Assegno Unico: da marzo la musica cambia, per molte famiglie. Dopo i primi due mesi dell’anno con importi sostanzialmente allineati a quelli del 2025, a marzo scatteranno gli incrementi. Importi leggermente più alti grazie alla rivalutazione legata l’inflazione e alle nuove soglie Isee. Ma è essenziale, ancora più quest’anno, aggiornare il proprio indicatore economico del nucleo familiare. In caso contrario, il rischio concreto è quello di accedere solo all’importo minimo, vanificando di fatto l’adeguamento previsto dalla legge.
Assegno Unico 2026, cosa cambia davvero
Dal 1 gennaio 2026 è entrato in vigore l’adeguamento automatico dell’Assegno unico e universale, agganciato all’andamento dell’inflazione. La rivalutazione è pari all’1,4% e riguarda sia gli importi mensili sia le soglie Isee che determinano l’accesso alle diverse fasce di beneficio. La misura resta universale: spetta a tutte le famiglie con figli a carico, ma l’importo continua a diminuire progressivamente all’aumentare dell’Isee. Anche in assenza dell’indicatore, però, una quota minima è comunque garantita. Proprio per questo l’aggiornamento dell’Isee diventa decisivo per trasformare l’aumento “sulla carta” in un beneficio reale.
Importi più alti e nuove soglie Isee per l’Assegno Unico 2026
Con il 2026 sono state aggiornate anche le soglie Isee. Fino a 17.468,51 euro si ha diritto all’importo massimo; tra 17.468,51 e 46.230,35 euro, c’è la fascia intermedia con importi decrescenti e oltre 46.230,35 euro o se non si presenta l’Isee si percepisce il minimo. Gli importi vanno da un minimo di 59 euro a un massimo di 203,81 euro mensile, per figlio. Nel 2025 si partiva dai 57,50 euro del minimo fino ai 201 euro del massimo.
Non è solo un aggiustamento tecnico: a parità di reddito, alcune famiglie potrebbero ritrovarsi nel 2026 in una fascia leggermente più favorevole rispetto all’anno precedente, grazie allo spostamento delle soglie e al nuovo metodo di calcolo dell’Isee. Dal 2026 il calcolo dell’Isee è diverso. Cambia la valorizzazione dell’abitazione principale e di alcune componenti patrimoniali. Ma senza un Isee aggiornato, tutti questi vantaggi rischiano di restare solo teorici. Restano poi tutte le maggiorazioni già previste: per i figli con disabilità, per i figli successivi al secondo, per i nuclei con entrambi i genitori lavoratori e per le madri under 21. Anche queste componenti beneficiano della rivalutazione dell’1,4%.
Isee: le scadenze da non sbagliare
Il vero spartiacque è marzo 2026. L’Isee 2025 è scaduto a fine anno e, da marzo, per il calcolo dell’Assegno unico si farà riferimento esclusivamente al nuovo indicatore. Chi aggiorna l’Isee entro il 28 febbraio riceverà da marzo l’importo corretto, comprensivo degli aumenti. Chi lo presenta entro il 30 giugno potrà comunque ottenere gli arretrati a partire da marzo. Oltre questa data, invece, gli arretrati per l’anno in corso vanno persi. E senza Isee valido, l’Inps applicherà automaticamente l’importo minimo dell’Assegno unico. In altre parole, l’aumento c’è ed è garantito dalla legge, ma senza l’Isee aggiornato rischia di trasformarsi in un taglio secco dell’assegno mensile.
Assegno Unico: i numeri del 2025
Nei primi undici mesi dell’anno sono stati erogati 18,1 miliardi di euro per l’Assegno Unico, nel 2024 erano stati 19,9 miliardi. Hanno ricevuto almeno una mensilità oltre 6milioni di famiglie, per un totale di quasi 10 milioni di figli. L’importo medio per famiglia è stato di 273 euro, mentre quello per figlio di 173 euro.
