Due nuove mostre per rendere omaggio a Giovanni Gastel
Triennale Milano - foto Gianluca Di Ioia
Due nuove mostre per rendere omaggio a Giovanni Gastel
Moda

Due nuove mostre per rendere omaggio a Giovanni Gastel

Triennale Milano rende omaggio a Giovanni Gastel, fotografo di fama mondiale scomparso lo scorso 13 marzo all’età di 66 anni, attraverso due esposizioni, organizzate in collaborazione con il MAXXI e il Museo di Fotografia Contemporanea.

«Con queste due mostre la nostra istituzione rende il primo doveroso omaggio a questo genio generoso e scanzonato che Milano e l’arte hanno perso troppo presto» ha dichiarato il presidente di Triennale Milano, Stefano Boeri.

«Giovanni Gastel è stato un sofisticato ritrattista del mondo. Non solo visi, ma corpi, mode, gioielli, tessuti, ambienti. Con un sorriso, faceva sembrare facile il gesto infallibile e preciso di un grande fotografo». La carriera di Gastel inizia a fine degli anni Settanta in un seminterrato di Milano, dove il giovane fotografo impara le tecniche base del mestiere che l’avrebbe reso famoso in tutto il mondo. Negli anni collabora con numerose riviste di moda tra cui Vogue Italia e nei suoi scatti immortala l’ascesa del “made in Italy”. In quegli anni, infatti, Gastel sviluppa campagne pubblicitarie per le più prestigiose case di moda italiane tra cui Versace, Missoni, Tod’s, Trussardi, Krizia, Ferragamo. Ma Giovanni Gastel è più di un fotografo di moda e lo dimostra nel 1997, quando Triennale Milano gli dedica una personale curata da Germano Celant. Negli ultimi anni si dedica al ritratto, di cui diventa eccellenza assoluta.

È proprio a questa sua grande passione che è dedicata la prima delle due mostre, The People I Like, a cura di Uberto Frigerio con allestimento di Lissoni Associati. Duecento ritratti - o per meglio dire «analisi dell’essere» - che sono la testimonianza dell’immensa varietà di incontri che ha caratterizzato la lunga carriera dell’artista. Il titolo stesso della mostra è una dichiarazione d’intenti: il fotografo si svela nella sua più intima autenticità e consacra il “ritratto” opera artistica per eccellenza. I ritratti non sono percepiti come semplici rappresentazioni della fisionomia umana, ma lasciano trasparire un significato interiore più vero: lo scopo è quello di indagare ciò che va aldilà dell’esteriorità, cogliendo la complessità del soggetto. Al centro sempre l’anima che traspare dalla posa, dall’espressione del volto e dalla sua teatralità. I ritratti assumono un ruolo centrale che non si ferma all’analisi fisica, ma scava nella sfera psicologica del personaggio.

Ci troviamo così dinnanzi a un labirinto di volti, pose, sogni di personaggi del mondo della cultura, del design, dell’arte, della moda, della musica, dello spettacolo, della politica. Tra i volti immortalati da Gastel troviamo l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ma anche l’incantevole Monica Bellucci, la sportiva Bebe Vio, la storia direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani, e gli artisti Fiorello, Zucchero, Tiziano Ferro, Vasco Rossi e Miriam Leone.

In parallelo, la seconda mostra - intitolata I gioielli della fantasia - ci porta indietro nel tempo, a uno dei primi lavori che ha dato a Giovanni Gastel la notorietà internazionale. Fino al prossimo 13 marzo (anniversario della scomparsa del fotografo), sarà possibile ammirare 20 immagini di un più ampio progetto commissionato all’autore da Daniel Swarovski Corporation nel 1991 per l’omonimo libro, tradotto in quattro lingue, e la mostra di gioielli del XX secolo, entrambi curati da Deanna Farneti Cera.

In questi scatti, Giovanni Gastel dà vita a una reinterpretazione fantastica e immaginaria dei gioielli da cui emerge tutta la sua straordinaria vena creativa. Ritroviamo qui l’eleganza stilistica e i temi centrali della sua ricerca artistica, il dialogo sincretico tra il mondo degli oggetti e quello della figura umana, l’ironia, il corpo e la maschera, il travestimento e la metamorfosi: un filo rosso che accompagnerà per tutta la vita il suo itinerario creativo.

I gioielli della fantasia arriva a Milano dopo aver circolato per sei anni in alcuni dei più importanti musei europei di arte applicata (Museum Bellerive di Zurigo, Victoria and Albert Museum di Londra, Museum für Angewandte Kunst di Colonia, Kunstgewerbemuseum di Berlino).

The People I Like

Triennale Milano - foto Gianluca Di Ioia

I gioielli della fantasia

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