"Farò come Papa Francesco: la promessa del nuovo Gran Maestro della Massoneria

Più trasparenza e dialogo con il mondo esterno, largo ai giovani e tolleranza zero con chi vuole usare le logge per scopi criminali. Bisignani? "Non è mai stato massone". Alla vigilia del suo insediamento il nuovo capo dei grembiulini d'Italia si confessa

Dopo quindici anni Gustavo Raffi lascia la guida del Grande Oriente d’Italia (Goi), la più grande comunione massonica d’Italia con oltre 22 mila iscritti, e passa il testimone a Stefano Bisi, 56 anni, giornalista, direttore del “Corriere di Siena”, eletto lo scorso 2 marzo con il 46,2 per cento dei voti. Il nuovo Gran Maestro si insedierà il 6 aprile, al termine della Gran Loggia di Rimini. L’elezione del Gran Maestro è vissuta molto seriamente dalla massoneria, con tanto di campagna elettorale per convincere gli oltre 16 mila maestri aventi diritto al voto a scegliere uno dei candidati in lizza (questa volta gli altri due erano l'ex vicesindaco socialista di Livorno Massimo Bianchi e il notaio di Messina Silverio Magno). Non sono mancate le polemiche nei mesi che hanno preceduto il voto. Alla fine l’ha spuntata Bisi (per essere eletti bastava il 40 per cento dei voti) con un programma dal titolo «Presenza, laicità, tradizione. Pragmatici ed esoterici». Panorama gli ha chiesto come intende metterlo in pratica.

 «Indietro non si torna rispetto a venti o trenta anni fa. La massoneria è chiamata sempre più ad aprirsi, a intensificare i contatti con l’esterno. Non a caso già da anni abbiamo messo i nostri archivi a disposizione degli studiosi, anche coloro che non appartengono alla massoneria».

Però gli elenchi degli iscritti restano segreti.

«Non esiste nessuna associazione in Italia che pubblichi l’elenco dei suoi iscritti. Noi però rendiamo noti i nomi di tutti i responsabili delle logge, a ogni livello. Inoltre sul nostro sito web (www.grandeoriente.it ) si trova anche l’elenco completo delle logge italiane diviso per regioni».

 

Le donne continuano ad essere escluse dal Grande Oriente. In un’epoca in cui si parla tanto di parità di genere non è un po’ anacronistico?

«C’è una ragione di carattere storico ed esoterico. Gli uomini rappresentano la parte solare, le donne quella lunare, che ad essa è complementare. Storicamente tutta la massoneria internazionale collegata al Grande Oriente non prevede la presenza delle donne nelle logge. Però vi sono organizzazioni di donne legate alla massoneria, i Capitoli delle Stelle d’Oriente, che sono molto attive, soprattutto nel campo della solidarietà».

 

Appena eletto ha dichiarato che vorrebbe una massoneria sempre più trasparente, sul modello della Chiesa di Papa Francesco. Sarebbe una significativa rivoluzione, anche per le logge.

«La trasparenza è un punto fondamentale. Ma non si tratta di fare una rivoluzione, poiché ci stiamo muovendo da anni in questa direzione. E questa trasparenza sta portando i suoi frutti, non a caso è migliorata di molto la percezione della massoneria agli occhi dell’opinione pubblica. Molti bussano alla nostra organizzazione e chiedono di aderirvi proprio perché possono conoscerla e vi si possono avvicinare senza ostacoli e senza segreti».

 

Alle volte la massoneria si è intrecciata con il malaffare. State facendo pulizia?

«Il Gran Maestro Raffi è stato molto drastico sotto questo profilo. Nei confronti dei fratelli massoni che avevano commesso degli errori ha preso delle decisioni molto nette. È chiaro che il malaffare ha bisogno del buio per prosperare, se portiamo la massoneria sotto la luce è più difficile che questo riesca a insinuarsi».

 

Chi ha guai con la giustizia può diventare massone?

«Quando una persona presenta domanda di ammissione alla massoneria gli chiediamo, tra le altre cose, anche di presentarci il certificato del casellario giudiziario sui carichi pendenti. E, in seguito, stiamo molto attenti ai fratelli che incappano nelle maglie della giustizia. Naturalmente poi si deve valutare caso per caso».

