Cronaca

La Giunta Raggi lancia l'Ufficio Tevere. Ma la delibera dov'è?

Annunciata per il 6 aprile la sua nascita. Ma nel sito di Roma Capitale il provvedimento non si trova. Perchè... non c'è

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La sindaca di Roma Virginia Raggi durante l'incontro con i cittadini sul tema 'Politiche educative e scolastiche' al VII Municipio di Roma, 28 febbraio 2017. – Credits: ANSA/GIORGIO ONORATI

UPDATE: È passata una settimana, ma quello che la Giunta di Virginia Raggi ha dichiarato di aver istituito per il Tevere è ancora un ufficio fantasma. Con l’articolo che potete leggere di seguito abbiamo segnalato il 5 aprile scorso che la nascita del nuovo organismo, annunciata per il giorno 6, era solo virtuale, visto che la relativa delibera non era stata ancora stata pubblicata sul sito di Roma Capitale. La cosa non è secondaria, perché senza la delibera non può esistere neppure l’ufficio (la cui futura attività oltretutto risulta anche indicata fra le motivazioni di un aumento di stipendio di 20 mila euro di un collaboratore dello staff dell’assessorato alla Sostenibilità ambientale). Ora è chiaro che la delibera non era stata pubblicata perché non c’era, e ancora non c’è.
L’unico atto concreto ad oggi è una memoria di Giunta con cui l’assessore Giuseppina Montanari manifesta la volontà di istituire questo nuovo ufficio, che Panorama.it ha potuto leggere, ma che non è stata ancora pubblicata. L’intenzione è di metterla sul sito del Comune subito dopo Pasqua. Ma una memoria di Giunta, come il sindaco e i suoi collaboratori certamente sanno, non è sufficiente per istituire un nuovo organismo. La cosa non è passata inosservata in Consiglio comunale, dove il capogruppo di Fratelli d’Italia Fabrizio Ghera ha annunciato la presentazione di un’interrogazione in Campidoglio per sapere se l’ufficio fantasma sarà istituito davvero e come funzionerà. Ma ecco i fatti come stanno.
 
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La giunta di Virginia Raggi si lancia alla conquista del Tevere? Di una riscoperta c’è sicuramente un gran bisogno, viste le pessime condizioni in cui versa il fiume da cui è nata Roma. Non solo mancano da decenni iniziative di ampio respiro per metterne le risorse straordinarie, sia dal punto di vista naturalistico che culturale, a disposizione di romani e turisti, ma da tempo ormai (ben prima dell’amministrazione a 5 Stelle) è venuta meno anche l’ordinaria amministrazione: basti dire che della manutenzione delle sponde finora non si è mai occupato nessuno.

Il Tevere, insomma, con i suoi mille problemi (di cui Panorama si è occupato l’estate scorsa dopo l’annegamento dello studente americano Beau Solomon, spinto in acqua da un clochard) è forse uno dei simboli più evocativi dal generale declino della città. E poiché fra le principali ragioni di questo abbandono c’è la mancanza di coordinamento fra i numerosi enti che hanno competenza sul fiume, non può non suscitare grandi aspettative l’ultimo annuncio della Giunta di Roma Capitale: finalmente, un Ufficio Tevere. La novità è stata comunicata il 20 marzo scorso sul sito del Comune e confermata il 3 aprile dall’assessore allo Sport ed ex vicesindaco Daniele Frongia, per l’occasione intervistato in tenuta da canottaggio sulle rive del fiume.

Peccato che, al momento, questo Ufficio Tevere sia ancora un oggetto misterioso. La sua entrata in funzione è stata assicurata per il 6 aprile ma al 5 aprile non c’è ancora traccia sul sito di Roma Capitale della delibera che dovrebbe trasformare il proposito in realtà. Le prerogative contenute nel comunicato reso pubblico il 20 marzo, inoltre, sono piuttosto vaghe. Parlano di “formulazione di proposte”, “coordinamento”, “monitoraggio e controllo dello stato di attuazione di iniziative” e così via, senza prevedere alcun potere di interlocuzione con gli altri enti competenti sul fiume.

L’interrogativo dunque è: si tratta di un’iniziativa reale e concreta o solo di una trovata propagandistica? A sperare nella prima ipotesi sono anzitutto le numerose associazioni per la valorizzazione e la tutela del fiume, la maggior parte delle quali, insieme alle quattro università statali di Roma, riunite nel Consorzio Tiberina, che da anni si batte contro l’abbandono del fiume.

Il presidente del Consorzio Giuseppe Amendola, forse uno dei massimi conoscitori dei problemi del fiume, ha già un compito urgente da mettere in cima all’agenda del nuovo Ufficio Tevere. “Pochi se ne sono resi conto” dice a Panorama.it “ma da qualche settimana c’è il rischio di dover smantellare decine di galleggianti ancorati alle sponde, dove hanno sede ristoranti e associazioni sportive a cui si deve quel poco di collegamento con la vita cittadina che il fiume ha conservato negli ultimi anni. Lo dice una sentenza di marzo della Corte di Cassazione, che ribadisce la necessità di uno strumento urbanistico ad hoc di queste installazioni che altrimenti potranno essere considerate abusive. È solo un esempio di come qualunque piano di recupero del fiume debba partire, prima ancora che dal reperimento delle risorse, dalla capacità reale di soluzione dei problemi burocratici. Per questo avere un Ufficio Tevere efficente è di importanza fondamentale”.

Per sapere se la Raggi e la sua giunta fanno sul serio bisognerà aspettare almeno qualche giorno se non qualche settimana. Per ora nelle dichiarazioni pubbliche si parla di una memoria dell’assessore all’Ambiente Giuseppina Montanari approvata dalla Giunta, che non è certo un atto sufficiente a costituire alcunché. L’unico atto formale che siamo riusciti a trovare è l’aumento da 23.725 a 44.892 dei compensi annui di Silvano Simoni (oggi nello staff dell’assessore Montanari) giustificato anche con l’organizzazione del nuovo organismo. Nella speranza che non sia solo una scatola vuota.  

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