United Stasi of America: Obama spia tutti

Come l'apparato di sicurezza della Germania Est, Washington controlla chi vuole. Ecco l'elenco - Lo spionaggio Usa, l'impotenza italiana  - 

Barack Obama durante una riunione telefonica del Consiglio per la Sicurezza Nazionale (Ansa/Pete Souza)

Michele Zurleni

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Quando Angela Merkel, che pur ben sapeva dell'attività spionistica statunitense in Germania, ha scoperto che le conversazioni del suo telefono cellulare erano ascoltate a Washington ha pensato che la misura fosse colma. L'ennesime scuse di Barack Obama non basteranno a far rientrare le sue proteste.

La nuova puntata del Datagate rischia di diventare un serio problema per gli Usa, imbarazzati dalle continue rivelazioni sulla loro attività di controllo interne e internazionali, al centro delle polemiche ormai da mesi, da quando Edward Snowden ha raccontato al Guardian come funziona il sistema di sorveglianza della National Security Agency. Poco importa che molti dei governi amici degli Stati Uniti sapessero dell'esistenza dei programmi di ascolto; quando hanno compreso che erano utilizzati anche "contro" di loro hanno fatto come la Merkel: si sono arrabbiati.

Fare un elenco degli spiati dall'America di Obama vuol dire mettere in fila una bel numero di nazioni, nomi di capi di governo e di stato, organizzazioni politiche ed economiche internazionali, società multinazionali e imprese straniere e americane, e tanti, tanti, ma proprio tanti semplici cittadini. Non solo controllo per la sicurezza, ma anche e soprattutto raccolta di informazioni utili alla politica estera americana.

L'intelligence statunitense ha una priorità: controllare l'attività dei governi nemici o ostili, o non amici. Questa lista comprende stati come l'Iran e la Corea del Nord, ma anche il Pakistan, l'Afghanistan, la Russia e la Cina. Ma, lo spionaggio americano, di fatto, prende in esame quasi tutta la comunità internazionale: dai paesi europei - per lo più alleati - a quelli sudamericani.

Cina

Edward Snowden in una intervista al South China Morning dello scorso giugno rivelò che gli Usa spiano Pechino almeno dal 2009. Centinaia di migliaia di operazioni di hackeraggio, intrusioni nei computer di privati e di istituzioni cinesi, tra cui anche l'Università di Hong Kong. E'la Guerra Fredda cybernetica, una conflitto dove anche la Cina spara le sue bordate oltreoceano.

Russia

L'episodio più clamoroso emerso dopo lo scoppio del Datagate è l'ascolto delle conversazioni riservate dell'allora presidente russo Dmitri Medvedev durante il vertice del G20 a Londra nel 2009. A rivelarlo è stato sempre nello scorso giugno il quotidiano britannico The Guardian, secondo cui gli agenti del Nsa Usa e del Gchq britannico spiarono le sue comunicazioni e quelle di altri capi di stato e di governo presenti al summit. Facile pensare che non sia stata l'unico episodio, ma che il mutuo spionaggio tra le due potenze vada ancora avanti.

Germania

Prima della scandalo del cellulare di Frau Merkel, all'inizio dell'estate, Bild aveva già raccontato come la Nsa avesse tenuto sotto controllo il governo di Berlino attraverso l'intercettazione e l'ascolto delle comunicazioni da e per la cancelleria. L'avrebbe fatto con un centro di controllo dell'agenzia di sicurezza statunitense costruita sul territorio tedesco con l'autorizzazione dell'esecutivo, il quale pensava probabilmente che servisse solo per la prevenzione di attività terroristiche o di spionaggio fatte da terzi. In realtà, gli agenti americani non avrebbero spiato solo i politici, ma anche alcune istituzioni economiche tedesche (come la Bundesbank e altre banche) e messo sotto sorveglianza almeno mezzo miliardo al mese di comunicazioni internet e telefoniche di utenti tedeschi.

