Nicola Casamassima
Lifestyle

10 domande a... Franco Trentalance

'Leggere: lo consiglio, è un ottimo strumento di seduzione', parola del pornodivo autore di Tre giorni di buio

Tre giorni di buio (particolare della cover) Ultra

Come nasce l’idea di scrivere, prima di tutto? Poi, questo genere legato indissolubilmente al tuo mondo?
Amo scrivere. Mi è sempre piaciuto pur non essendo la mia passione principale (ndr, “E quale sarebbe la tua passione principale?”, verrebbe da domandare… E infatti lo domando. E Franco mi risponde che negli ultimi tempi ha un debole per la comunicazione, da qui i suoi numerosi interventi sul mental coach, per esempio quelli con Italo Pentimalli). Per cui cosa c’è di meglio che utilizzare la parola scritta per la comunicazione pura e semplice?
Mi sono indirizzato verso un genere che mi appassiona come il thriller, con tutte le difficoltà legate alla sua stesura e alle regole a livello di struttura narrativa, tutt’altro che semplice. Motivo per cui ho chiesto la collaborazione di Gianluca Versace che aveva già alle spalle un suo thriller (Il domatore del fuoco, Mazzanti 2011). Ma ho anche consultato qualche amico della polizia scientifica, degli psicologi criminali e psicoterapeuti perché volevo calarmi nella mente di un potenziale serial killer. Il mondo del porno è il sottofondo del thriller perché, come dico sempre, se Cracco dovesse scrivere un romanzo un po’ di cucina ce la matterebbe dentro, o come ha fatto Ligabue con la musica in Radiofreccia. Inevitabile direi.

Luigi Fraboni

Hai visto le Cinquanta sfumature?
Certo che l’ho visto. Cinematograficamente il film non è male: ha una bella fotografia, le location sono altrettanto belle. È però debole la storia del libro, di cui sono riuscito a leggere solo le prime quindici pagine. Non conosco bene l’autrice, però leggendo quel breve inizio respiravo la non-esperienza della scrittrice: molta teoria e poca pratica (poi magari è una maiala di prima categoria!). E il film riflette il libro.
L’unica vera critica che comunque gli muovo è la scarsa credibilità: non è sesso, è una storia d’amore. E allora mi domando: perché due non possono trombare per divertirsi e basta? Ci deve sempre essere una moralizzazione di fondo, cioè come a dire che va bene se poi si innamorano, va bene se lui si rivela un principe azzurro, lui non può essere uno bravo a letto e basta, deve essere anche miliardario, potente, il tutto a soli ventisette anni. E lei ovviamente vergine, non sia mai che ha già fatto quello che doveva fare!

Alessandro Perugini

Tre giorni di buio si svolge tra set a luci rosse e camere di tortura grondanti sangue. La tua esperienza in tema di hard movies e quella di Gianluca Versace in ambito di cronaca nera.
Chi sei tu nel libro?

Senza voler essere particolarmente filosofo direi che c’è un po’ di noi in qualunque cosa e in ognuno, potenzialmente tutti abbiamo un po’ di tutto. Per cui ho cercato di immedesimarmi in quello che non mi sembra mi appartenga, perché mi affascinano i territori che non conosco. Come si dice nel coaching “per crescere devi uscire dalla tua zona di comfort”, cioè fino a quando resti immerso in quello che sai fare bene, sempre con gli stessi parametri, allora tutto è rassicurante. In questa zona di comfort però non cresci veramente. Per andare oltre devi necessariamente interagire con persone e modalità che non ti sono abituali. E allora lì impari. Fino a quando anche questa non diventa una zona comoda. E così via.
La mia zona fuori dal comfort è stata appunto immergermi in queste dinamiche sconosciute, come quella che sta alla base del thriller con un serial killer.

