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Calcio

La sconfitta di Conte: niente stage per la nazionale

Il rifiuto della Juventus (e non solo) cancella l'appuntamento di febbraio. Tavecchio e la Figc si arrendono con il ct

Niente stage per gli azzurri nel mese di febbraio. Antonio Conte e la Figc si sono arresi all'evidenza che era impossibile organizzare l'incontro di tre giorni nell'unica settimana libera prima del ritorno della coppe europee. Troppo forte da superare l'opposizione della Juventus e non solo, così il ct ha deciso di lasciar perdere, cancellando la finestra dall'8 all'11 che pure la Lega gli aveva accordato, con la precisazione che ci sarebbe stata libertà da parte dei club di inviare o meno i propri tesserati. La decisione è stata presa al termine di un vertice con il presidente federale, Carlo Tavecchio, che si era speso molto nel tentativo di supportare le richieste di Conte.

 
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Ancora nei giorni scorsi Tavecchio si era detto convinto di riuscire a superare le perplessità espresse da alcuni allenatori, in primis Allegri, che aveva parlato di "appuntamento campato per aria". Una battaglia persa in partenza, però, considerato che la Fifa prevede delle finestre precise per l'utilizzo dei tesserati e al di fuori di queste non concede alcun sistema sanzionatorio alle federazioni. La Figc aveva tentato una 'moral suasion' nei confronti dei club, dopo aver incassato il via libera di massima nell'assemblea della Lega prima di Natale, ma la spaccatura era emersa con chiarezza subito e non è stata ricucita nemmeno in seguito.

Alla vigilia delle convocazioni Conte ha fatto la sintesi e ha capito che non era il caso proseguire. L'ultima carta se l'era giocata nella visita a Vinovo del 23 gennaio. Doveva essere un'occasione di disgelo con i dirigenti juventini, ma si è tradotta in una semplice rimpatriata senza alcun risultato concreto, tanto che lo stesso ct lasciando il centro sportivo bianconero aveva sibilato deluso: "Stage? Non abbiamo parlato di niente". Ora lo stop al progetto, che al ct non interessa in una versione ridotta chiamando i giovani non ancora del giro: "Rischiava di non essere utile né alla nazionale né ai club - ha detto nel comunicato diffuso sul sito della federazione -. Mi auguro che da qui in avanti si riesca tutti insieme a trovare quelle soluzioni non più rinviabili per fare della nazionale il punto di riferimento del sistema calcio".

La sconfitta sulla questione stage potrebbe incrinare il rapporto tra Conte e la Figc. Non tanto per l'impegno che Tavecchio ha messo nel cercare di supportare il suo allenatore, quanto nella sensazione di isolamento che il ct sta provando in questi mesi. Nemmeno lo sfogo di Genova dopo l'amichevole contro l'Albania è servito a scalfire il muro di silenzi e ostilità che ha portato l'ex tecnico della Juventus a riflettere anche sulla decisione presa in agosto di aderire al progetto azzurro. Qualche risultato dovrebbe essere stato ottenuto sul fronte del calendario della prossima stagione, che potrebbe partire a Ferragosto per consentire il termine del campionato il 15 e non il 22 maggio, consegnando così i giocatori per tempo in vista dell'Europeo. Manca ancora l'ufficialità, ma è difficile pensare a un altro schiaffo a Conte e alla Figc.

Ecco il comunicato con cui la Figc ha annunciato la cancellazione dello stage

La FIGC, su indicazione del Commissario Tecnico Antonio Conte, ha disposto di non procedere all'organizzazione dello stage della Nazionale A, il cui svolgimento era stato ipotizzato per il periodo 9/11 febbraio, tra l'altro dopo un costruttivo confronto con la Lega Serie A su modalità e tempi dello stesso, con l'obiettivo di consentire agli Azzurri di preparare al meglio le gare internazionali dei prossimi mesi. 
Avendo infatti valutato l'indisponibilità di alcuni club, che in via informale hanno manifestato difficoltà a rilasciare i propri calciatori alla Nazionale, il Ct, d'intesa con il Presidente federale Carlo Tavecchio, ha ritenuto opportuno non dar seguito al programma che era stato definito con lo staff tecnico del Club Italia.

"Viste le risposte ricevute - dichiara Conte - abbiamo scelto di non procedere con uno stage che rischiava di non essere utile né alla Nazionale né ai club. Mi auguro però che da qui in avanti si riesca tutti insieme a trovare quelle soluzioni non più rinviabili per fare della Nazionale il punto di riferimento del sistema calcio". "Sulla questione stage - aggiunge Tavecchio - fin dall'inizio abbiamo cercato la strada del confronto e la scelta di non procedere oggi è un segnale di rispetto degli interessi di tutti. Ma ricordo ai club di Serie A che la tutela e la valorizzazione della Squadra Azzurra, che sono la priorità delle strategie federali, passano per l'individuazione di spazi di lavoro ulteriori rispetto a quelli già previsti dalle normative internazionali e per la predisposizione di format e calendari delle competizioni nazionali, campionato e Coppa, più funzionali al sistema. Su questi punti, da qui in avanti, ci aspettiamo risposte coerenti"

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