Francia

Nel giro di pochi mesi, l'ambasciatore statunitense a Parigi è stato convocato dal governo francese per proteste. L'ultima volta è stata qualche giorno fa, dopo le rivelazioni di Le Monde sull'impressionante quantità di telefonate di utenti francesi intercettate e ascoltate dalla Nsa: 70, 3 milioni di registrazioni in un periodo di 30 giorni, dal 10 dicembre 2012 all'8 gennaio 2013. Che Parigi fosse già nel mirino del Grande Fratello di Washington si sapeva . Nella lista di priorità dei servizi segreti americani rivelata da Edward Snowden, in una scala da 1 (interesse massimo) a 5 (basso), la Francia, con la Germania e il Giappone è situata a metà, prima di Italia e Spagna, mentre a livello massimo ci sono Pechino, Mosca, Teheran, Islamabad e Pyongyang. Oltre al terrorismo, l'Orecchio americano è interessato a cogliere quello che fanno le industrie francesi. Non è un caso che Laurence Parisot, presidente della Confindustria, abbia chiesto al suo governo e all'Unione Europa una reazione forte.

Italia

La rivelazione, buon ultima, arriva anche per Roma.  "La Nsa porta avanti molte attivita' spionistiche anche sui governi europei, incluso quello italiano" - ha detto Gleen Greenwald, il giornalista che ha fatto scoppiare il datagate con i suoi articoli sul Guardian.  L'Italia non e' stata soltanto nel mirino del sistema Prism creato dagli 007 statunitensi. Con un programma parallelo e convergente chiamato Tempora, anche l'intelligence britannica ha spiato i cavi di fibre ottiche che trasportano telefonate, mail e traffico Internet del nostro paese. Che la Nsa agisse anche in Italia lo aveva confermato in una recente intervista Vincent Cannistraro, ex direttore dell'ufficio di Roma della Cia. Annunciando cambiamneti. "Per  quanto riguarda l'Europa, Obama vuole che ci sia solo spionaggio anti terroristico e non politico e industriale".

Comunità Europea e Banca Centrale Europea

Nello scorso giugno, l'Unione Europea alzò la voce con gli Usa dopo che Edward Snowden rivelò come tutte le istituzioni europee fossero sotto il controllo della Nsa. Non solo gli uffici della Ue negli Stati Uniti, ma anche il quartier generale di Bruxelles e soprattutto la sede della Banca Centrale Europea a Francoforte. Probabilmente gli analisti americani erano interessati alla politica monetaria europea.

Brasile e America del Sud

Glee Greenwald ha spiegato che tutti i paesi del Brics, le economie emergenti, sono nel mirino dell'intelligence Usa. Il Brasile è tra questi. Protagonista con il suo presidente Dilma Roussef della più clamorosa presa di posizione contro lo spionaggio americano. Dopo aver scoperto che, come nel caso di Angela Merkel, le sue comunicazioni erano ascoltate, la Roussef ha annullato il previsto incontro con Barack Obama a Washington ed è andata all'Onu per denunciare di fronte all'Assemblea Generale "l'affronto alla sovranità nazionale del Brasile". I documenti forniti da Edward Snowden hanno fatto scoprire che gli americani spiavano anche l'attività di Petrobas, il colosso del petrolio brasiliano.

Sempre secondo Greenwald, la maggior parte dei paesi sudamericani sarebbero nelle stesse condizioni del Brasile. Dal Venezuela di Maduro all'Argentina della Kirchner: tutti controllati, singoli governi e istituzioni continentali, come i vertici dell'Organizzazione degli Stati Americani. Il risultato è che accanto alle critiche dei paesi guidati da esecutivi di sinistra, ben lontani da Washington, come quelli di Ecuador, Bolivia e Venezuela, si registrano ora le proteste di paesi più storicamente vicini agli Usa come l'Argentina e la Colombia. Tra gli spiati a Buenos Aires ci sarebbe anche l'ex giudice spagnolo Baltasar Garzon, ora avvocato che svolge la sua attività anche in Argentina. Si pensava potesse diventare il legaledi Snowden. La sua mail era controllata dalla Nsa.