 

Proprio nelle scorse settimane però è stato arrestato un vostro famoso fratello massone, Luigi Bisignani.

«Bisignani non è iscritto al Grande Oriente d’Italia»

 

Di certo era iscritto alla Loggia P2.

«Così si è letto, ma per essere iscritti alla P2 non era necessario far parte del Grande Oriente d'Italia».

 

Eppure la P2 nacque proprio in seno al Grande Oriente d’Italia.

«È vero, sorse come loggia del Grande Oriente, ma poi cercò di utilizzare la massoneria ufficiale per i propri fini. Tanto che Armando Corona, presidente della corte centrale del Grande Oriente d'Italia, prima di diventare gran maestro, espulse Licio Gelli prima ancora che la magistratura italiana cominciasse a occuparsi della P2».

 

 È possibile che si ripresenti una vicenda come quella della loggia di Licio Gelli?

«Non si ripeterà, perché, forti di quella esperienza, oggi siamo molto attenti a esercitare un controllo sulle logge».

 

Chi chiede di entrare a far parte della massoneria?

«Persone di tutti i tipi, di diversa estrazione sociale e professionale. E sono moltissimi i giovani che bussano al Grande Oriente anche direttamente dal sito web».

 

Cosa spinge un giovane a chiedere di aderire alla massoneria? La speranza di essere aiutato a trovare un lavoro o a fare carriera?

«Direi proprio di no. Anzi ai “bussanti”, così chiamiamo coloro che chiedono di entrare a far parte di una loggia, spieghiamo che entrare a far parte della massoneria può diventare fonte di pregiudizio e discriminazione da parte degli altri. Credo piuttosto che un giovane bussi alla massoneria perché comprende che è un luogo dove ci si può confrontare, si può discutere liberamente e riflettere sul senso della vita. Perché avverte il bisogno di una spiritualità laica, non dogmatica. Perché scopre che nei nostri templi si parla uno alla volta e si impara ad ascoltare gli altri. Perché comprende che l’impegno delle nostre logge è quello di levigare la pietra grezza, cioè cercare migliorarsi per il bene dell’umanità e la gloria del grande architetto dell’universo. Senza dimenticare le iniziative di solidarietà promosse dalla massoneria, come gli asili notturni di Torino, gli ambulatori odontoiatrici per i poveri e così via».

 

Non sono un po’ fuori dal tempo le cerimonie di iniziazione con spade, candele, guanti bianchi e grembiulini?

«Ho grande rispetto per tutti i riti e le cerimonie quando questi sono carichi di significato e di storia. E questo vale anche per la massoneria: ciascuno di quei segni che lei ha citato sono portatori di un profondo messaggio simbolico che va compreso anche nel suo valore storico».

 

Che impressione le fa Papa Francesco?

«Mi suscita simpatia perché mi pare che sia molto aperto alle novità. Parla con i giornalisti di tutto il mondo e mi pare che mostri apertura su argomenti che finora erano stati tabù per la Chiesa cattolica. Non so se cambieranno le idee delle gerarchie ecclesiastiche anche sulla massoneria. Credo che la breccia di Porta Pia vada superata nel senso che oggi non bisogna più essere anti qualcosa ma a favore di qualcosa. Forse non è un caso che il bersagliere che suonò la tromba per la breccia di Porta Pia fosse un senese, Niccolò Scatoli. Spero che oggi un altro senese possa superare le antiche divisioni e aprire una nuova stagione di dialogo. Giovanni XXIII, alla vigilia del Concilio Vaticano II, in viaggio in treno verso Loreto e Assisi, parlando con il presidente del Consiglio Amintore Fanfani disse: “Vede quei due uomini che camminano insieme laggiù, nella campagna? Non ha tanta importanza da dove vengono, conta invece dove vogliono andare e se ci vogliono andare insieme”. Credo che molte barriere e molti steccati vadano abbattuti per il bene dell’umanità. Da parte dei massoni oggi sono superati». 

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