Esteri

Come funziona il sistema di accoglienza in Svezia

L'espulsione di 80 mila profughi segna un passaggio chiave nelle politiche migratorie di quello è tuttora considerato lo Stato più generoso dell'Unione

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Migranti siriani in una moschea di Stoccolma che aiuta le persone a presentare la domanda di asilo – Credits: JONATHAN NACKSTRAND/AFP/Getty Images

Nessun Paese dell'Unione ha accolto storicamente così tanti richiedenti asilo per abitante come la Svezia. E nessun Paese europeo può vantare un sistema di accoglienza così efficiente ed equo come quello che ha messo in piedi lo Stato svedese tramite lo Swedish Migration Board.

Ai migranti ai quali viene riconosciuto lo status di rifugiati vengono normalmente concessi permessi di soggiorno illimitati, dopo una verifica che può durare al massimo sei mesi, contro i due anni dell'Italia e della Spagna. Al migrante che fa richiesta di asilo viene concesso altresì dopo aver presentato la domanda - e in attesa della risposta dello Swedish Migration Board - non solo un alloggio in condivisione, ma anche un conto e una carta di credito per coprire le spese per il cibo, i vestiti, l’igiene personale o qualunque altra esigenza personale.

La Svezia pronta a espellere 80.000 richiedenti asilo


Le sorprese però non finiscono qui. Una volta ottenuta la protezione, ai rifugiati (che hanno diritto anche a un'interprete in occasione della presentazione della domada di asilo) viene garantita la residenza permanente (e, dopo solo quattro anni, la cittadinanza), oltre a un generoso piano di integrazione che prevede corsi di lingua, assistenza economica e aiuto nella ricerca di un impiego tramite lo Swedish Public Employment. Un programma di assistenza che dura in media due anni, organizzato dal governo svedese, cui vengono aggiunti una serie di benefit sanitari per il migrante: le cure ginecologiche, prenatali e dentali  totalmente gratuite e tutte le altre visite dove la spesa massima possibile è di 50 corone (circa 6 euro).

Non solo. Se il rifugiato dovesse trovare lavoro in una città dove non vi sono alloggi predisposti all’accoglienza, il Migration Board concede un supporto economico per trovare casa. Di più: a coloro che vedono respinta la richiesta di asilo è concesso storicamente il ricorso alla Migration Court, con un ulteriore grado di appello alla Migration High Court. Non ci si può stupire perciò se la Svezia, un Paese che conta 10 milioni di abitanti, è diventata la meta preferita dei migranti che arrivano in Europa.

 La decisione di espellere fino a 80 mila richiedenti asilo la cui domanda è stata respinta quest'anno - comunicata dal ministero degli Interni - segna non tanto un'inversione di rotta rispetto al suo tradizionale sistema di accoglienza, ma un cambiamento profondo del clima politico e sociale soprattutto dopo la vittoria elettorale dei Democratici della Svezia, che hanno come proposta chiave la riduzione del 90% della presenza straniera e che stanno sfidando la tradizione egemonia della cultura e del partito socialdemocratico svedese, tutt'ora al potere. 

La grave crisi migratoria europea - con l'eccezionale afflusso di migranti provenienti dal medioriente - ha inoltre fatto emergere un problema fino a oggi inesistente nel Paese: la carenza di alloggi per accogliere i migranti, unitamente ai problemi di bilancio che le politiche sociali dell'accoglienza hanno contribuito ad accentuare. Le tensioni tra comunità straniere e scandinave stanno insomma aumentando anche nei Paesi scandinavi. Il generoso sistema dell’immigrazione in Svezia sta subendo i primi colpi.             

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