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Le 10 città abbandonate più spettrali del mondo

Dalla Basilicata alla Cina: cittadine fantasma e luoghi misteriosi di cui non sospettavate l'esistenza

Sono luoghi lugubri, sinistri. Sono centri silenziosi e morti. Stiamo parlando delle città abbandonate, quelle località urbane che per una guerra, una calamità naturale o semplicemente per il passare del tempo hanno finito per ritrovarsi deserte. Agli abitanti in carne e ossa sono subentrati spettri e ombre misteriose che aleggiano ancora nelle stanze lasciate intatte, con oggetti vecchi di decenni ancora appoggiati sulle mensole e le fotografie di famiglia sbiadite appese ai muri.

Da Prypyat a San Zhi, ecco le dieci città abbandonate più suggestive (e spettrali) del mondo.

1. Oradour-Sur-Glane (Francia)

Questa cittadina francese è stata il teatro di un massacro. Nel 1944, in risposta alla resistenza partigiana antinazista, le truppe tedesche attaccarono Oradour, ammazzando in una rappresaglia 642 civili. Dopo l’efferato spargimento di sangue, la cittadina venne data alle fiamme. I resti furono conservati come testimonianza storica dell’avvenimento.

2. Kolmanskop (Namibia)

 Abbandonato dai primi anni ’50, questo agglomerato urbano ormai inghiottito dalla sabbia del deserto venne fondato nel 1908. Kolmanskop accoglieva tutti coloro che, pieni di buone speranze, si erano trasferiti nel deserto per andare in cerca di diamanti. Quando intorno al 1945 il mercato di queste pietre preziose cadde, la città venne abbandonata. Oggi giace come un relitto sulle dune arancioni e setose.

3. Agdam (Azerbaijan)

Nel 1993, durante la guerra del Nagorno Karabakh, Agdam venne occupata dagli Armeni e devastata. Ora è una distesa di ruderi in mezzo alla steppa. Solo l’antica moschea è resistita alle razzie e alle distruzioni.

4. San Zhi (Taiwan)

Le palazzine di San Zhi, a Taiwan, assomigliavano più a strutture extraterrestri che a insediamenti umani. La loro costruzione iniziò nel 1978, ma presto il progetto si arenò. Voci popolari riferiscono che nel cantiere successero cose strane: suicidi, scomparse, tragici incidenti. Purtroppo il complesso venne raso al suolo nel 2009 per lasciare spazio ad un resort e a un parco divertimenti.

5. Craco (Italia)

Craco è un borgo medievale situato in provincia di Matera, sulle colline circostanti l’appennino Lucano. Fondato intorno al 1060, il paese si svuotò a partire dal numerosi terremoti che lo scossero, in particolare quello del 1963. Il luogo, molto suggestivo e spettacolare, è stato il set di diversi film.

6. Kadykchan (Russia)

Con la caduta dell’URSS, i 12mila abitanti di questa città russa furono obbligati a trasferirsi in altri centri urbani per accedere ai servizi basilari (acqua, corrente, scuole e ospedali etc). I visitatori di Kadykchan, entrando nelle case, possono osservare ancora gli oggetti abbandonati dalle famiglie in fuga.

7. Prypyat (Ucraina)

Prypyat era un grande centro urbano nato per ospitare i lavoratori della vicina centrale nucleare. Dopo il disastro di Chernobyl nel 1986 la città venne immediatamente evacuata. Agli abitanti venne detto che avrebbero lasciato solo temporaneamente la città, ma in realtà nessuno disse loro la verità: nessuno ci avrebbe mai più rimesso piede. Gli appartamenti, molti dei quali rimasti intatti, le strutture e gli oggetti della città fantasma contengono una quantità elevatissima (e pericolosa) di radiazioni.

8. Bodie (Usa)

Situata in California, agli inizi del Novecento Bodie era una città ricca, fiore all’occhiello del mercato dell’oro. Si trattava della tipica cittadina del Far West: le case in legno, i saloon, le carovane e anche le sparatorie quasi quotidiane le conferivano un fascino alla Sergio Leone. Tuttavia, dopo l’incendio del 1932 e la successiva chiusura della miniera d’oro, Bodie si spopolò progressivamente fino a diventare una città fantasma.

9. Kowloon Walled City (China)

Nata come avamposto per annunciare alla città l’eventuale arrivo dei pirati, il quartiere murato di Kowloon venne occupata dai giapponesi durante la seconda Guerra mondiale. Dopo la resa giapponese, la città si trasformò nel regno dell’anarchia e dell’illegalità: migliaia di abitanti abusivi, spacciatori, ladri popolavano il centro sempre più sovraffollato. Nel 1993 le autorità di Hong Kong decisero di abbatterla per motivi di salute e sicurezza pubbliche.

L’isola di Hashima, ricca di giacimenti di carbone, è stata per decenni un sito fondamentale per l’estrazione di questo materiale, fino alla chiusura della miniera nel 1974. Conosciuta come Gunkanjima, ovvero ‘isola della nave da guerra’ per la sua forma particolare, l’isolotto venne adibito a campo di lavoro per cinesi e coreani durante la seconda guerra mondiale. È un luogo sinistro, fatiscente, densamente costruito che oggi attira turisti da tutto il mondo.

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