Messico

Obama si è dovuto scusare anche in questo caso. Dopo che il settimanale tedesco Der Spiegel aveva svelato che gli americani avevano spiato per sei anni l'attività del presidente Felipe Calderon, è scoppiato uno scandalo. Obama ha dovuto dire al suo omologo messicano Enrique Pena Nieto che averbbe fatto svolgere un'inchiesta sui fatti. Risposta abbastanza ingenua visto il panorama di spionaggio internazionale da parte degli Usa.

Israele

L'intelligence statunitense avrebbe condiviso alcune informazioni e dati su cittadini americani con gli israeliani. Una pratica che avrebbe violato le leggi sulla privacy e che sarebbe stata portata avanti per anni dai due governi nell'ambito della collaborazione contro il terrorismo islamico. In realtà è emerso che questo era un doppio gioco di collaborazione. Gli Usa davano informazioni, ma soprattutto tentavano di carpirne a Israele.

India

Come spiega un lungo articolo su The Hindu, uno dei principali quotidiani indiani, anche Nuova Delhi non poteva rimanere fuori dal controllo Usa. Washington è molto interessata all'attività di una delle economie emergenti più potenti in Asia. Per questo, la National Security Agency ha tenuto sotto sorveglianza milioni di comunicazioni sul territorio indiano con il suo sistema Prism. Come sotto controllo sono state messe le stanze della missione indiana alle Nazioni Unite. Agenti Usa hanno piazzato alcune cimici per ascoltare le conversazioni dei diplomatici. Non è stato l'unico caso

ONU

Nell'estate del 2012, gli esperti della NSA sono riusciti ad entrare nel sistema di videoconferenza ONU e a violare il loro codice, in modo da ascoltare i meeting riservati tra gli alti funzionari delle Nazioni Unite. L'Agenzia gestirebbe anche un programma di intercettazioni in piu' di 80 ambasciate e consolati in tutto il mondo chiamato ""Collection Special Service". Che il governo americano fosse interessato alle strategie dell'Onu non è certo una sorpresa. Già in passato, sempre sotto la presidenza Obama era scoppiato un simile scandalo in seguito alle rivelazioni di Wikileaks.

Cittadini Americani

Milioni di americani sono (potenzialmente) sotto sorveglianza. Basta ricordare alcune cifre girate dopo l'inizio del Datagate: il 75% del traffico internet degli Stati Uniti è controllato dalla Nsa. Per fare questo, ha pagato milioni di dollari a Silicon Valley per coprire i costi delle aziende big nel settore (Google, Yahho, Microsoft e Facebook) coinvolti nel programma Prism. Sono decine di migliaia le mail e le telefonate di americani messe sotto sorveglianza da parte dell'intelligence Usa, comunicazioni dentro il territorio americano e con l'estero.

Mogli, mariti e amanti dei dipendenti della Nsa

Della serie: non ci fidiamo proprio di nessuno. Tra le tante rivelazioni rispetto al Datagate e a chi è sottoposto a controlli, nella scorsa estate è venuto fuori la notizia che gli agenti della National Security Agency hanno, in alcune occasioni, usato i poteri dell'agenzia anche per spiare i propri partner o sposi. Non sarebbero stati casi numerosi, ma ci sono stati. Lo ha scritto il Wall Street Journal, che aveva sottolineato come la pratica di questo particolare spionaggio fosse ' abbastanza comune da essersi meritata l'etichetta di 'Loveint'.

Barack Obama

Non è uno scherzo. Nel 2004, quando era un semplice senatore, l'attuale presidente degli Usa sarebbe entrato nel raggio di interesse della Nsa. Lo ha rivelato un ex analista dell'agenzia in una recente intervista che ha raccontato di aver avuto l'ordine di controllare alcune utenze telefoniche collegate a Obama. Questo racconto non è stato (ovviamente) confermato da nessun altra fonte. Ma se fosse così, il passo sarebeb stato breve. In pochi anni da spiato a spione.

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