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Perché i repubblicani non riescono ad approvare la "Trumpcare"

Ecco come la nuova battuta d'arresto sulla legge sanitaria potrebbe trasformarsi in una crisi più generale del Gop

"Ora lasciamo che l'Obamacare fallisca". Cosi' il presidente Donald Trump, dopo l'ennesima debacle sul fronte della Sanità, con il naufragio in Senato del nuovo piano dei repubblicani per cancellare e rimpiazzare l'Affordable Care Act (Aca) del predecessore Barack Obama.

Trump ha dunque proposto di abrogare subito l'Obamacare e di rimpiazzarla in seguito. Un tentativo stroncato sul nascere da tre senatrici del Grand Old Party (Gop). "Non sono venuta a Washington per danneggiare la gente. Non posso votare l'abolizione dell'Obamacare senza un piano per rimpiazzarla che tenga conto delle preoccupazioni e dei bisogno della West Virginia", ha immediatamente avvertito la senatrice Gop Shelley Moore Capito, affiancata dalle colleghe Lisa Murkowski dell'Alaska e da Susan Collins del Maine.

Con una maggioranza repubblicana in Senato di 52 seggi su 100, 3 dissidenti e il senatore John McCain che non è in grado di votare perché in convalescenza, l'Obamacare sembra per ora destinata a resistere.

Una storia travagliata

Che la riforma sanitaria proposta dall'amministrazione Trump non avrebbe avuto vita facile era apparso chiaro fin dall'inizio.

Sembra aver preso definitivamente la via del non ritorno con il de profundis suonato alla sua approvazione da altri due senatori repubblicani - Mike Lee e Jerry Moran - dopo gli altri due no risalenti a domenica di Susan Collins e Rand Paul.

Conti alla mano, il numero massimo di voti repubblicani favorevoli arriverebbe a 47, troppo pochi per proseguire con l'iter legislativo che avrebbe dovuto portare all'abolizione dell'Obamacare e alla sua sostituzione con la legge omologa che il il presidente Usa promette fin dai tempi della sua campagna elettorale.

Le ragioni sullo sfondo

Come conseguenza, la legge di Obama potrebbe rimanere congelata per due anni e, in questo arco di tempo, si lavorerebbe a progettare un'ulteriore versione che, si spera, possa mettere tutti d'accordo.

Nel frattempo, milioni di persone potrebbero rimanere in un pericoloso limbo, privi della copertura sanitaria.

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Ma perché la Trumpcare è così osteggiata anche da coloro che dovrebbero invece sostenerla (e votarla)? Il senatore del Kansas che ieri ha detto no, per dire, ne sostiene l'insostenibilità, per via del sensibile aumento della spesa federale (nell'ultima versione sarebbe arrivata a 170 miliardi dollari) per la sanità. che comporterebbe.

Il suo "compare" di dissidenza, dallo Utah, ha invece motivato il suo diniego per l'eccessiva somiglianza con l'Obamacare.

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Reazione a catena

Secondo gli analisti, all'ammutinamento repubblicano potrebbero aggiungersi altri esponenti del Parlamento, in particolare i quattro senatori del Nevada, dell'Ohio, della West Virginia e dell'Alaska, cioè degli Stati che più hanno beneficiato del cosiddetto Medicaid, ovvero la porzione dell'Obamacare che si occupa delle cure mediche per i poveri.

Se così fosse, da una difficile congiuntura legata a un fatto specifico si potrebbe passare a una crisi più generale del Gop. E allora sì, che per Trump sarebbero dolori...

Per risolvere l'impasse, scrive The New York Times, i Repubblicani hanno due strade: impegnarsi in una terza stesura della legge assecondando le richieste dei senatori che si sono opposti o che potrebbero decidere di farlo, oppure sedersi a un tavolo congiunto con i rappresentanti dello schieramento democratico e mettere appunto una serie di emendamenti condivisi.

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