Come avete invece gestito la scrittura tu e Gianluca Versace?
Ci siamo divisi letteralmente i capitoli, salvo poi occuparmi io alla fine di omologare gli stili, lavoro che si è rivelato pesantissimo. Lo sto rileggendo solo adesso perché avevo bisogno di distaccarmene. E ora che l’ho ripreso in mano, avvallato anche dai commenti che ricevo, posso ammettere che come thriller tiene.
Consiglio sempre di leggere comunque: in particolare gli uomini dovrebbero considerare la lettura un utile strumento di seduzione (ndr, del resto il recentissimo successo del misterioso profilo instagram “Hot Dudes Reading”, vale a dire la moda dei bellissimi che leggono sui vagoni del treno, sembra proprio avvalorare la tesi che l’uomo immerso in un libro abbia qualcosa di molto affascinante).

Prossime fatiche letterarie?
Trattare con cura (Castelvecchi, 2009) è andato esaurito. Se verrà ristampato conterrà degli aggiornamenti, tipo qualche capitolo e un inserto fotografico nuovi per farne così la quarta edizione.
Scriverò invece forse un libro di sesso tratto dai video che sto già realizzando dal titolo “Her Sex Hero” (ndr, il suo eroe del sesso, acquistabile online), veri e propri video corsi su come migliorarsi in orizzontale: punto G, come durare di più, come usare il lato B senza patemi d’animo, ma con allegria, e così via.
Mi piacerebbe anche un libro sulla cucina. Afrodisiaca naturalmente. Ma sono una persona sola, e anche se l’idea di fare della scrittura la mia sola occupazione era quel sogno da realizzare in età avanzata, mi sembra di notare che i tempi si stanno accorciando. Vedremo.

Isola dei famosi, Rocco Siffredi. Lo guardi? E…?
Seguo l’Isola, mi piace e di Rocco posso dire che è partito molto bene e con grandi favori da parte del pubblico. Ora però se ne sta giocando tantissimi perché sta mostrando una natura un po’polemica, un po’ da prima donna. Bisognerà vedere se riuscirà a recuperare o se prevarrà la parte polemica che fa più danni. L’ho sempre detto per chiunque: il reality vero, quello in cui sei veramente isolato per settimane e settimane, dove non hai nessun tipo di contatto con l’esterno, è tosto, tanto che per molti personaggi in passato ha giocato spesso a favore, ma altrettanto spesso ha remato contro.

E tu alla Talpa com’eri?
Beh, io sono stato fortunatissimo: a tutt’oggi non so ancora così bravo in cosa lo sono stato. Sono riuscito in due mesi a reggere il peso di essere la talpa. Al contrario di tutti gli altri reality, nella Talpa c’era un’aggiunta di lavoro pesante tanto che a un certo punto avevo anche pensato di ritirarmi, trovando insieme agli autori ovviamente una formula che non avrebbe danneggiato il programma, ma che lo rendesse ancora più accattivante. Poi arrivato alla quarta settimana mi sono detto che potevo resistere ancora una settimana, poi dai resisti ancora due, dai che siamo alla fine. Solo che il programma andava così bene che gli autori decisero di aggiungere a sorpresa una settimana. Immaginati quando ce lo hanno comunicato… Alla fine ci sono però arrivato.

Nicola Casamassima

Nonenciclopedia dice della tua partecipazione alla Talpa: “Entrato subito nel vivo del gioco, Franco approccia le concorrenti con l'eleganza del camionista che si accosta ad una prostituta per trattare il prezzo di un pompino”.
Cosa non vorresti mai si dicesse di te?

Che sono semplice, nel senso di basico. Io credo di indirizzare quel po’ di talento che ho in più direzioni. Mi da fastidio, un fastidio relativo perché mi faccio scivolare tutto, quando c’è il preconcetto (e a volte capita) che mi senta dire “Ah, trombatore, trombi sempre, pensi solo a trombare…”. Mi piace molto, lo faccio con grande passione, ma non sono solo quello.

Nicola Casamassima

Ti senti uno scrittore o un divo del porno?
Tutti e due, perché uno non esclude l’altro.

Alessandro Perugini

Sei un uomo con un grande…?
Direi il coraggio, sì, il coraggio me lo riconosco.

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