il Met di quest’anno è un tema molto delicato. Sicuramente più complesso e sfaccettato del “camp” (ostentato, teatrale, effemminato). Per molti degli ospiti, il concetto di moda in America fa rima con Hollywood. La cantante Billie Eilish ha infatti interpretato Marilyn Monroe indossando un ampio abito color pesca di Oscar de la Renta, un caschetto biondo platino e un drammatico cat-eye. Kendall Jenner - in custom Givenchy by Matthew Williams - ha invece interpretato il ruolo di Audrey Hepburn in My Fair Lady, mentre la giovane attrice Yara Shahidi (Il sole è anche una stella) ha omaggiato Josephine Baker con un abito firmato Dior. L’attrice Emily Blunt - in Miu Miu - con il suo copricapo stellato rimandava Hedy Lamarr in Ziegfeld Girl, mentre Gigi Hadid, in Prada, interpretava una contemporanea Gilda (Rita Hayworth). Infine, la modella Kaia Gerber (figlia di Cindy Crawford) ha percorso la scalinata del Met con un abito di Oscar de la Renta, replica quasi perfetta di un completo Halston indossato da Bianca Jagger proprio al Met Gala 40 anni prima.

Non solo certo mancati i rimandi ai più classici elementi della moda americana. Il jeans era infatti protagonista dell’abito Versace indossato da Lupita Nyong’o, così come dell’avvolgente mantello sfoggiato da CL (in Alexander Wang). Ma anche lo stile cowboy ha fatto la sua apparizione. Jennifer Lopez in Ralph Lauren ne è il maggiore esempio, ma anche Maluma - accompagnato da Donatella Versace in una riedizione dell’abito disegnato per lei dal fratello Gianni nel 1992 - e Pharrell Williams (Chanel) hanno raccontato un po’ di far west.

Alcuni ospiti non hanno perso l’occasione per mandare un messaggio politico. La deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez ha sfoggiato un abito bianco di Brother Vellies dove sulla schiena capeggiava la scritta «Tax the rich» (Tassate i ricchi, ndr). Un’iniziativa tanto apprezzata quanto criticata. Se per molti il suo è stato un gesto coraggioso e intelligente (visto il numero di persone presenti e collegate per vedere l’evento), altri hanno definito ipocrita la sua decisione di partecipare al Met Gala, così lontano dalle sue idee politiche. La modella e attrice Cara Delevingne, in Dior, ha affermato di aver deciso insieme alla stilista Maria Grazia Chiuri il messaggio da indossare sulla sua pettorina in stile scherma. «Pet the Patriarchy» è sicuramente un’evoluzione meno politicamente corretta del vecchio «We should all be feminists».

L’attore Timothée Chalamet, uno dei protagonisti e organizzatore della serata, si è presentato con un completo bianco di Haider Ackermann e un paio di semplici All Star, «non c’è niente di più Americano» ha scherzato il giovane ai microfoni di Vogue. Rihanna, solitamente star dell’evento, è invece arrivata all’ultimo minuto insieme al nuovo compagno Asap Rocky, indossando un completo trapuntato nero di Balenciaga.

La poetessa Amanda Gorman - ricordate tutti il suo discorso? - si è presentata in un abito blu firmato Vera Wang con tra le mani una clutch che riedita il messaggio ai piedi della Statua della Libertà, «Give us your tired» (Dacci la tua stanchezza, ndr).

Tra i completi più stravaganti non possiamo non menzionare la moglie di Elon Musk, Grimes, con tanto di spada affilata (in Iris Van Herpen) e il cantate Lil Nas che ha regalato un piccolo show, spogliandosi prima di un mantello, poi di un’armatura dorata per rimanere con un’aderentissima tutina d’oro. Tutto firmato Versace. Per concludere, Kim Kardashian si è presentata all’evento interamente coperta (volto incluso) in haute couture Balenciaga. L’abito nero sottolineava ogni curva che l’ha resa famosa, mantenendola comunque irriconoscibile. Si parla dell’ennesimo omaggio a Kanye West e il suo nuovo album Donda, ma Kim e le sue sorelle ci hanno ormai abituato a tutta questa eccentricità. In fondo, basta che se ne parli.

Givenchy

Kendall Jenner in Givenchy

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